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Recensione Assassin’s Creed: The Ezio Collection

di: Luca Saati

Fa un po’ strano non assistere all’uscita del nuovo capitolo della serie Assassin’s Creed quest’anno. La serie stava vivendo un momento di stanca, Ubisoft ha così pensato saggiamente di far prendere alla sua gallina dalle uova d’oro un anno sabbatico necessario per consentire al team di sviluppo di avere tutto il tempo per far tornare al meglio Assassin’s Creed con un nuovo episodio. I rumour a tal proposito già non si stanno facendo mancare, tuttavia questo non è il momento e il luogo per parlarne perché, nonostante tutto, anche quest’anno abbiamo un Assassin’s Creed. A un mese e mezzo dal lancio del film con Michael Fassbender in arrivo il 4 Gennaio 2017 in Italia (grazie cinepanettoni per aver costretto a rinviare l’uscita del film), Ubisoft fa tornare su PS4 e Xbox One l’assassino più amato, quell’Ezio Auditore che ha segnato un punto di svolta per la saga. Assassin’s Creed: The Ezio Collection è disponibile da ieri, noi ci abbiamo passato qualche giorno con il nostro connazionale constatando però che gli anni cominciano a farsi sentire.

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“Meglio essere felici in questa vita che aspirare a esserlo nella prossima.”

Assassin’s Creed: The Ezio Collection include i tre capitoli della saga di Ezio, ovvero Assassin’s Creed II, Assassin’s Creed Brotherhood e Assassin’s Creed Revelations, con in più tutti i DLC e i filmati Assassin’s Creed Lineage e Assassin’s Creed Embers. Il primo di questi video è un live action che fa da prequel alle avventure del fiorentino mentre il secondo è un cortometraggio animato che ci mostra i suoi ultimi anni di vita dopo l’avventura di Costantinopoli in Revelations. Manca il multiplayer visto in Brotherhood e Revelations, ma la maggior parte dei fan non la troveranno una grande mancanza. Da segnalare un problema con i due corti: non è possibile mettere in pausa, riavvolgere o andare in avanti costringendo quindi lo spettatore a vedere i due filmati tutto d’un fiato.

In generale i tre giochi offrono una pulizia visivamente migliore grazie alla risoluzione portata a 1080p, le texture più definite così come l’illuminazione e gli effetti particellari. Nonostante qualche miglioria, un occhio più attento troverà dei difetti come le stesse e identiche compenetrazioni poligonali dei titoli originali e le ombre seghettate. Il frame rate inoltre è rimasto ancorato ai 30 fotogrammi al secondo, una scelta molto discutibile visto che da un remaster ci aspettiamo come minimo i 60 fps. Ciò che però davvero ci ha lasciato basiti è la poca cura riposta per i modelli poligonali che meritavano più di tutti una rinfrescata. Si poteva fare molto di più a livello tecnico, la sensazione è che Ubisoft si sia limitata a fare il compitino e niente di più. Il comparto audio invece resta ottimo dove a spiccare c’è la splendida colonna sonora.

La saga di Ezio rappresenta sicuramente il momento più alto raggiunto dalla serie portando principalmente con il secondo capitolo una serie di feature che hanno poi rappresentato la base per tutti i capitoli successivi, non è infatti un caso che in diverse interviste ai tempi del lancio di Unity gli sviluppatori affermavano di voler ritornare ai fasti e alle atmosfere degli Assassin’s Creed con protagonista il buon fiorentino. Il valore dei tre giochi non si discute, tuttavia gli anni passano per tutti, in particolar modo per una serie che ha visto nuovi capitoli a cadenza annuale. Assassin’s Creed II, Brotherhood e Revelations infatti sono invecchiati e, se da parte ritornare a vestire i panni di Ezio è stato bello come ritrovare un vecchio amico che non vedevamo da anni, dall’altra parte non si può non notare come in diversi aspetti i tre giochi non sono più al passo coi tempi. Ci riferiamo ai combattimenti basati sul sistema di contromosse, che tra l’altro non brillava neanche all’epoca, complice un’intelligenza artificiale che attacca con un nemico alla volta. IA non particolarmente scaltra anche durante le fasi stealth, non che in Unity e Syndicate ci si trovi dinanzi a dei premi nobel, tuttavia i due capitoli esclusivi per le console di attuale generazione hanno visto la presenza di una vera e propria modalità stealth attivabile mediante la pressione di un tasto che ha reso questo tipo di approccio decisamente più gradevole. Infine anche le animazioni legate al parkour cominciano a far sentire i loro anni, in questo caso passare dalla fluidità di movimenti dei titoli ambientati rispettivamente a Parigi e Londra a quelli ambientati in Italia e Costantinopoli mette in risalto la legnosità di quest’ultimi.

A salvare un gameplay invecchiato ci pensa fortunatamente un comparto narrativo degno del nome che porta la serie. Il collante di tutto è Desmond Miles (ancora ci viene il magone se pensiamo al trattamento riservato da Ubisoft per il personaggio) che nel presente rivive i ricordi del suo antenato Ezio Auditore dopo aver vissuto la storia di Altair nel primo capitolo. Nel presente ritroviamo quindi Desmond e i suoi compagni assassini in fuga dall’Abstergo, nel passato invece siamo nel Rinascimento italiano. Assassin’s Creed II e Brotherhood sono storie di vendetta dove assistiamo alla crescita di Ezio, da neonato per poi passare alla sua giovinezza e alla sua maturazione fino a diventare maestro degli assassini. Nel secondo ci troviamo principalmente a Firenze e Venezia, in Brotherhood invece siamo in una Roma soggiogata dai Borgia che dovremo conquistare e ricostruire pian piano. Qui in particolare ci viene data la possibilità di spostarci per la città a cavallo e di gestire la confraternita degli assassini mandando i nostri adepti a svolgere missioni in giro per il mondo e ad aiutarci in battaglia. In Revelations invece troviamo un Ezio in cerca di risposte che cerca di percorrere le orme di Altair rivivendo gli stessi ricordi del maestro assassino visto nel primissimo episodio della serie. Costantinopoli è una città molto più piccola di Roma, ma Ezio può vantare un nuovo tipo di lama celata a uncino che gli permette di scalare più facilmente i muri e in generale di esplorare più velocemente la città. Anche qui bisogna gestire la confraternita degli assassini con in più la necessità di difendere i covi dagli attacchi templari in sequenze che ricordano i tower defense.

Commento finale

La saga di Ezio rappresenta una pietra miliare della serie Assassin’s Creed che i fan devono per forza conoscere. Il valore dei tre giochi è indiscutibile, tuttavia il gameplay è invecchiato e questo, unito a una fase di rimasterizzazione abbastanza minimale, pesa sulla valutazione finale. Se non avete giocato a loro tempo i tre titoli inclusi nella raccolta, l’acquisto è consigliato visto che si tratta di un pacchetto capace di offrire anche cento ore di gioco se giocato a fondo. Se invece la storia di Ezio l’avete già vissuta a suo tempo, non vediamo motivi per ritornarci. Qualcuno potrebbe citare l’effetto nostalgia come scusa per giustificare l’esborso, tuttavia riteniamo che in questo caso sia più giusto conservare quei ricordi così come sono piuttosto che riviverli come Desmond Miles fa con i suoi antenati.