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Recensione Beyond Good & Evil – 20th Anniversary Edition 

di: Luca Saati

Quando ho avviato Beyond Good & Evil – 20th Anniversary Edition non ho potuto che focalizzare il mio sguardo e le mie attenzioni su quel “20° anniversario” presente nel titolo. Come sarebbe 20° anniversario? E soprattutto quando sono passati questi 20 anni? E così dopo essermi reso conto che avevo solo 11 anni quando ho giocato l’originale su PS2 con conseguente crisi di mezz’età anticipata (grazie Ubisoft) ho finalmente ricominciato l’avventura di Jade. Beyond Good & Evil lo considero una piccola perla della generazione PS2, e se non lo avete giocato a suo tempo per questioni anagrafiche adesso non avete proprio più scuse.

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Beyond Good & Evil trasporta il giocatore sul pianeta alieno di Hillys dove la protagonista, Jade, gestisce un orfanotrofio insieme a suo zio, il maiale Pey’j, e lavora anche come reporter. La protagonista si trova coinvolta in una storia alla scoperta di una cospirazione che vede al centro di tutto l’invasione di una razza aliena chiamata DomZ e la Squadra Alpha, dei mercenari interplanetari assunti dal governo hylliano per combattere l’invasione aliena, ma che in realtà nasconde ben altri segreti al suo interno.

Non mi inoltro ulteriormente per non rovinare la sorpresa a quelli che non hanno mai giocato l’opera creata da Michel Ancel, creatore tra l’altro anche della saga di Rayman. Nelle 10/12 ore richieste per poter essere completata, la trama di Beyond Good & Evil racconta un universo ricco di fascino caratterizzato da ambientazioni vibranti e personaggi accattivanti, toccando tematiche profonde e adulte nonostante un look visivo colorato. Il tutto senza mai risparmiarsi una serie di plot twist inaspettati e momenti toccanti.

Lo stile artistico scelto all’epoca aiuta il gioco a non sentire eccessivamente il peso di tutti questi risultando ancora oggi molto gradevole grazie anche al lavoro svolto in questa rimasterizzazione. Ovviamente la versione Xbox Series X da me testata offre una risoluzione 4K e i 60 fps. La revisione grafica ha poi colpito in meglio un po’ tutti gli aspetti del gioco come le texture dei personaggi e dei mostri, e una maggiore cura anche degli NPC. Anche il mondo di gioco ne ha giovato con l’aggiunta di ciuffi d’erba e del fogliame, e più in un generale un sistema di illuminazione più naturale e meno artificioso. Nel complesso mi sento piuttosto soddisfatto del processo di rimasterizzazione compiuto da Ubisoft, un lavoro fatto all’insegna della fedeltà nei confronti dell’opera originale che qui viene esaltata al massimo e soprattutto non viene snaturata.

Sono anche presenti due preset grafici, anche se ad essere onesto non comprendo come un gioco di 20 anni non possa girare a una risoluzione fissa di 4K e a 60 fotogrammi al secondo a prescindere dalle modalità scelte. La modalità risoluzione si concentra ovviamente sulla fedeltà grafica con qualche rarissimo sbalzo a 30 fps, mentre la modalità prestazioni risolve questo passaggio improvviso da 60 a 30 fps a discapito però di una risoluzione più bassa. Un difetto a tratti inspiegabile, soprattutto se si prende un attimo in esame la rimasterizzazione del 2011, ora rimossa dal mercato in favore di questa nuova edizione, che gira a 60fps senza compromessi.

Lato gameplay, Beyond Good and Evil risulta un gioco estremamente godibile, nonostante alcune limitazioni dovute dal tempo che passa. Vi è un hub semi-open world che si collega ai vari livelli lineari e ad alcune aree opzionali in cui completare delle missioni secondarie. Il gioco combina combattimenti semplici, risoluzione di enigmi, furtività ed esplorazione, con una parte importante che si basa sulla fotografia. Utilizzando la sua macchina fotografica, Jade può scattare foto a creature, animali e nemici, guadagnando crediti che possono essere utilizzati per ottenere potenziamenti e materiali. Le perle sono un’altra valuta fondamentale, ottenute sconfiggendo boss o completando missioni, e servono per acquistare potenziamenti per il motoscafo utilizzabile nell’esplorazione del già citato hub e sbloccare nuove aree.

Proprio la meccanica della fotografia rende la scoperta di nuovi posti sempre emozionante con nuove piante, animali e persino nemici da fotografare e catalogare. Una meccanica legata a sua volta all’esplorazione degli ambienti caratterizzati da un level design solido con percorsi che si intrecciano tra loro, scorciatoie e aree segrete. Peccato che il platforming sia rimasto limitato come in passato: oggi come allora non è presente un tasto per il salto con la protagonista che eventualmente salta e si aggrappa con un semplice movimento della levetta analogica.

Altro elemento che soffre il peso degli anni è il combattimento che risulta fin troppo semplice e poco gratificante sia quando si parla di scontri con i nemici normali che con i boss. Anche le sequenze stealth non sono al passo con i tempi a causa di un’IA nemica fastidiosa e a strane scelte di design per le arene in cui ci si aggira. E non aiutano in entrambi i casi neanche le animazioni, spesso goffe e decisamente non al passo con i tempi, oltre a una telecamera che talvolta si incastra negli spazi più stretti.

Andando un attimo oltre l’offerta base, questa 20th Anniversary Edition offre alcuni contenuti extra pensati principalmente per i fan. C’è ad esempio una nuova modalità Speedrun, le gallery che includono, tra l’altro, concept art e approfondimenti sul dietro le quinte dello sviluppo, la colonna sonora riarrangiata o la nuova caccia al tesoro che ha legami narrativi con il sequel, ancora in fase di sviluppo. Niente di imprescindibile, ma magari per i fan più accaniti possono rappresentare il giusto motivo per rivivere questa opera.

Un classico intramontabile

Giocando Beyond Good & Evil – 20th Anniversary Edition ci si rende conto di quanto questo titolo meriti un remake, e invece bisogna accontentarsi di una semplice remastered. Un rifacimento grafico sicuramente riuscito e che rende giustizia a un classico intramontabile nonostante alcune limitazioni dovute dal tempo che passa su cui gli sviluppatori purtroppo non ci hanno messo mano. Le nuove aggiunte non giustificano pienamente l’acquisto per i fan storici e per loro è più l’effetto nostalgia a spingerli all’eventuale acquisto, ma coloro che non hanno mai vissuto la storia di Jade e Pey’j adesso non hanno più scuse.