
L’ESA avverte: le tariffe commerciali di Trump potrebbero danneggiare l’industria dei videogiochi
di: Luca SaatiL’Entertainment Software Association (ESA), il principale gruppo commerciale dell’industria videoludica negli Stati Uniti, ha lanciato un allarme sugli effetti negativi che le tariffe imposte dal presidente Donald Trump avranno sul settore.
Negli ultimi giorni, Trump ha introdotto una serie di tariffe doganali su diversi paesi, con un’attenzione particolare alla Cina, dove vengono prodotti molti dispositivi tecnologici. Mercoledì ha annunciato un dazio generalizzato del 10% su tutte le importazioni, con tariffe ancora più elevate per paesi come Cina (54%), Vietnam (46%) e Giappone (24%), definiti dal presidente come “i peggiori trasgressori“.
In un’intervista con Stephen Totilo per la sua newsletter Game File, Aubrey Quinn, vicepresidente senior dell’ESA, ha sottolineato che l’hardware videoludico, comprese le console, potrebbe subire un impatto significativo a causa di queste nuove tariffe. Poiché i componenti delle console provengono spesso da più paesi, i dazi potrebbero accumularsi, aumentando sensibilmente i costi per i consumatori.
“Qualsiasi prodotto acquistato dai consumatori è probabile che sia soggetto a molte delle tariffe annunciate, tutte sovrapposte l’una all’altra“, ha spiegato Quinn.
Inoltre, l’ESA avverte che la situazione potrebbe peggiorare se i paesi colpiti da questi dazi decidessero di rispondere con tariffe proprie contro gli Stati Uniti. “Quello che abbiamo sentito ieri non è la fine della storia, né per gli Stati Uniti, né per gli altri paesi“, ha aggiunto Quinn.
Alla domanda se l’ESA dovesse prendere in considerazione il suggerimento di Trump di spostare la produzione negli Stati Uniti, Quinn ha risposto che cambiamenti così radicali nella catena di approvvigionamento non possono essere implementati rapidamente e non dovrebbero essere decisi impulsivamente.
“Ogni azienda, ogni settore, compreso quello dei videogiochi, deve pensare a ciò che è meglio per i consumatori, per il business e per i dipendenti“, ha dichiarato Quinn. “Le catene di approvvigionamento sono complesse e sicuramente non cambiano dall’oggi al domani. Ogni decisione presa non può essere una reazione istintiva a un annuncio specifico“.
Secondo un rapporto pubblicato dal Financial Times, il prezzo statunitense della futura Nintendo Switch 2 (449,99 dollari) potrebbe essere stato influenzato proprio dalle tariffe imposte da Trump.
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