Koei Tecmo e la crisi economica

Console tribe news - Koei Tecmo e la crisi economica

Un Blog di videogamers giapponese chiamato ?andriasang? ha messo sotto l?attenzione di tutti un recente articolo pubblicato su di un quotidiano giapponese nel quale si metteva in evidenza il fatto che lo sviluppatore Koei Tecmo (Dynasty Warriors, Dead or Alive) stia pensando di effettuare una manovra piuttosto scandalosa per abbattere i costi di produzione dei suoi titoli. In un periodo di crisi crescente quale quello che stiamo vivendo, Koei Tecmo ha ben pensato di aprire un nuovo studio di sviluppo situato in Vietnam e chiamato, per l?appunto, ?Koei Tecmo Vietnam?.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ?perché aprire un nuovo studio di sviluppo in un periodo in cui, invece, si nota un?incredibile numero di studi di sviluppo in chiusura??.
È presto detto. L?azienda punta tutto sui bastissimi costi di lavoro cui si va incontro assumendo personale interamente vietnamita, reso celebre per gli orari massacranti e per la scarso salario cui i lavoratori sono praticamente obbligati.

Siamo tutti concordi che in periodi di crisi occorra aguzzare l?ingegno per cercare di sopravvivere, così come siamo concordi che questa generazione di videogames si sta dimostrando piuttosto ?costosa? in termini di sviluppo e utilizzo delle risorse, tuttavia penso siamo tutti parimenti concordi che la crisi economica non giustifica lo smodato sfruttamento del lavoro a danno delle popolazioni più disagiate. Non c’è che dire, un lavoro con i fiocchi! Complimenti Koei Tecmo, vivissimi complimenti!

13 Commenti a “Koei Tecmo e la crisi economica”

  1. Bahamut Zero on

    beh ma mica devono cucire scarpe e palloni: e non saranno bambini sfruttati ma professionisti formati. a koei costerà di meno stipendiare programmatori vietnamiti ma anche per loro il costo della vita sarà inferiore dato il paese in cui vivono, suppongo. non trattandosi di un lavoro "di fatica" come può essere quello in una fabbrica o nei campi, sarà in ogni caso un impiego "di elite" e professionalizzante per i locali. certo sta a koei non imporre condizioni di lavoro che possano definirsi vessatorie e sfruttatrici, ma non penso che questo possa accadere. ce li avranno i sindacati in vietnam?

  2. Stepet82 on

    Già i loro titoli non mi piacevano, dopo questa news quando vedrò il loro marchio tirerò dritto. Ma come si fa a dire che è un lavoro d'elite se devono lavorare quasi 20 ore al giorno? Se si sono spostati in Vietnam è proprio perchè possono trattare i dipendenti come stracci senza andare incontro a niente. Ora, è indifferente se cuciscono palloni o stanno dietro a un computer: cosa può tirare fuori una persona che lavora senza sosta da più di 10 ore? Vedrete che bei gioconi ne verranno fuori! Era meglio licenziare a questo punto che fare una schifezza del genere…

  3. InsertCoins on

    beh ma mica devono cucire scarpe e palloni: e non saranno bambini sfruttati ma professionisti formati. a koei costerà di meno stipendiare programmatori vietnamiti ma anche per loro il costo della vita sarà inferiore dato il paese in cui vivono, suppongo. non trattandosi di un lavoro "di fatica" come può essere quello in una fabbrica o nei campi, sarà in ogni caso un impiego "di elite" e professionalizzante per i locali. certo sta a koei non imporre condizioni di lavoro che possano definirsi vessatorie e sfruttatrici, ma non penso che questo possa accadere. ce li avranno i sindacati in vietnam?

    Pienamente d'accordo, e comunque non è una novità anche Ubisoft, Sega e molte altre hanno studi in Cina ed altri paesi dove spesso sviluppano prodotti secondari (ES. splinter cell D.A. per Wii e PS2), o fanno il "lavoro sporco" di modellazzione 3D mentre la progettazzione viene condotta dagli studi principali.

  4. hemix on

    beh ma mica devono cucire scarpe e palloni: e non saranno bambini sfruttati ma professionisti formati. a koei costerà di meno stipendiare programmatori vietnamiti ma anche per loro il costo della vita sarà inferiore dato il paese in cui vivono, suppongo. non trattandosi di un lavoro "di fatica" come può essere quello in una fabbrica o nei campi, sarà in ogni caso un impiego "di elite" e professionalizzante per i locali. certo sta a koei non imporre condizioni di lavoro che possano definirsi vessatorie e sfruttatrici, ma non penso che questo possa accadere. ce li avranno i sindacati in vietnam?

    Secondo te perchè possono essere sfruttati?Semplicemente perchè, sindacati e governo sono praticamente quelli che danno la possibilità di attuare questa politica, e questa politica la adottano tutti coloro che aprono una azienda in Vietnam. Per farti capire che cosa subiscono i lavoratori Vietnamiti, leggiti questo articolo, e apri la tua mente: http://notizielibere.myblog.it/archive/2009/05/14/attivisti-in-carcere-liberta-negate-il-regime-vietnamita-sot.html

    Purtroppo non tutti possiamo usufruire della libertà e della democrazia, noi abbiamo sia l'una che l'altra(in Italia)!!

  5. Bahamut Zero on

    quindi c'è proprio una politica antisindacale del governo comunista che sfocia nella repressione. non è certo una cosa buona, nell'altro post facevo una mera questione di soldi e stipendi cogliendo minima parte del problema. la scelta di koei è deprecabile per il solo fatto di esprimere di fatto accoglimento di questo regime, anche se continuo a dubitare che i suoi uffici vietnamiti saranno dei lager (anzi in questo caso dei gulag) – ma probabilmente è solo una illusione che deriva dal fatto che in quanto azienda di un paese di tipo occidentale quale è il giappone immaginiamo sia immune alle contaminazioni sfruttatrici di ampio respiro, mentre probabilmente non è così

    insomma capitalismo e comunismo possono benissimo andare a braccetto quando c'è da tirare fuori il peggio di entrambi

  6. .n00b! on

    La delocalizzazione del vietnam, purtroppo, non mi è nuova. Viene realizzata soprattutto dai cinesi ed indiani, visto che il boom ha costretto loro a trovare a loro volta un paese con minori costi di mano d'opera.

    ce la prendiamo tanto con tecmo ma dovremmo smettere di giocare o peggio di fare qualsiasi cosa… auto, giocattoli, tecnologia…. la cina per anni è stata per noi quello che il vietnam ora è per la cina e giappone…

    Con questo non sto giustificando la tecmo, ma attenti a puntare il dito contro lei quando noi stessi facciamo parte dello stesso sistema da anni.

  7. faximusy on

    Tutte le aziende hanno succursali in "sfruttolandia"; e da oggi iniziano anche quelle di videogames.

    Dopotutto le console utilizzate per farceli partire sono create sotto sfruttamento

  8. arlex on

    è bene sapere anche queste cose in modo da poter evitare in futuro di comprare titoli che dietro hanno lo sfruttamento delle persone per il profitto di chi non si fa scrupoli a discapito degli altri

  9. InsertCoins on

    è bene sapere anche queste cose in modo da poter evitare in futuro di comprare titoli che dietro hanno lo sfruttamento delle persone per il profitto di chi non si fa scrupoli a discapito degli altri

    allora inizia con lo spegnere il PC perchè la tua scheda grafica o la tua scheda madre o qualsiasi altro componente è stato costruito in condizioni di sfruttamento dove la manodopera costa quasi ZERO…. anche la PS3 è made in China, è anche li i diritti civili scarseggiano, senza contare i danni allambiente che producono le industrie che non sono quasi controllate…l'lcd…il telefono….il frigorifero, ma anche il vestiario, anche se non firmato e prodotto in italia ciò non ti certifica la provenienza delle materie prime con cui vengono prodotte.

    Non comprare un gioco perchè è di produzione Vietnamita non mi sembra che abbia senso se poi tutto il resto che ci circonda è frutto di sfruttamento umano e ambientale

    Ovviamente senza offesa per nessuno, è tutto IMHO

  10. arlex on

    allora inizia con lo spegnere il PC perchè la tua scheda grafica o la tua scheda madre o qualsiasi altro componente è stato costruito in condizioni di sfruttamento dove la manodopera costa quasi ZERO…. anche la PS3 è made in China, è anche li i diritti civili scarseggiano, senza contare i danni allambiente che producono le industrie che non sono quasi controllate…l'lcd…il telefono….il frigorifero, ma anche il vestiario, anche se non firmato e prodotto in italia ciò non ti certifica la provenienza delle materie prime con cui vengono prodotte.

    Non comprare un gioco perchè è di produzione Vietnamita non mi sembra che abbia senso se poi tutto il resto che ci circonda è frutto di sfruttamento umano e ambientale

    Ovviamente senza offesa per nessuno, è tutto IMHO

    hai ragione ma bisogna pur cominciare da qualcosa o comunque dare un segno.Non è che posso andare in giro nudo,ma un videogioco posso evitare di comprarlo,così come tanti altri prodotti 😀

  11. InsertCoins on

    hai ragione ma bisogna pur cominciare da qualcosa o comunque dare un segno.Non è che posso andare in giro nudo,ma un videogioco posso evitare di comprarlo,così come tanti altri prodotti 😀

    Hai detto bene, dovremmo andare in giro nudi, perchè quasi tutto quello che ci circonda con buona probabilità proviene da paesi in via di sviluppo e le possibilità di scelta sono praticamente zero.

    Comunque la notizia parla della possibile apertura di un nuovo studio relazionato al fatto  e che i vietnamiti sono celebri per gli orari massacranti e per la scarso salario, non dice che tecmo ha aperto un nuovo studio e che paga i dipendenti 30$/mese per 168 ore/settimana, è ancora presto per processare tecmo e emanare la condanna….tanto i giochi che stanno facendo uscire sono + che discutibili e si scaveranno da soli la fossa se continuano così, senza bisogno di boicottarli…sono finiti i bei tempi di Rygar

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