Devil May Cry 5 - Recensione

L’annuncio di Devil May Cry 5 ha sorpreso tutti, in particolare i fan, e grazie tante.
Come reagireste se il vostro videogioco preferito decidesse di fare un reboot, mescolando arte e stile dei personaggi ed introducendo una nuova storia, e successivamente la narrazione riprendesse come se questo reboot non fosse mai esistito?
Che Capcom abbia avuto un’idea talmente buona da accontentare tutti? Per scoprirlo non dovete far altro che continuare a leggere…

Nero

Devil May Cry 4 ha introdotto un nuovo protagonista giocabile, Nero, il quale nonostante fosse un totale sconosciuto nella serie, è riuscito ad uscirne fuori con altissimi voti, entrando nelle grazie dei fan. Ciononostante, le sue origini umane miste al suo braccio demoniaco hanno da sempre suscitato curiosità, e mai sono state chiarite. Se avete provato la demo, o anche visto un qualsiasi video di gameplay, non sarete quindi all’oscuro del fatto che Nero perderà il suo braccio – il come ve lo lascio scoprire da soli – evento che cambierà radicalmente il gameplay rispetto al 4, regalando un arsenale di braccia meccaniche dal diverso potere e utilizzo, create con arte da Nico, una ragazza tosta e piena di carattere che lo aiuterà a fermare l’avanzata del demone più potente che Nero abbia mai affrontato.

Urizen

Chi è non vi è dato saperlo, né lo sveleremo nel corso di questa recensione, ma sappiate che neanche Dante riesce a tenervi testa. Scopriremo la forza spropositata di questo demone sin dal primo livello di gioco, in un’utile e banale tentativo di danneggiare la sua aura protettiva. Quando Dante cade, le città cadono. Radici demoniache provenienti dal sottosuolo si diramano consumando vite umane. Sono questi ultimi, infatti, a nutrire e dar forza ad Urizen, il cui scopo finale è ottenere, avrete già capito, ancora più potere. Demoni verranno rilasciati ovunque, disseminando morte e distruzione. Con Dante fuori dai giochi, Nero può solo battere in ritirata, ma non sarà solo.

V

Secondo personaggio giocabile, V è un misterioso ragazzo umano che però ha il potere di controllare dei famigli che lo accompagneranno per il corso della vicenda. Shadow – una pantera nera – e Griffon – una specie di aquila bluastra – saranno sempre al suo fianco, attaccando con mosse distruttive e letali, ma benché queste siano sufficienti per indebolire il nemico, non basteranno per ucciderlo. Sarà infatti V a dare il colpo finale, spazzando via i demoni dal suo cammino. Questa trovata di gameplay chiede al giocatore di tenersi accanto ai suoi demoni per fargli recuperare energia, ma abbastanza distante dal nemico per tenersi fuori dai guai, essendo V estremamente vulnerabile. Assieme a Nero entrambi inizieranno un cammino per diventare più forti e tentare nuovamente di battere Urizen, ammesso che questo sia possibile.

Dante

Terzo personaggio giocabile del titolo (!), Dante è in assoluto il personaggio più variegato, complesso, macchinoso quanto letale che mai si sia visto in un Devil May Cry, e tuttavia come già citato nulla può in confronto ad Urizen. Essendo il titolo narrato per flashback, mostrando la storia in maniera anacronistica e saltando tra passato e presente, potremo giocare nei panni di Dante prima del suo scontro finale, per poi proseguire con la storia che eviteremo ad ogni modo di spoilerare. Se imparare due personaggi con svariate armi e stili inediti di combattimento è stato una passeggiata, aspettate di vedere cosa ha in serbo per voi il vero protagonista di questa saga: quattro diversi stili di combattimento, uniti a svariati tipi di armi da fuoco ed armi bianche, le quali continuano ad arricchirsi durante i livelli di gioco e presentano anch’esse diverse modalità di utilizzo. Dante è assolutamente letale quanto carismatico, sempre con la battuta pronta, tranne che nei momenti in cui lui stesso non vedrà la vittoria. Anche lui, come per Nero e V, dovrà trovare un metodo per guadagnare maggior potere e sperare così di battere Urizen.

Upgrade costanti

La giocabilità di Devil May Cry 5 è eccelsa, e strizza l’occhio anche a chi non è avvezzo alle meccaniche arcade della serie. Come sempre il titolo sprona il giocatore a combattere con stile, il che significa modificare spesso l’arsenale di mosse eseguite, cambiando spesso, schivando molto, e variando armi. Un voto da D ad A, continuando con S fino ad SSS verrà mostrato a schermo, valutando ogni colpo andato a segno, e penalizzando in maniera denigrante le volte che verremo colpiti. Devil May Cry 5 chiede al giocatore di conquistare le mosse attraverso dei globi rossi, acquisiti durante il gioco, e permettendo quindi non solo di sceglierle ma anche di provarle così da impararle. In questo modo l’upgrade è costante e facilita la possibilità di memorizzarlo. Per chi si sentisse sopraffatto da questa mole di mosse e diversa giocabilità distinta per tre personaggi, arriva in aiuto la modalità Automatica, attivabile e disattivabile a piacimento durante il gioco, la quale permetterà di variare automaticamente le varie mosse sbloccate tramite la pressione semplice dei pulsanti singoli, senza dover uscire pazzi, e che si rivela particolarmente utile per quel personaggio che proprio non riusciamo a memorizzare. Al solito, una volta concluso il gioco, sbloccheremo modalità aggiuntive e sempre più difficili che metteranno a dura prova la nostra bravura, ma ci permetteranno anche di sfoggiarla in una danza mortale fatta di spade demoniache ed armi da fuoco.

In conclusione

La parte più difficile nel recensire un titolo simile è tentare di non fare paragoni con il tanto amato/odiato reboot DMC, dove il level design si spingeva oltre, mutando i percorsi di fronte ai nostri occhi, mentre Devil May Cry 5 torna allo stile tetro e anche un po’ blando di un tempo, presentando livelli lineari e non particolarmente ispirati. Ciononostante il titolo sfoggia un gameplay ben strutturato e variegato. La narrazione invece non sembra andare altrettanto bene, sciogliendo alcuni nodi di trama abbastanza ovvi man mano che si prosegue con i livelli, ma riesce a farsi perdonare interamente grazie ad alcuni colpi di scena e rivelazioni sul finale che, incredibilmente, vanno ancora una volta ad intaccare il gameplay così da offrire qualcosa di nuovo. Non me ne vogliano quindi i fan, come me, del reboot… ma Devil May Cry 5 è un ottimo ritorno alla saga, e una volta concluso non vediamo l’ora di giocare ad un seguito.

  • Gameplay solido e ben strutturato

  • Tre personaggi giocabili

  • Upgrade costante

  • Rivelazioni sulla trama

  • Level design lineare e poco ispirato

  • Nemici poco memorabii

  • Narrazione da migliorare