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Recensione Black Myth: Wukong

di: Francesco Pellizzari

Black Myth: Wukong è un action RPG sviluppato da Game Science, ispirato al classico romanzo cinese Il viaggio in Occidente. Il gioco ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui premi Game of the Year. Durante il primo mese dalla messa in vendita ha venduto 20 milioni di unità, diventando uno dei videogiochi dalle vendite più rapide di tutti i tempi. Per coloro che non lo sapessero, Il viaggio in Occidente (Xi You Ji) è un classico della letteratura cinese attribuito a Wu Cheng’en. Racconta il pellegrinaggio del monaco Xuanzang (Tang Sanzang) verso l’India per recuperare i sutra buddisti, accompagnato da tre straordinari discepoli: Sun Wukong, il Re Scimmia dotato di incredibili abilità magiche e forza sovrumana; Zhu Bajie, un maiale umanoide pigro ma potente; e Sha Wujing, un guerriero leale e silenzioso. Durante il viaggio affrontano mostri, demoni e divinità, superando prove morali e fisiche. Il romanzo, oltre a combinare avventura, mitologia, spiritualità e comicità, ha ispirato numerose opere, tra cui la famosa serie creata dal mitico Akira Toriyama, Dragon Ball (Sun WukongSon Goku, vi dice nulla?).

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Il tuo viaggio inizia dove un altro finisce

Il gioco si apre con un filmato che mostra il leggendario Sun Wukong impegnato in uno scontro titanico contro le divinità del cielo. La sua forza straordinaria piega interi eserciti celestiali, ma la ribellione del Re Scimmia ha un costo: la sconfitta e la prigionia. Secoli dopo, il giocatore assume il controllo di un predestinato, una creatura scimmiesca che segue le tracce del Re Scimmia attraverso una foresta misteriosa, confrontandosi con figure leggendarie e creature mitologiche. Il predestinato si muove in un mondo dove ogni scontro non è solo una sfida, ma anche un capitolo narrativo che rivela progressivamente il passato e il destino del protagonista. Templi avvolti dalla nebbia, foreste dense e deserti sacri punteggiati di rovine evocano un mondo vivo, dove l’ambiente stesso racconta storie antiche e misteriose. I boss rappresentano divinità decadute e creature leggendarie, con pattern complessi che trasformano ogni battaglia in un evento epico.

Un affresco in movimento

Il viaggio del protagonista conduce il giocatore attraverso ambientazioni straordinariamente diversificate e suggestive. All’inizio, il predestinato attraversa foreste lussureggianti, dove alberi imponenti intrecciano radici e rami in passaggi tortuosi, e la luce filtra attraverso le foglie, creando giochi di ombre e bagliori verdi che incantano e nascondono insidie. Proseguendo, si incontrano templi dorati e antiche strutture sacre, con corridoi intricati e stanze ornate da statue monumentali. La luce calda e dorata si riflette sulle superfici, accentuando l’atmosfera mistica e solenne. Alcuni ambienti aprono panorami mozzafiato verso deserti infuocati, con dune rosse che si estendono a perdita d’occhio sotto cieli tersi e tempeste di sabbia intermittenti, che rendono la navigazione impegnativa e spettacolare. Più avanti, le montagne nebbiose avvolgono i percorsi in un’atmosfera sospesa, dove la visibilità limitata aumenta la tensione e le foreste di conifere conferiscono un senso di mistero e pericolo. Infine, la cittadella abbandonata e le rovine urbane offrono scorci suggestivi di edifici fatiscenti, strade deserte e antiche leggende scolpite nella pietra. Il viaggio culmina in scenari celestiali, con architetture eteree e cieli luminosi di sfumature blu e oro, trasmettendo una sensazione di grandiosità e sacralità. Queste ambientazioni, ispirate a luoghi reali come il Tempio Kaiyuan di Quanzhou e le Sculture di Roccia di Dazu, sono digitalizzate con grande precisione grazie a scansioni 3d, garantendo una resa visiva incredibilmente realistica.

Un bastone per domarli tutti

Il cuore del gioco è un sistema di combattimento profondo e tecnico, incentrato sul bastone del protagonista, il Ruyi Jingu Bang. Il gioco offre tre pose distintive, ciascuna con un proprio stile di combattimento:

  • Posa Pilastro: Consente al protagonista di posizionarsi sopra il bastone, evitando attacchi a terra e permettendo di eseguire attacchi a distanza. Ideale per attacchi aerei e per mantenere la distanza dai nemici.
  • Posa Distruttiva: Focalizzata su colpi potenti e devastanti, perfetta per abbattere nemici robusti o interrompere le difese dei boss.
  • Posa Affondo: Attacchi rapidi e precisi, sfrutta la mobilità per evitare attacchi nemici e contrattaccare efficacemente.

Le pose non sono disponibili sin dall’inizio, ma vanno sbloccate tramite le Scintille, risorsa principale che può essere guadagnata avanzando di livello o meditando nei punti di meditazione sparsi per il mondo. Le Scintille permettono di acquisire nuove tecniche, potenziamenti e abilità, rendendo fondamentale decidere con attenzione come e quando spenderle. Accanto alle pose, il protagonista può lanciare magie di vario tipo: attacchi a distanza, incantesimi elementali e magie di controllo per rallentare o indebolire i nemici. Queste si integrano alle pose e alle combo fisiche, permettendo di alternare attacchi ravvicinati e a distanza con grande fluidità. Un altro elemento distintivo è la possibilità di assorbire gli spiriti dei nemici sconfitti, ognuno dei quali conferisce abilità uniche attive o passive. In alcuni casi è anche possibile trasformarsi in alcuni nemici, assumendone le caratteristiche per un tempo limitato, offrendo soluzioni creative per ribaltare le battaglie più dure. La barra di concentrazione si carica con schivate perfette e combo riuscite, permettendo di sferrare attacchi caricati con effetti secondari, come recupero di salute o rottura della guardia nemica. La gestione della stamina è altrettanto cruciale: correre, saltare e portare attacchi consumano stamina, mentre le schivate perfette attivano un breve rallentamento del tempo, rigenerano parte della stamina e permettono di concatenare ulteriori attacchi. È anche possibile rompere la posa dei nemici, facendoli cadere e infliggere danni extra.Il gioco non dispone di un selettore di difficoltà e presenta picchi marcati, specialmente contro boss di fine capitolo. Questi momenti alternano scontri intensi a fasi più tranquille, mantenendo sempre alta la tensione senza diventare eccessivamente frustrante. La percezione della difficoltà in Black Myth: Wukong dipende molto dallo stile di gioco di ogni singolo giocatore. Mentre alcuni potrebbero trovare il gioco accessibile e gratificante, altri potrebbero affrontare sfide più impegnative. La mancanza di livelli di difficoltà personalizzabili significa che ogni giocatore vivrà un’esperienza unica, influenzata dalle proprie abilità e approccio al gioco .

Un “finto” open world?

Black Myth: Wukong non è un open world nel senso stretto del termine; presenta una struttura piuttosto lineare dei vari livelli di gioco, con aree segrete e opzionali da esplorare. Lungo il percorso, il protagonista può attivare degli altari che fungono da punti di riferimento. Una volta attivati, questi altari permettono di acquistare o vendere oggetti, creare armi e armature con le risorse raccolte dai nemici o nell’esplorazione, cambiare le magie equipaggiate, riposare per ripristinare energia e mana (rigenerando però tutti i nemici dell’area), e viaggiare velocemente tra gli altari precedentemente attivati. Questo ci permette di rivisitare location già attraversate in precedenza alla ricerca di eventuali segreti o di altri nemici per poter aumentare il nostro livello di combattimento. La cosa bella è che nessun capitolo/livello precedente vi sarà precluso una volta concluso; una scelta davvero azzeccata.

Ma i boss?

Non sarebbe un action degno di tale nomea senza degli sconti memorabili; le battaglie contro i boss sono progettate come momenti epici e memorabili, ciascuno con pattern unici, fasi multiple e attacchi speciali che richiedono strategia e tempismo. Non sono semplici scontri di forza bruta: ogni boss ha punti deboli specifici, comportamenti prevedibili ma complessi e spesso interagisce con l’ambiente circostante, come altari, colonne o sporgenze da usare a proprio vantaggio. I boss principali includono divinità cadute, creature mitologiche e guerrieri leggendari, ognuno con design spettacolare e animazioni fluide. Alcuni esempi delle meccaniche presenti:

  • Attacchi a zone che costringono  a sfruttare le schivate perfette e la barra di concentrazione;

  • Fasi multiple, dove il boss cambia comportamento e introduce nuove mosse;

  • Interazione con il terreno, come ostacoli da distruggere o piattaforme da scalare durante il combattimento;

  • Possibilità di assorbire spiriti o abilità dai nemici minori durante la battaglia per ottenere vantaggi temporanei.

La difficoltà dei boss è un fattore abbastanza divisivo del gioco: alcuni di fine capitolo risultano impegnativi, ma mai ingiustamente frustranti. Altri invece non restituiscono il senso di sfida di scontri avuti in precedenza. Il design premia l’osservazione e la strategia, facendo emergere il senso di crescita del giocatore mentre padroneggia pose, magie e trasformazioni. Se gli scontri coi nemici di fine capitolo sono vere esperienze, purtroppo non possiamo dire lo stesso di altri “boss” disseminati lungo il percorso tra un capitolo e l’altro, oltre ad essere in numero piuttosto elevato, anche la loro resa a schermo risulta a volte trascurata e poco convincente.

Colpo d’occhio

Dal punto di vista tecnico, Black Myth: Wukong sfrutta l’Unreal Engine 5. Su Xbox Series X il titolo offre texture dettagliate, animazioni fluide e creature straordinarie. La modalità Prestazioni punta ai 60 fps, sacrificando l’illuminazione globale avanzata (Lumen), disponibile invece nella modalità Qualità, più stabile ma limitata a 30 fps. La versione PlayStation 5 mantiene Lumen anche in Prestazioni, offrendo un impatto visivo leggermente superiore, mentre Xbox Series X garantisce maggiore fluidità e nitidezza. Personalmente ho mantenuto l’opzione grafica Bilanciata, la quale offre un buon compromesso sia in termini di fluidità che di qualità grafica. Parlando di quest’ultima, Black Myth: Wukong mette in mostra una resa tecnica sopraffina, con modelli poligonali dettagliati e animazioni fluide e incredibili. Le texture sono di prim’ordine e la realizzazione delle ambientazioni non è da meno. Da sottolineare la grande varietà di nemici presente, anche se con un numero elevato di mini boss e mid boss, taluni di loro sono risultati quasi anonimi e dimenticabili. La colonna sonora alterna strumenti tradizionali cinesi e orchestrazioni epiche, accompagnando le battaglie e le esplorazioni con grande intensità. Il doppiaggio in mandarino conferisce autenticità e omaggia il racconto dal quale è tratto, ma bisogna riconoscere che anche il doppiaggio in lingua inglese è di alto livello, mentre il sound design amplifica la percezione di ogni attacco, ruggito o eco ambientale. La campagna principale richiede tra le 30 e le 40 ore per essere completata, mentre esplorando tutte le mappe, affrontando boss opzionali e collezionando spiriti si possono superare le 50 ore. La varietà di build, l’albero delle abilità e le trasformazioni rendono l’esperienza altamente rigiocabile.

Considerazioni finali

Black Myth: Wukong è una delle esperienze action RPG più avvincenti degli ultimi anni. Combina un sistema di combattimento complesso e vario, boss memorabili, un mondo ricco di atmosfera e un comparto tecnico di prim’ordine. Sia che abbiate letto o meno il racconto al quale questo prodotto si ispira e rende omaggio, noi non possiamo fare altro che consigliarvi di impugnare il vostro controller e bastonare chi si frapporrà tra voi ed il seguire le orme del leggendario Re Scimmia.