Bladestorm: Nightmare - Recensione

Ah sono proprio felice di aver speso tanti denari per portarmi a casa, seppur con tempistiche differenti, una oscura PS4 ed una candida Xbox One. La gioia, trattandosi di macchine da gioco, scaturisce proprio da quella invidiabile ricchezza di contenuti realizzati ad hoc per tali strumenti volti all’intrattenimento digitale. Da quel lontano novembre 2013, coincidente con l’avvento della nuova console Sony, non ho potuto fare a meno di notare il proliferare di produzioni che sarebbe stato anche solo folle ipotizzare sugli hardware della passata generazione. Titoli del calibro di GTA V, The Last of UsHalo: The Master Chief Collection rappresentano una boccata d’aria fresca quanto mai indispensabile per questo hobby che, soprattutto nel funesto periodo PS360, si era oramai tristemente adagiato su se stesso. Fortuna che a ravvivare ulteriormente l’attuale scenario giunge, fresco fresco, Bladestorm: Nightmare. Ok, ora torno serio…

Ah sono proprio felice di aver speso tanti denari per portarmi a casa, seppur con tempistiche differenti, una oscura PS4 ed una candida Xbox One. La gioia, trattandosi di macchine da gioco, scaturisce proprio da quella invidiabile ricchezza di contenuti realizzati ad hoc per tali strumenti volti all’intrattenimento digitale. Da quel lontano novembre 2013, coincidente con l’avvento della nuova console Sony, non ho potuto fare a meno di notare il proliferare di produzioni che sarebbe stato anche solo folle ipotizzare sugli hardware della passata generazione. Titoli del calibro di GTA V, The Last of UsHalo: The Master Chief Collectionrappresentano una boccata d’aria fresca quanto mai indispensabile per questo hobby che, soprattutto nel funesto periodo PS360, si era oramai tristemente adagiato su se stesso. Fortuna che a ravvivare ulteriormente l’attuale scenario giunge, fresco fresco, Bladestorm: Nightmare. Ok, ora torno serio…

Ad ovest di Paperino

Dici Omega Force e immediatamente, a meno di non aver trascorso in una grotta gli ultimi decenni videoludici, salta subito alla mente una schiera di personaggini, tutti rigorosamente uguali, che sciamano attorno all’eroe designato, pronti ad essere selvaggiamente menati, preda di una follia omicida che li rende simili a surreali pensionati in attesa del proprio turno alla posta. E magari questa loro assurdo modo di riscuotere l’agognata pensione li porta a calpestare le orientali terre che furono, davvero, oggetto delle battaglie narrate nella storia dei Tre Regni. Però, dato che anche l’aragosta a mangiarla tutti i giorni viene a noia, stavolta i baldi sviluppatori giapponesi, cintura nera di musou, hanno visto bene di ambientare il tutto durante la più occidentale Guerra dei Cent’anni, calandoci nei panni di un baldo mercenario, tanto abile con la spada quanto svelto ad alternarsi tra le fila di francesi ed inglesi. Quando si dice combattere per un ideale.

Armiamoci e partite!

Dopo aver assistito al pregevole filmato di apertura e dato un volto ed un corpo al nostro baldo condottiero, tramite un ricco editor, giungerà il momento di iniziare a lucidare le armi e scendere finalmente in campo. La possibilità offerta sarà duplice, dato che potremo scegliere di affrontare lo story mode originale, oppure calarsi nell’inedita modalità Nightmare. Qualunque sia la preferenza, comunque, il modus operandi di base rimarrà il medesimo: accettata una missione e scelta la tipologia di guerrieri che comporranno la nostra truppa, saremo chiamati a conquistare la roccaforte nemica. Per farlo, a differenza di quello che sarebbe lecito aspettarsi dato il contesto storico trattato, sarà sufficiente fare piazza pulita delle unità avversarie: dite addio, quindi, a complesse strategie belliche ed estenuanti assedi, dato che tutto si ridurrà (ahinoi) ad una sorta di RTS in salsa musou. L’unica elemento tattico di fondo ruoterà attorno ad un basilare schema che ricorda la morra cinese, e che vedrà un determinato tipo di truppa più o meno vulnerabile alle varie tipologie di attaccanti: gli arcieri, ad esempio, saranno forti in caso di scontri a distanza, ma clamorosamente inadeguati negli scontri a corto raggio. Peccato che tutto questo venga ben presto meno non appena si inizierà a potenziare le nostre forze, grazie ai punti acquisiti nel corso delle varie missioni: sarà sufficiente pompare al massimo anche una sola truppa per vedere praticamente azzerate le varie penalità, rendendoci di fatto delle inarrestabili macchine da guerra. E questo aspetto fa immediatamente saltare all’occhio l’altro macroscopico difetto che affligge Bladestorm: Nightmare, ovvero la difficoltà generale di gioco che, a causa di una deficienza artificiale degli avversari particolarmente marcata, si è rivelata decisamente insufficiente. E a pochissimo servono, sotto questo aspetto, gli scontri con i vari boss che di tanto in tanto saremo chiamati ad affrontare.

Non chiamatelo remaster 

Se ancora non lo aveste capito, Bladestorm: Nightmare non è altro che l’ennesimo remake chiamato ad affollare le line up di Xbox One e PS4, anche se onestamente stento a capirne l’utilità. Posso quasi tollerare la stucchevole riproposizione, magari sensibilmente migliorata ed arricchita, di titoli di qualità e forti di un notevole successo. Diversamente trovo quanto mai incomprensibile la reiterata commercializzazione di un prodotto che, anche in occasione del suo debutto, non riuscì ad eccellere in nessuno dei due casi, per di più se viene riproposto a prezzo pieno. Certo non mancano alcune aggiunte, come la possibilità di controllare sino a quattro truppe contemporaneamente (feature assente in origine), oppure il poter combattere contro malvagi demoni in compagnia di una svestita Giovanna d’Arco nella modalità Nightmare. Il tutto però è controbilanciato da uno sforzo stilistico decisamente insufficiente, con modelli e texture che fanno poco per giustificare il salto generazionale e, soprattutto, un engine che in più di un’occasione ha mostrato il fianco ad imperdonabili incertezze.

Ecco, si fosse trattata di un titolo inedito, realizzato appositamente per la corrente generazione di console, con tutta probabilità il voto che trovate in basso sarebbe stato lievemente più corposo. Non di molto, sia chiaro, ma avrebbe sicuramente visto un ritocco verso l’altro, dato che la base, al netto delle sue problematiche, non è poi così disastrosa. Peccato che Bladestorm: Nightmare sia chiamato a farsi strada tra le fitte fila delle rimasterizzazioni. Rallentato da un restyling approssimativo, impigliato in imperdonabili incertezze tecniche e zavorrato da un prezzo improponibile, il tentativo compiuto da Omega Force ,volto a far aprire i nostri borsellini, assume tutti i connotati di una sonora disfatta.

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