Recensione Ancient Farm
di: Simone CantiniDai, lo sappiamo tutti che una delle prime cose che si imparano alle scuole elementari, quando ci troviamo a studiare gli antichi egizi, è l’importanza del limo. Chi di noi non ha sentito parlare, ai tempi di cartelle e astucci, del peculiare fango del fiume Nilo, capace di rendere il terreno fertilissimo a ogni esondazione. E quale modo migliore per mettere in pratica nozioni oramai perse nei meandri della memoria se non quello di avviare Ancient Farm, che proprio nell’antica terra dei faraoni ha scelto di ambientare le proprie velleità da farming simulator. Pronti a rimboccarvi le maniche per tributare i giusti onori agli dèi?
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Anubi!
Scherzavo, visto che in Ancient Farm non troveremo assolutamente una trama, né particolari obiettivi da portare a termine. Superato l’esaustivo e opzionale tutorial, difatti, ad accoglierci troveremo unicamente il semplice desiderio di erigere un dispendioso tempio. E l’unico modo per incamerare il denario necessario sarà quello di dare vita alla nostra personalissima fattoria posta sulle sponde del Nilo. Partiremo da una piccola casupola di pietra e fango, all’interno della quale sarà possibile costruire i primi attrezzi, ovviamente dopo aver raccolto le risorse disseminate nell’unica mappa di gioco a disposizione: sassi, ramoscelli e fibre vegetali saranno più che sufficienti a dare il via alla nostra bucolica avventura, il primo gradino di un percorso che, poco alla volta, ci aprirà numerose opzioni accessorie.
Basterà avere un minimo di pazienza, ed ecco che ad attenderci troveremo il bancone da falegname, il forno, la stalla e molto altro, così da poter creare da zero i materiali richiesti, ma anche per poter processare i frutti del nostro lavoro. Perché non trasformare il caffè faticosamente raccolto in una ricca e profumata bevanda, oppure perché non cucinare a puntino la carne macellata della nostra piccola mandria? E una volta accumulato il necessario, toccherà recarci dal mercante che, all’inizio di ciascuna delle tre stagioni in cui è suddivisa la scansione temporale di Ancient Farm, ci attenderà proprio sulle rive del fiume. Qua sarà possibile vendere i nostri prodotti, naturalmente in cambio di denaro sonante, che potremo spendere per acquistare nuove colture, animali, attrezzature oppure schemi per nuove costruzioni. Un loop semplice e solido nelle sue intenzioni, ma che non poteva certo non nascondere anche qualche magagna.
Sudore e fango
Se vi avvicinerete ad Ancient Farm perché desiderosi di sperimentare l’approccio complesso di Farming Simulator in un contesto alquanto differente, fareste bene a rivedere le vostre aspettative. Il titolo A2 Softworks, difatti, si presenta all’appello con un gameplay indubbiamente molto più snello e semplificato, contaminato da una piccola anima sandbox. Non ci saranno complesse meccaniche a gestire il tutto, sostituite da una indole a tratti più arcade e sicuramente assai immediato, basato principalmente sulla raccolta e trasformazione delle varie risorse. L’esperienza ruota attorno all’accumulo del materiale necessario alla realizzazione delle strutture via via più avanzate, alternando la cura delle colture e degli animali al mantenimento di ciò che è serve al loro sostentamento: che sia acqua per irrigare, argilla per i mattoni o legna per assi da costruzione, il flow di gioco si mantiene su livelli molto rilassati e di facile comprensione. Forse un po’ troppo…
A dispetto della buona dose di edifici e opzioni di sviluppo presenti, le meccaniche alla base di Ancient Farm si esauriscono davvero in poco tempo, lasciando alla ripetitività delle routine agricole il compito di sorreggere il tutto. Questo si traduce in una progressione indubbiamente poco sviluppata, che si gioca le proprie carte quasi tutte all’interno del citato tutorial, costringendo il player a proseguire quasi con il pilota automatico inserito. Certo, non mancano trovate simpatiche come la possibilità di sfruttare i buoi per arare ampie zone senza sforzo, ma l’IA delle bestie e qualche problema di compenetrazione finiscono per rendere superflui questi slanci creativi. Va da sé, pertanto, come a spingerci ad andare avanti sia la rilassatezza dell’esperienza, che si adatta a chiunque desideri approcciarsi ad un farming sim privo di grosse pretese.
Aspettative tarate al ribasso anche in virtù di un comparto tecnico non certo debordante, che sfrutta una prospettiva in prima persona attorno a cui sviluppare il gameplay. Gli elementi sullo schermo sono funzionali, ma non certo complessi, così come non fanno strappare i capelli i modelli di piante e animali. Lo stesso stage di gioco (l’unico disponibile), proprio per la sua particolare collocazione geografica, si presenta all’appello alquanto scarno in fatto di pura ricchezza visiva. Per lo meno il motore riesce a gestire tutto sommato fluidamente l’azione, anche se non mancano evidentissimi episodi di pop up di elementi, soprattutto quando ci avviciniamo allo statico vascello del mercante. Non pervenuto, in quanto privo di alcun guizzo, il fronte sonoro, mentre è davvero da apprezzare la presenza della traduzione in italiano (parliamo pur sempre di un indie che costa 14,99 euro), anche se qualche scivolone in odor di IA è presente.
Ancient Farm è un farming simulator che punta tutto sulla semplicità e sul relax, scegliendo un’ambientazione insolita e potenzialmente affascinante come l’antico Egitto. Purtroppo, al netto di alcune idee carine e di un loop gestionale che riesce inizialmente a coinvolgere, la produzione fatica a costruire una progressione realmente appagante, esaurendo troppo presto le proprie carte migliori. La ripetitività delle attività, la scarsa profondità delle meccaniche e un comparto tecnico appena sufficiente finiscono così per limitarne il potenziale. Resta comunque un titolo adatto a chi cerca un’esperienza agricola priva di stress, immediata e accessibile, magari da affrontare a piccoli ritagli di tempo senza troppe pretese. Chi invece desidera un gestionale più stratificato e ricco di sfide troverà ben presto il raccolto meno generoso del previsto.