A Knight’s Quest - Recensione

Dallo studio che ha lavorato ai remastered di Shenmue, arriva un colorato e divertente puzzle adventure dal nome di A Knight’s Quest, il quale ci metterà nei panni di un personaggio che accidentalmente causerà la possibile distruzione del suo mondo.

Dove tutto inizia

Sky 9 Games, studio situato in Toronto, sforna questa interessante avventura che ci mette nei panni di Rusty, un avventuriero con tanto coraggio e voglia di scoprire, ma un po’ maldestro e praticamente privo di capacità di giudizio, in quanto cadrà in un banale tranello che lo porterà a sprigionare una forza più grande di lui che minerà alla salvezza della sua gente.

Il tutorial arriva in soccorso del giocatore sotto forma di colorati pop-up con chiare indicazioni sul pulsante da premere ed una breve spiegazione sulla sua utilità. Prendere confidenza con l’interfaccia e la giocabilità è rapido ed abbastanza intuitivo, essendo il titolo ispirato ai vecchi 3D platformer, ma non sempre sarà così immediato come sembra.

Il mondo di gioco

La struttura del gioco è basata su un mondo relativamente largo ed aperto all’esplorazione, incredibilmente colorato e dai contorni smussati e cartoneschi, indicati ad un pubblico prevalentemente giovane. Alcuni personaggi presenteranno la capacità di interagirvi proponendo brevi conversazioni o mini quests, solitamente richieste di oggetti specifici, ma non eccellono in animazioni, espressioni, o una benché sia parvenza di umanità, essendo perlopiù oggetti piazzati in maniera sparsa per i livelli, ma privi di movimento o scopo, freddi al punto che anche colpendoli non risponderanno in nessuna maniera all’attacco (dovuto probabilmente a noia o il non sapere cosa fare).

Chi di spada ferisce

Una volta trovata la giusta strada, ci ritroviamo di fronte a corridoi e stanze con puzzle ambientali e nemici. Questi ultimi possono attaccarci se saremo abbastanza vicini, o potranno apparire dal nulla come nel caso di vermi giganti, ed a questo verranno utili la nostra spada ed il nostro scudo. Utili ma non essenziali, non tanto per il fatto che i combattimenti siano discutibili, ma in particolare per il fatto che quasi tutti i nemici sono facilmente trascurabili e possono essere lasciati indietro, specie visto che nessuno di essi sembra rilasciare oggetti o monete utili per il nostro personaggio. La discutibilità dei combattimenti si basa in particolare all’assenza di fisicità e collisione praticamente assente, donando la sensazione di colpire a vuoto senza sapere quanta energia o salute abbia il nemico, e subendo spesso attacchi immediati e difficilmente parabili visto il ritardo mostruoso tra la pressione del pulsante ed il posizionare lo scudo di fronte.
Vengono senz’altro in aiuto i vari poteri che verranno pian piano sbloccati durante la progressione nel titolo, inserendo un po’ di varietà nel gameplay comunque insoddisfacente.

Usa la testa

Per quanto riguarda i puzzle, essi si basano molto su quanto già visto in passato, senza realmente aggiungere qualcosa di originale o che renda il titolo unico. Parliamo di blocchi da spingere, pulsanti da premere, leve da azionare, il tutto cosparso da elementi platform atti a richiedere salti di precisione e tempismo nei comandi, caratteristica che invece brilla nel titolo e probabilmente il suo punto forte, in quanto regalano al giocatore una sfida interessante e divertente, perlopiù in fasi di azione rapida. Sempre a pro del titolo, la penalizzazione in caso di caduta fuori dal livello non è grave e non richiede un caricamento, permettendo di iniziare nuovamente a pochi passi dall’ultimo tentativo andato a male, spingendoci quindi a provare e trovare i vari tesori e strade alternative sparsi per il mondo di gioco.

In breve

A Knight’s Quest è un puzzle adventure giocabile e adatto probabilmente ad un pubblico giovane, ma nonostante una giocabilità buona ed uno stile grafico più che accettabile, si dimostra comunque mediocre sotto vari aspetti, dove lo studio di Toronto poteva sicuramente fare di più. Ad eccellere è invece, sorprendentemente, la colonna sonora che accompagna il titolo con tracce corte ma veramente in linea con lo stile di gioco, regalandogli anche una sua impronta personale e piacevoli da ascoltare.

  • Stile grafico

  • Colonna sonora

  • Fase platform

  • Mondo scialbo

  • Nulla di originale

  • Animazioni e dialoghi assenti

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