Firewatch - Recensione

Abbiamo già visto in una precedente news come l’esordio di CampoSanto abbia superato ogni aspettativa, compresa quella degli sviluppatori. Il titolo è infatti in cima alle vendite digitali per PS4, superando persino titoli appena usciti e nettamente superiori come Far Cry Primal e Street Fighter.

Ma perché? Cosa può avere di speciale un indie game, venduto a prezzo budget, e notoriamente corto di longevità? Se avete qualche minuto libero, ve lo racconterò in breve.

Abbiamo già visto in una precedente news come l’esordio di CampoSanto abbia superato ogni aspettativa, compresa quella degli sviluppatori. Il titolo è infatti in cima alle vendite digitali per PS4, superando persino titoli appena usciti e nettamente superiori come Far Cry Primal e Street Fighter.

Ma perché? Cosa può avere di speciale un indie game, venduto a prezzo budget, e notoriamente corto di longevità? Se avete qualche minuto libero, ve lo racconterò in breve.

Fuori dagli schemi

Nel 2016 sappiamo benissimo che un gioco può essere basato anche su qualcos’altro che non siano armi e pallottole. Qualcosa che non riguardi necessariamente gente da uccidere o nemici da affrontare. Nel corso degli anni gli Indie games si sono fatti sempre più avanti, con una loro idea fuori dal coro, fuori dagli schemi, mostrando ai giocatori un modo diverso di giocare.

Firewatch, in maniera simile, inizia introducendoci la vita di Henry, sin dal momento in cui conosce Julia e se ne innamora.
Ma lo fa in maniera testuale.
Esattamente, del testo ci verrà posto di fronte, e potremo leggere e fare delle scelte che influenzeranno il nostro personale background di coppia.
Potrebbe sembrare noioso o perlomeno inusuale, ma il gioco pone immediatamente al giocatore una situazione quotidiana che però incontra subito dopo un problema reale e senza soluzione. La serietà del titolo ci colpisce in faccia senza preavviso, mostrandoci un lato drammatico delle vicende, e portando Henry a cercare lavoro come guardia forestale.

Nella nostra torre di guardia, completamente isolati dal resto del mondo, senza internet ed elettricità, tenteremo quindi di fuggire, almeno temporaneamente, dai problemi, e capire cosa farne della nostra vita.
È qui che entra in gioco la parte narrativa, grazie ad un importantissimo oggetto: il Walkie Talkie.

L’anima del gioco: le persone

Nel corso del titolo sarà difficile incontrare fisicamente altre persone. Questo significa che durante le nostre ore di gioco saremo sempre soli. Ma un Walkie Talkie può cambiare tutto. Sempre disponibile a portata di pulsante, potremo metterci in contatto con Delilah, il nostro boss, anch’essa isolata e posta nella propria torre, distante dalla nostra area ma sempre visibile. Con un carisma impressionante impareremo a conoscere lei ed anche il nostro Henry, selezionando le frasi più adatte, generando un rapporto, e cambiando leggermente il susseguirsi della trama.

Potremo quindi ignorare il walkie talkie per restare soli, ed esplorare l’ambiente che ci circonda, ma ci priveremmo così dell’anima del gioco, in quanto grazie a queste chiacchierate ci sentiremo sempre in compagnia, anche se completamente soli atti a svolgere il nostro lavoro.

L’atmosfera della foresta e le sue mansioni

Se come Henry sentite il bisogno di staccarvi da giochi che richiedono mira, agilità, e che vi caricano del peso di una grande missione atta a salvare la vita di milioni di persone, sarete felici di sapere che Firewatch vi permetterà di respirare, rilassarvi un attimo, osservare, e godervi quei piccoli momenti che solo la computer grafica può regalare. Camminare tra gli alberi, cercando il sole che attraversa i rami, diventerà una routine. Come anche orientarsi con mappa e bussola, che all’inizio potrebbe essere estremamente estraniante, diventerà semplice e naturale. Addirittura, gli autori di Firewatch consigliano di stampare una copia cartacea della mappa di gioco e disattivare la geolocalizzazione in-game, così da avere l’esperienza migliore possibile, e personalmente ve lo consiglio vivamente.

Le mansioni di una guardia forestale sono semplici. Restare vigili e notificare possibili segnali di fumo o incendi. Nel corso del gioco, dove la trama, invisibile ma presente, si snocciola all’interno di eventi casuali come il parlare o il trovare il responsabile dell’immondizia lasciata nei boschi, ci ritroveremo ad esplorare, tracciare percorsi e creare collegamenti tra di essi.
Il tutto sembra molto basilare, senza ombra di crafting o punti esperienza, e potrebbe ad un approccio superficiale sembrare banale, ma una volta collegati i puntini, Firewatch rivelerà una sottotrama apparentemente nascosta molto più dark e seria.

Note scritte, fotografie e pigne

Ovviamente non saremo i primi ranger ad occuparci dell’area, e per questo motivo ci ritroveremo spesso ad incrociare alcuni punti di raccolta contenenti gli oggetti che hanno fatto parte dell’esperienza di altre persone. Parliamo di libri, note scritte, mappe, e oggetti personali sparsi qua e la. Il giocatore più attento tenterà di scoprire il più possibile sulla vita di ognuno, non perché il gioco lo richieda, o perché vi è un trofeo da sbloccare, ma come curiosità personale, e come voglia di districare ogni singolo aspetto del titolo. Stessa cosa vale per la macchina fotografica usa e getta contenente un rullino ancora mezzo vuoto. Non cercate di scattare foto con l’idea di un premio, tentate invece di scattare foto memorabili, di momenti che vorrete ricordare una volta conclusa la breve ma affascinante esperienza.

Conclusione

Tenendomi il più possibile generico e distante dagli spoiler, avrete ormai intuito di come l’esperienza lasciata da Firewatch vada oltre la gratificazione in-game (quali trofei e sfide) quanto una personale, più sottile ma al contempo più emozionante, fatta di momenti e relazioni. Sebbene non vi siano scelte sbagliate, scegliere di stare in silenzio, o selezionare una frase anziché un’altra, potrebbe significare qualcosa per noi stessi, oltre che per l’idea che un perfetto sconosciuto virtuale potrebbe farsi del nostro personaggio. In un 2016 che prospetta grandi rientri, nuove e fenomenali ip, ed un ritorno ai puzzle game, Firewatch ritaglia la sua piccola parte nel cuore dei giocatori offrendo un’esperienza diversa ed emozionante, nella speranza che questa venga ricordata con tenerezza una volta giunti alla fine, pronta per essere giocata nuovamente.

8 Commenti a “Firewatch”

  1. MarkoDeejay on

    Molto molto interessante.

    E gran bella rece

    Ti ringrazio!

    sembra molto interessante.

    mi ricorda journey, o flowers….. :asd:

    No in realtà non ha nulla di quei giochi. Journey e Flowers sono essenziali, minimal, che puntano ad emozioni primarie. Sono giochi molto più onirici.

    Qui le battute ed i giochi di parole si sprecano, ed il tutto è un po' un ritorno alla natura ed alla semplicità, il tutto, ricordo, con una sottotrama di fondo ben definita che ho volutamente preferito non accennare :]

  2. Macchiaiolo on

    No in realtà non ha nulla di quei giochi. Journey e Flowers sono essenziali, minimal, che puntano ad emozioni primarie. Sono giochi molto più onirici.

    Qui le battute ed i giochi di parole si sprecano, ed il tutto è un po' un ritorno alla natura ed alla semplicità, il tutto, ricordo, con una sottotrama di fondo ben definita che ho volutamente preferito non accennare :]

    Era una presa in giro per Kassandro che ha più volte citato Journey in altri paragoni.

  3. MarkoDeejay on

    I paragoni ai giochi della That Game Company si sprecano ovunque :D, ed in questo caso non sarebbe strano sentirne uno per via del significato più profondo all'interno del titolo :]

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