Recensioni

Recensione DETECTIVE – Rainy Night

di: Simone Cantini

Ah, l’antica arte dell’investigazione, quel fascino tutto unico legato ai processi deduttivi e all’analisi minuziosa di ogni particolare, capaci di dare vita a complessi ragionamenti in grado di sviscerare verità che potrebbero essere state sapientemente nascoste. La soddisfazione di vedere scoperto un crimine, risolvere enigmi apparentemente impossibili o anche solo assicurare alla giustizia il più incallito dei criminali è un qualcosa che non ha prezzo. E che diverte non poco anche quando declinato in forma puramente ludica, come dimostrano le tantissime produzioni di genere in grado di farci sentire con successo dei novelli Sherlock Holmes. Ecco, prende tutto quanto scritto sino ad ora e allontanatelo il più possibile da DETECTIVE – Rainy Night.

Per visualizzare i video di terze parti è necessario
accettare i cookie con finalità di marketing.

Non può piovere per sempre?

L’incipit di DETECTIVE – Rainy Night è efficace nella sua abusata prevedibilità: nei panni dell’agente di polizia Iker Carmona ci ritroveremo ad alloggiare all’Holiday Motel, il classico rifugio sperduto lungo l’ennesima e infinita strada che si estende chissà dove. I motivi della sosta sono da ricondurre ad un’indagine relativa ad una persona scomparsa, ma in un lampo tutto si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza, non appena gli altri ospiti della struttura inizieranno a morire uno dopo l’altro, notte dopo notte. Tra l’altro in modo alquanto brutale ed efferato. Inutile dire come il nostro abile poliziotto deciderà di prendere in mano la situazione, nel tentativo di far superare a tutti le 5 notti che compongono l’avventura firmata K148 Game Studio.

Un’avventura che fa parte di un universo più esteso, di cui rappresenta solo un piccolissimo tassello, e che non vi porterà via più di un’oretta scarsa prima di giungere alla conclusione, non prima di aver gettato i semi di questo quadro narrativo generale. Il problema di DETECTIVE – Rainy Night, che parte anche da premesse interessanti, è che tutto viene portato avanti per mezzo di una sceneggiatura davvero risibile, tra frasi assolutamente fuori luogo e personaggi a tratti enormemente ridicoli (il marito erotomane è davvero un pugno nello stomaco in quanto a caratterizzazione). A latitare è anche quella tensione che ci si aspetterebbe da una produzione di questo tipo, visto che tutto scorre via senza che vi sia il benchè minimo impatto del giocatore, a parte l’ultimissimo frammento, che pare quasi buttato là tanto per farci fare qualcosa di un pizzico più rilevante.

Fate come se non ci fossi…

Se non bastasse la scrittura ad affossare le velleità di DETECTIVE – Rainy Night, a dare man forte alla delusione ci ha pensato anche il gameplay della produzione, assolutamente inconsistente e privo di un qualsiasi appeal. I brevissimi capitoli in cui è suddivisa l’esperienza (parliamo di 5-6 minuti a spezzone) ci vedranno girellare inutilmente per il motel, portando cibo agli ospiti, esaminando una manciata di oggetti e interrogando chiunque ci capiti a tiro. Niente di male, se non fosse che tutto non serve davvero a nulla, visto che la trama scorre senza che si avverta il peso della nostra presenza, nonostante il gioco ci inviti a prender fisicamente appunti non appena inviato, in vista di domande finali difficilissime.

Peccato che si tratti semplicemente di una bugia, visto che l’ostico test che appare in conclusione può essere fallito solo da chi ha giocato ad occhi chiusi, ignorando tutto (e per quanto il gioco duri pochissimo la tentazione è stata forte), mandando alle ortiche quelle premesse investigative tanto sbandierate: tra una manciata di interazioni in croce e linee di dialogo veramente fuori da ogni logica possibile, c’è davvero poco di che divertirsi in DETECTIVE – Rainy Night.

Non aiuta anche il comparto tecnico generale, che si appoggia ad una modellazione poligonale davvero misera, che presenta ambienti appena abbozzati e personaggi non certo irresistibili in quanto ad aspetto. Non mancano anche alcuni bug, come la presenza di un testo del codice di gioco in una delle interfacce a video, o il blocco sporadico del nostro taccuino digitale, che mi ha costretto un paio di volte a riavviare il tutto. Discutibile anche la localizzazione testuale in italiano, stracolma di errori di traduzione (interattare non si può leggere!) e di concordanza di genere, segno di come il tutto sia stato dato in pasto ad un traduttore automatico, tra l’altro di bassa caratura.

Che dire di più in merito a DETECTIVE – Rainy Night? In definitiva ci troviamo al cospetto di un mezzo disastro, incapace di mantenere le promesse ludico/narrative sussurrate all’avvio. Ad una trama inutile e per certi versi strampalata, si accompagna un gameplay assolutamente inadatto ed insufficiente, visto il modo in cui rende palesemente ininfluente la presenza del giocatore. Aggiungete al tutto un comparto tecnico mediocre ed una traduzione in italiano da matita rossa, ed ecco che la voglia di stare lontani il più possibile dal titolo K148 non potrà fare a meno di bussarvi con insistenza sulla spalla. Di sicuro non proprio un entusiasmante biglietto da visita per questo universo narrativo: speriamo che il proseguo sia migliore…