Armello - Recensione

Protagonista della prima votazione volta a scegliere uno dei titoli da inserire nell’offerta mensile del PlayStation Plus, Armello finì per cadere sotto i colpi di Grow Home, causando nel sottoscritto un certo e malcelato disappunto. Le premesse, almeno per i miei gusti personali, propendevano fortemente a farmi preferire la produzione League of Geeks, grazie ad un mix interessante tra uno strategico, un card game ed un RPG. Arrivato anche su Xbox One, finalmente ho potuto testare con mano questa particolare produzione, finendo con il rimanere estremamente soddisfatto.

C’era una volta un re…

In un regno abitato da animali antropomorfi tutte le creature vivevano in pace, unite sotto la saggia guida di un re benevolo. Purtroppo, come vuole la tradizione, un brutto giorno un’antica maledizione finì per abbattersi sul regnante di Armello, corrompendone l’animo e finendo con il tramutarlo in un despota sanguinario. Toccherà quindi ai quattro differenti clan (Orsi, Lupi, Conigli e Topi) tentare di riportare l’ordine nel reame, sconfiggendo quello che un tempo era il loro sovrano. Descrivere all’interno di una recensione il complesso gameplay che regola Armello è quanto mai arduo e, a riprova del fatto, vi basti pensare come siano ben quattro i tutorial interattivi utilizzati per permettere ai giocatori di prendere confidenza con questo bizzarro mix di generi. Fondamentalmente la produzione  League of Geeks si può ascrivere all’interno degli strategici a turni: su di un tabellone composta dalle classiche caselle esagonali, andremo di volta in volta a muovere il nostro eroe, scelto tra gli otto personaggi selezionabili all’inizio di ogni partita ed ognuno dotato di peculiari abilità e caratteristiche. Ciascuno di essi potrà essere equipaggiato tramite alcuni oggetti raffigurati su delle carte, il cui numero potrà essere incrementato ad intervalli regolari, che permetteranno di avere vantaggi durante gli scontri o le prove che saremo chiamati ad affrontare. Muovendosi sul tabellone, difatti, potremo incappare negli altri giocatori, nelle guardie inviate dal re, oppure in alcune trappole: qualunque sia l’eventualità il tutto verrà risolto tramite il lancio di alcuni peculiari dadi.

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Nel caso degli scontri questi andranno ad indicare il nostro valore di attacco o difesa, mentre nel caso dei Pericoli sarà necessario allineare i simboli richiesti di volta in volta. Per aumentare le nostre possibilità di riuscita potremo anche sacrificare alcune delle carte in nostro possesso, di modo da beneficiare in automatico di uno dei simboli a noi più utili. Le carte hanno anche però un’utilità fondamentale al di fuori di scontri e prove: suddivise in Oggetti, Incantesimi o Trucchi, serviranno per ostacolare i nostri avversari grazie ad alcuni malus, oltre che a boostare il nostro personaggio. Questi potrà beneficiare di un incremento delle proprie caratteristiche di base anche accettando di volta in volta delle semplici missioni secondarie: in simili frangenti non dovremo fare altro che raggiungere la casella indicata per vedere aumentata la statistica di riferimento. Qualora però si scelga di rischiare, sarà possibile cimentarsi in una delle già citate prove, di modo da poter mettere le mani su di un tesoro aggiuntivo. Tale sistema rappresenta anche una delle quattro possibili modalità di vittoria del match, che può essere portato a casa recuperando per primi quattro Pietre dell’Anima ed il cui ottenimento è legato prevalentemente al completamento di tali missioni. In alternativa è possibile sfidare all’arma bianca il re, sperando di sopravvivere allo scontro, oppure ottenendo un punteggio di Putrefazione (una delle statistiche dei vari personaggi) più alto del suo. In alternativa sarà possibile risultare vincitori attendendo semplicemente la morte del sovrano che, a causa della maledizione di cui è vittima, accadrà dopo 18 turni di gioco. Giunti a questo punto, però, sarà necessario avere il punteggio di Prestigio più elevato di tutti gli altri: questo potrà essere aumentato sconfiggendo gli altri giocatori in combattimento, oppure completando le già citate missioni secondarie. È evidente come le variabili in gioco siano davvero molteplici ed in grado di rendere estremamente appassionanti e divertenti le varie partite. A impressionare favorevolmente, però, è il modo in cui sono state sapientemente fuse tra loro così tante e differenti caratteristiche, un risultato che stupisce ancor di più se si pensa che Armello segna il debutto dei ragazzi di League of Geeks.

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Quando lo stile è tutto

Graficamente Armello rappresenta un piccolo gioiellino indipendente, più per l’azzeccatissimo stile scelto (che ricorda le fiabe disneyane) che per una effettiva complessità realizzativa. Degne di nota sono però le pregevolissime illustrazioni animate che arricchiscono le varie carte collezionabili, ricchissime di particolari e sapientemente tratteggiate. Anche sul versante longevità Armello si difende più che bene, sia che si giochi in solitaria che in multiplayer: le partite, difatti, sono estremamente customizzabili e, grazie all’imprevedibilità di fondo che le contraddistingue, ci sarà sempre la voglia di provare ancora una volta a sconfiggere il re maledetto.

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Forte di una moltitudine di sfaccettature ben orchestrate e magistralmente fuse assieme, Armello rappresenta un ottimo esordio per i ragazzi di League of Geeks, rappresentando un brillante ibrido di generi. Forte di una direzione artistica azzeccatissima ed un gameplay ben strutturato, Armello merita di entrare a far parte della vostra collezione digitale: provatelo e non potrete rimanere indifferenti al suo fascino.

  • Riuscitissimo mix di generi

  • Direzione artistica impeccabile

  • Come tutti i dice game la fortuna gioca un ruolo importante

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