Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout - Recensione

21. A leggerlo fa quasi paura, visto il modo con cui può altezzosamente squadrare gran parte delle saghe esistenti, ma non per questo appare restio a prendersi i suoi bravi rischi, per cercare di mantenere sempre fresco un concept che affonda le proprie radici nel passato. Sì, perché con Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout, Il franchise di Gust pare essere giunto all’attuale culmine del proprio processo evolutivo, presentandoci un titolo finalmente in grado di scrollarsi di dosso l’etichetta di promessa incompiuta, grazie ad una serie di innovazioni che hanno finito per impattare tanto sul gameplay quanto sul comparto tecnico.

Voglia di crescere

Protagonista di Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout è Reisalin Stout, una giovane abitante dell’isola Kurken, sulla quale sorge il piccolo villaggio di agricoltori di cui fa parte la famiglia della giovane. A Ryza (così è più comunemente chiamata), però, la vita rurale della cittadina va decisamente stretta, ed assieme ai due amici di sempre Lent e Tao sogna di esplorare il mondo circostante, andando in cerca di avventure sempre nuove. E lo spunto per dare una svolta alla propria esistenza giunge all’improvviso, quando i giovani fanno la conoscenza di Empel e Lila, un alchimista ed una guerriera che faranno scoprire a Ryza di avere un innato talento nella sintesi dei materiali, al punto da spingerla ad aprire un proprio atelier alchemico. Si tratta solo del primo tassello di una storia, ovviamente, più complessa che, comunque, pur presentando la consueta minaccia oscura, non si abbandonerà mai ai toni epici che contraddistinguono la stragrande maggioranza dei jrpg. La narrativa di Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout, difatti, si baserà quasi interamente su toni scanzonati e quotidiani, preferendo indugiare sulla vita della protagonista e dei numerosi comprimari che caratterizzano il lavoro firmato Gust. Ed è proprio la caratterizzazione dei vari personaggi, ognuno ben più sfaccettato e profondo di come possa apparire al primo sguardo, a rappresentare uno dei punti di forza della produzione, che assume più i contorni di un racconto di crescita e formazione umana, piuttosto che quelli di una vera e propria epopea. In questo senso il gioco si incunea nel solco tracciato dal cospicuo numero di predecessori, i quali hanno sempre preferito puntare sul quotidiano, piuttosto che sulla costruzione di ampollose e, a tratti, stucchevoli situazioni epiche.

Di spade e calderoni

Laddove, però, Gust ha preferito modificare i rapporti con il suo passato, è nel gameplay vero e proprio, come evidenzia la rinnovata struttura dei combattimenti, adesso non più a turni ma gestiti in tempo reale. Il meccanismo, che mi ha portato alla mente quanto visto in Child of Light, presenterà una barra verticale lungo la quale scorreranno i ritratti dei membri del party e dei nemici, i quali potranno agire non appena raggiunto un determinato indicatore. Noi potremo controllare direttamente un solo personaggio (che saremo comunque in grado di cambiare in ogni momento), mentre gli altri agiranno per conto loro, e una volta giunto il nostro turno decideremo se attaccare, modificare la nostra posizione sul terreno, utilizzare oggetti, oppure tecniche speciali. L’impiego di queste ultime sarà legato all’accumulo di Punti Azione, che otterremo attaccando, ma che potranno essere anche investiti per potenziare gli attacchi del nostro gruppo. Di tanto in tanto, inoltre, i membri del party ci chiederanno di svolgere azioni particolari e, qualora riuscissimo ad accontentarli, daremo vita a devastanti colpi combinati. Il meccanismo è estremamente frenetico e dinamico, tanto divertente da giocare quanto spettacolare da vedere, oltre che dotato di una buona componente tattica. I combattimenti, comunque, rappresentano solo una prima porzione dell’offerta di Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout, dato che come vuole il nome un ruolo di spicco sarà occupato anche dalla sintesi alchemica degli oggetti, oltre che dalla raccolta dei vari materiali. Anche il menu dell’alchimia ha subito un netto restyling, non perdendo però l’estrema complessità e versatilità che lo ha sempre contraddistinto: in questo senso spiace constatare, però, come i numerosi e a tratti invadenti tutorial testuali, che caratterizzeranno le prime ore di gioco, siano risultati decisamente caotici e poco chiari, rimandando alla pratica sul campo il modo migliore per prendere confidenza con il sistema di crafting. Una volta compresi i meccanismi che regolano il tutto, però, sarà un piacere sperimentare e giocare con le varie ricette, oltre che una vera goduria veder modificare sotto i nostri occhi gli schemi seguiti, così da dare vita a creazioni inedite. Ovviamente sarà importante avere sempre a disposizione i vari materiali, che potremo raccogliere all’interno dell’ampia mappa di gioco, forse la più grande mai apparsa in un titolo della serie: interessante, in questo senso, notare come gli oggetti recuperabili siano influenzati, oltre che dall’ora del giorno in cui andremo in cerca, anche dagli strumenti che utilizzeremo per la raccolta, così da spingere il giocatore a sperimentare diversi meccanismi di approccio. Da un certo punto della trama in poi, inoltre, ecco che avremo accesso ad un vero e proprio laboratorio alchemico, che potremo personalizzare sia nell’arredamento che nell’estetica esteriore, così da poter sbloccare nuovi bonus di creazione. A chiudere il pacchetto delle attività ludiche ci pensano numerose missioni secondarie, utilissime per recuperare materiali particolari, oppure per sbloccare nuove skill per i membri del party.

Estetica vincente

Come detto in apertura, con Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout i ragazzi di Gust sembrano aver compiuto quell’ultimo passo anche per quanto concerne l’aspetto estetico della produzione, adesso finalmente non più ancorata a schemi grafici palesemente datati. A colpire in prima battuta è senza dubbio la caratterizzazione del mondo di gioco, adesso più vivo e curato, oltre che impreziosito da una complessità grafica degna dell’attuale generazione di console. A garantire, inoltre, una maggiore profondità generale, ecco che troviamo un’effettistica ambientale assai pregevole, forte di ombreggiature credibili e giochi di luce degni di nota. L’ampiezza della mappa di gioco, inoltre, non è andata ad impattare negativamente sui tempi di caricamento delle varie aree, adesso praticamente istantanei, sia che vi si acceda direttamente che tramite la comodissima funzione di viaggio rapido (disponibile dopo poche ore di gioco). Ottimo anche il character design generale, con un cast di personaggi caratterizzato in modo impeccabile (confesso di impazzire per il design di Ryza), che pur lasciandosi andare ad un paio di esagerazioni abbastanza evidenti, rappresenta un’evoluzione in linea con i trascorsi del brand. I fan del voice over nipponico saranno felici del buonissimo lavoro svolto in fase di doppiaggio, anche se spiace constatare ancora una volta come il tutto sia disponibile localizzato unicamente in inglese, situazione che, data la mole non certo trascurabile di testi, potrebbe scoraggiare una buona fetta di appassionati.

Con Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout I ragazzi di Gust sembrano proprio aver compiuto quell’ultimo passo in grado di sdoganare senza appello il loro modo di intendere i jrpg. Pur non potendo certo contare sul budget stellare di concorrenti più blasonati, difatti, il lavoro del team è riuscito finalmente a scrollarsi di dosso quel velo di incompiutezza che lo aveva sino ad oggi costretto tra le fila dei prodotti discreti, ma non imprescindibili. L’avventura di Ryza, difatti, pur scegliendo volontariamente di raccontarsi senza stucchevoli esagerazioni eroiche, ci propone un titolo animato da meccaniche solidissime e divertenti, che hanno nel rinnovato combat system e nella profondità del sistema alchemico due elementi di sicuro spicco. Certo, l’incipit è un po’ troppo dilatato, così come la mole di tutorial (più confusionari che utili) che ci verranno propinati durante le prime ore, ma una volta che avremo finalmente preso confidenza con i sogni di Ryza, quello che ci troveremo tra le mani sarà un jrpg solido e davvero divertente.

  • Sistema di crafting profondo

  • Ottimo combat system

  • Estetica deliziosa

  • Lento ad ingranare

  • Italiano assente

11 Commenti a “Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout”

  1. Hikari90 on

    Penso che The WLF sia il recensore che piu’ spesso mi abbia tentato all’acquisto di titoli che solitamente avrei ignorato…che sia giunto il momento di provare questa saga?
    …magari quando finirò death stranding và x’D

  2. The_WLF on
    Hikari90

    Penso che The WLF sia il recensore che piu' spesso mi abbia tentato all'acquisto di titoli che solitamente avrei ignorato…che sia giunto il momento di provare questa saga?
    …magari quando finirò death stranding và x'D

    Innanzitutto grazie per la fiducia, che spero sia stata sempre ben riposta…:)
    Posso solo aggiungere che per giocare questo ho messo in pausa proprio DS (che mi sta piacendo molto) senza neppure accorgermene…

  3. SkolcStrife on
    The_WLF

    Innanzitutto grazie per la fiducia, che spero sia stata sempre ben riposta…:)
    Posso solo aggiungere che per giocare questo ho messo in pausa proprio DS (che mi sta piacendo molto) senza neppure accorgermene…

    Boia io uguale. Stavo giocando a DS e Pokémon, li ho stoppati e mi sto scoppiando con questo. Come hai detto pure tu, l'aggettivo più adatto a questo gioco è "delizioso". Mi piace veramente tutto, facevo fatica all'inizio a capire la sintesi (e ne ho giocati già un po' di Atelier) e il battle system, ma dopo un po' li trovo estremamente soddisfacenti (ieri su 2 orette di gioco, 1 buona mi sono perso nel "ruzzare" con le ricette e le variazioni conseguenti). Le musiche(sì, soprattutto la tua, quella dell'Atelier Ryza, ti entra subito nel cervello), la grafica finalmente al passo, l'ambientazione, tutto di mio alto gradimento. E ultima,ma non per importanza, Ryza. (Sì, anch'io sono accattivato :asd:)

  4. The_WLF on
    SkolcStrife

    Boia io uguale. Stavo giocando a DS e Pokémon, li ho stoppati e mi sto scoppiando con questo. Come hai detto pure tu, l'aggettivo più adatto a questo gioco è "delizioso". Mi piace veramente tutto, facevo fatica all'inizio a capire la sintesi (e ne ho giocati già un po' di Atelier) e il battle system, ma dopo un po' li trovo estremamente soddisfacenti (ieri su 2 orette di gioco, 1 buona mi sono perso nel "ruzzare" con le ricette e le variazioni conseguenti). Le musiche(sì, soprattutto la tua, quella dell'Atelier Ryza, ti entra subito nel cervello), la grafica finalmente al passo, l'ambientazione, tutto di mio alto gradimento. E ultima,ma non per importanza, Ryza. (Sì, anch'io sono accattivato :asd:)

    Ma infatti mi pareva strano non averti visto ancora nella lista dei cintatti PSN giocanti… :asd:
    Felice che anche un super appassionato come te condivida il mio pensiero!!

  5. SkolcStrife on
    The_WLF

    Ma infatti mi pareva strano non averti visto ancora nella lista dei cintatti PSN giocanti… :asd:
    Felice che anche un super appassionato come te condivida il mio pensiero!!

    Ti spiego anche il perché. Ormai penso qui sia risaputo che sono un weeb sulla roba Nippa :asd:
    Ecco ultimamente le politiche Sony su molti giochi che hanno portato a censure di vario tipo su giochi jap mi hanno dato non poco fastidio, quindi, quando mi è possibile, preferisco prenderli su Switch. Ovviamente in giochi che sento di poterlo fare senza perdere eccessivamente qualità grafica. (Esempio la differenza di DQ XI è purtroppo quasi abissale. Su Pro è ultra pulito in 4K upscalato e fluido, invece su Switch perde parecchio con l'immagine spesso impastata e il framerate non è il massimo, al confronto. Peccato non esista una Definitive su PS4 ). Comunque ecco :D…
    [​IMG]

  6. Hikari90 on
    The_WLF

    Ma falli entrambi…:asd:

    E' che già ho difficoltà a rimanere concentrato su UN videogioco e finirlo…figurarsi due :rotfl:
    Per dirti ho tenuto un standby Nier Automata praticamente un anno intero al finale B, solo il mese scorso mi sono deciso a finirlo per bene (e mammamia meno male, ho finalmente capito perchè si strappassero tutti i capelli per il finale, capolavoro)

  7. SkolcStrife on

    Finito qualche minuto fa. Riporto il commento che ho già fatto da un'altra parte. "Stavolta la Gust si è davvero superata ed ha, a mio gusto, finalmente sfornato il gioiellino completo che ha sempre mancato negli Atelier, per un motivo o per un altro.
    Io poi che odio il crafting nei giochi , non mi sono mai divertito tanto a farlo come in questo.
    Gli Atelier sono spesso andati a trilogie, e di sicuro non mi dispiacerebbero affatto altri 2 capitoli in questo "universo". Incantevole."

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