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Recensione eFootball Kick-Off!

di: Luca Saati

C’era una volta Pro Evolution Soccer, per gli amici PES. Era il 2021 quando Konami decise di tagliare definitivamente i ponti non solo con un nome a cui i fan erano legati da ben due generazioni, ma anche con un modello distributivo che iniziava a mostrare i suoi limiti, complice il dominio incontrastato della serie rivale (l’allora FIFA, oggi FC).

Una decisione che, all’epoca, generò non poche discussioni, ma che col senno di poi si è rivelata lungimiranteeFootball, infatti, ha superato il miliardo di download solo un paio di mesi fa e continua ancora oggi a essere supportato con aggiornamenti regolari.

Certo, non è più il PES di una volta. Ma rappresenta il segno evidente di un’industria videoludica in continua evoluzione, oltre che di una serie costretta ad adattarsi per non soccombere. Proprio alla luce di questa svolta epocale, sorprende e incuriosisce la scelta di Konami di proporre su Nintendo Switch 2 qualcosa di diverso, quasi in controtendenza.

eFootball Kick-Off!, infatti, non è il solito free-to-play già disponibile su PlayStation, Xbox e dispositivi mobile, bensì un prodotto premium venduto a 19,99 euro, che include sia modalità offline che online, richiamando volutamente un’esperienza più old-school.

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Il PES di sempre

Sin dai primi minuti di gioco, l’intento di eFootball Kick-Off! è chiarissimo: offrire la massima immediatezza, senza inutili complicazioni, permettendo a chiunque di padroneggiare il sistema di gioco con pochi tasti. Immaginatelo come un vecchio amico che non vedete da anni: il feeling è rimasto intatto, e il divertimento nasce proprio da questa familiarità.

È evidente che non siamo di fronte a un titolo che ambisce a rivoluzionare la formula con velleità simulative. Al contrario, emerge una natura più arcade, fatta di semplicità e accessibilità. Eppure, sotto questa superficie, il ritmo di gioco risulta ben bilanciato: le azioni offensive vanno costruite con criterio, passo dopo passo, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati.

L’unica vera novità è rappresentata dai fumetti di dialogo in campo, con i giocatori che suggeriscono i passaggi e forniscono indicazioni in tempo reale, una soluzione semplice ma funzionale per guidare l’azione.

Sul piano visivo, il gioco si difende bene: senza picchi né particolari cadute, offre una resa complessiva piacevole. Il vero punto di forza, però, sono i 60 fotogrammi al secondo, che garantiscono una fluidità costante e appagante.

Il comparto audio, invece, risulta piuttosto dimenticabile. Se però desiderate la telecronaca in italiano del duo Caressa/Marchegiani, ricordatevi di attivare l’opzione dedicata e scaricare il relativo pacchetto voci

Master League? No, World Tour!

Il cuore dell’esperienza è la modalità World Tour, che strizza talmente tanto l’occhio ai fan della storica Master League da lasciare, però, un leggero amaro in bocca per la sua resa finale.

Si parte con una squadra composta da Castolo e soci e si accede a una mappa del mondo che permette di partecipare a una serie di tornei, suddivisi per livello di difficoltà. Si comincia dai tornei di livello D per poi salire progressivamente fino a quelli più avanzati, dove si passa dalle squadre di club alle Nazionali.

Dopo ogni vittoria, è possibile ingaggiare un giocatore della squadra appena sconfitta, costruendo così una rosa sempre più competitiva nel giro di poche partite. A questo si aggiunge un sistema di ricompense basato su monete divise per ruolo (portiere, difensore, centrocampista e attaccante) da spendere in un negozio dedicato per acquistare alcuni dei più grandi campioni del passato e del presente. In poche ore, non è raro ritrovarsi con una squadra dal forte sapore nostalgico, con nomi come Kahn, Cafù, Adriano e molti altri.

Anche in World Tour, così come nel resto del gioco, domina la filosofia della semplicità e accessibilità: non c’è alcuna componente manageriale o gestionale. Il ciclo di gioco resta invariato (iscriversi a un torneo, vincere partite, riscattare giocatori e conquistare il trofeo) così come la struttura delle competizioni, organizzate in gironi all’italiana da cinque squadre.

Sul fronte offline, l’offerta include anche la International Cup, un torneo per Nazionali che richiama il mondiale, oltre alle classiche partite rapide (sia 11v11 che 6v6) e a una serie di minigiochi.

Il multiplayer locale supporta fino a quattro giocatori sulla stessa console, anche tramite GameShare. Più limitata, invece, l’offerta online, che si riduce a partite rapide, modalità classificata e amichevoli tra amici, il tutto appesantito da menù macchinosi e da un’infrastruttura non sempre reattiva.

Chiude il quadro la consueta questione licenze. eFootball Kick-Off! si trova nella stessa situazione della versione free-to-play su PlayStation e Xbox: alcuni campionati sono completamente licenziati (come quelli francese, portoghese, olandese e diverse leghe asiatiche), mentre altri risultano solo parzialmente rappresentati, con singole squadre ufficiali come Arsenal, Manchester United e Barcellona. Per quanto riguarda la Serie A, sono presenti le licenze di Inter, Milan, Lazio e Atalanta, mentre per il resto del campionato bisogna accontentarsi di versioni non ufficiali.

Un PES all’acqua di rose

eFootball Kick-Off! è un’operazione interessante ma non del tutto centrata. Da un lato, riesce a recuperare quella immediatezza e quel feeling tipici del vecchio PES, risultando accessibile, fluido e capace di divertire fin da subito. Dall’altro, però, paga una certa povertà contenutistica e una struttura che, alla lunga, tende a diventare ripetitiva, soprattutto per chi cercava un ritorno più profondo alla filosofia della Master League.

La scelta di proporre un prodotto premium a prezzo contenuto è sicuramente apprezzabile, ma lascia la sensazione di un’esperienza che avrebbe potuto osare di più. Resta comunque un titolo solido per partite veloci e sessioni in compagnia, meno per chi è alla ricerca di profondità e varietà.