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Recensione Alien Breed 35th Anniversary

di: Simone Cantini

Gli anni ’90 erano tempi davvero molto più semplici di quelli attuali. Un periodo in cui si poteva tranquillamente sviluppare giochi fregandosene, almeno in parte, di licenze ufficiali e permessi vari. In fondo bastava alludere, ispirarsi o anche solo richiamare più o meno vagamente un brand di successo, per evitare costose cause legali e cancellazioni forzate. Certo, esempi come Katakis/Denaris sono pronti a confermare in contrario, ma per un clone di R-Type che va, c’è un gioco non ufficiale di Aliens che viene. Già, perché è ostico non vedere l’ombra della pellicola di James Cameron alle spalle dei titoli presenti in Alien Breed 35th Anniversary, che pur in assenza di dispendiosi accordi, sono riusciti a veicolare le emozioni blastatorie vissute da Ripley e compagni. Difficile pensare un a simile azzardo ai giorni nostri, ma la magia delle vecchie produzioni risiede anche in tale innocente (forse) spregiudicatezza.

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Nello spazio tutti possono sentirti sparare

Se non avete vissuto gli anni videoludici che videro nascere il brand raccontato da Alien Breed 35th Anniversary, è davvero complesso spiegare con poche parole quello che la serie sviluppata da Team17 ha rappresentato per i giocatori Amiga. Parliamo di un concept tutto sommato molto semplice, che vedeva il più classico dei marine spaziali intento a liberare strutture fantascientifiche dalla solita invasione aliena. Magari anche in compagnia di un amico, grazie a quella cooperativa in locale che oggi pare quasi un triste e vetusto ricordo. Insomma, niente che non si fosse già visto in altre salse, ma che stavolta veniva corroborato da un’atmosfera avvolgente e oppressiva, proprio in virtù di quella fonte di ispirazione citata in apertura. Dalla leggendaria copertina di Rico Holmes, passando per le creature incontrate nel corso dell’avventura, le suggestioni di un certo H.R. Giger contribuirono a rendere indimenticabile la prima avventura, in quel lontano 1991.

Ovviamente non di sole sensazioni vive un videogioco, e non era certo questo il caso di Alien Breed, dato che ad accompagnare la mattanza aliena ci pensava un gameplay adrenalinico e ben più stratificato del previsto. La sopravvivenza del nostro eroe, difatti, non era unicamente legata all’uccisione delle forze ostili, ma richiedeva di destreggiarsi all’interno di stage labirintici, dosando risorse (proiettili e chiavi) per evitare di rimanere inesorabilmente bloccati. Una struttura intransigente, se calata in un contesto moderno, ma che contribuì al successo del gioco, dato il coinvolgimento a 360° del giocatore, che doveva preoccuparsi non solo di sparare e potenziare il proprio arsenale (per mezzo di varie terminali), ma anche di studiare le ambientazioni per scongiurare sprechi di prezioso materiale. Inutile dire come il tutto fu un successo, da cui derivarono svariati sequel ed edizioni speciali, tanto in grafica 2D quanto 3D, queste ultime una sorta di canto del cigno della produzione Amiga, oramai in procinto di essere surclassata senza pietà dall’ascesa del PC.

Gli alieni non invecchiano, mai

E Alien Breed 35th Anniversary non fa altro che celebrare in maniera sontuosa e esaustiva questo brand così importante dell’era home computer a 16 bit, presentandoci la raccolta completa di quanto uscito sulla macchina di casa Commodore. Un vero tuffo nel passato per chi in quegli anni si scannava a colpi di Albatross, ma anche per coloro che desiderano scoprire un modus giocandi che, con tutti i fisiologici limiti del periodo, risulta estremamente attuale e godibile ancora oggi. Ad accoglierci, una volta avviato il pacchetto e gustata l’intro realizzata per l’occasione, troveremo l’Alien Breed originale del 1991 e l’edizione ampliata Alien Breed ’92 Special Edition del 1992, seguiti da Alien Breed II: The Horror Continues (1993) e Alien Breed: Tower Assault (1994). La collection include inoltre Alien Breed 3D (1995) e Alien Breed 3D II: The Killing Grounds (1996), le due interessanti incursioni della serie nel mondo dei FPS, figlie del successo debordante di Doom.

Il pacchetto copre l’intero spazio vitale della saga, presentando anche una serie di chicche da non sottovalutare, che faranno indubbiamente la gioia dei giocatori più esigenti. Si parte dall’inserimento della versione realizzata per lo sfortunato Amiga CD32 di Tower Assault, oltre alle release che vennero ottimizzate appositamente per sfruttare il chip AGA di Amiga 1200. Presente anche un museo interattivo, che propone interviste video con il team di sviluppo originale, completi excursus su ogni episodio, con informazioni, filmati e immagini originali, oltre a tutta una serie di goodies ulteriori che vi lascio il piacere di scoprire. Si tratta, in definitiva, di un accorato e sentito atto d’amore nei confronti della mattanza aliena di Team17, che è davvero difficile non consigliare a tutti i giocatori, fan e non, proprio in virtù della bontà del lavoro svolto.

Un impegno nel realizzare la raccolta che emerge anche grazie alle feature in ottica quality of life, che oltre ai canonici filtri video, cornici e molto altro, presentano i benvenuti salvataggi manuali, una vera manna soprattutto per i titoli più vecchi. Inclusi nuovi sistemi di controllo che sfruttano meccaniche care ai twin stick shooter, così da rendere più intuitivo l’approccio agli episodi 2D. Peccato manchi il rewind rapido delle partite, ma nonostante l’assenza non ci possiamo lamentare. Per replicare le emozioni della vecchia cooperativa, è disponibile altresì la possibilità di giocare assieme a un amico, tanto in locale che online, in virtù anche alle inedite Rush Mode e Horde. Insomma, di carne (aliena) al fuoco ce n’è davvero tanta, in grado di garantire un monte ore alquanto sostanzioso, oltre che di qualità. 

Alien Breed 35th Anniversary è molto più di una semplice raccolta celebrativa: è un autentico archivio videoludico dedicato a una delle serie più amate dell’epoca Amiga. Grazie a un lavoro di preservazione encomiabile, che affianca l’intera produzione originale a una ricca selezione di contenuti extra e moderne funzionalità quality of life, la collection riesce nell’impresa di parlare sia ai veterani sia ai neofiti. Certo, il peso degli anni si avverte in alcune meccaniche e in un level design talvolta poco indulgente, ma si tratta di caratteristiche che fanno parte dell’identità stessa di opere nate in un contesto storico profondamente diverso da quello attuale. Per questo Alien Breed 35th Anniversary rappresenta non solo un eccellente modo per riscoprire un classico del passato, ma anche una preziosa testimonianza di un’epoca creativa fatta di intuizioni, personalità e genuina passione. Un acquisto praticamente obbligato per gli amanti della storia del videogioco e una graditissima sorpresa per chi desidera riscoprire il fascino senza tempo della mattanza aliena firmata Team17.