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DOOM: The Dark Ages, nuovi dettagli sui cambiamenti del gameplay e sui nemici

di: Luca Saati

Il creative director di DOOM: The Dark Ages, Hugo Martin, ha dichiarato che il gioco è stato intenzionalmente progettato come un successore del DOOM originale, piuttosto che come un sequel di DOOM Eternal. Ciò significa che giocare a DOOM: The Dark Ages sarà molto diverso, con un maggiore focus sulla schivata dei proiettili nemici, a differenza dei giochi precedenti della serie.

Martin ha spiegato come giocare al DOOM originale lo abbia aiutato a progettare DOOM: The Dark Ages:

“Ho notato subito la lentezza con cui si muovono i proiettili: mi è venuto in mente che quello è il labirinto. Il movimento è più orizzontale mentre ci si fa strada tra i proiettili, e ogni proiettile era importante nel DOOM originale”.

Inoltre, a differenza di DOOM Eternal, che poneva l’accento sulla verticalità, DOOM: The Dark Ages si concentrerà su arene più grandi e su un numero maggiore di nemici da affrontare, creando un’esperienza di gioco più simile a quella di un carro armato rispetto a quella di un jet da combattimento:

“Se in DOOM Eternal eravate un caccia F22, questa volta volevamo che vi sentiste come un carro armato Abrams. Significa che siete più potenti e con i piedi per terra. Il sistema di combattimento per i nuovi giocatori, quelli che si sono avvicinati a DOOM solo con il reboot, penso che si sentiranno come se questo fosse un sistema di combattimento reimmaginato. Ma per i fan di vecchia data della serie, quelli che hanno giocato al DOOM originale, vedranno che si tratta di un vero e proprio ritorno alla forma.”

L’obiettivo è quello di creare un’esperienza tridimensionale in cui i giocatori si muovono tra i proiettili, simile al DOOM originale:

“Siete più pesanti, più potenti e con i piedi per terra. Stiamo facendo in modo che lo strafing-to-aim sia di nuovo una cosa importante. Vi muoverete tra i proiettili, proprio come facevate nel DOOM originale, per sferrare quel colpo di Super Shotgun al petto… Si crea quasi un puzzle tridimensionale ‘shoot ‘em up’ attraverso il quale vi muovete”.

La quantità di demoni presenti sarà senza precedenti, offrendo l’opportunità di utilizzare armi potenti come il fucile a pompa per causare danni e ottenere un feedback incredibile. La combinazione di tecnologia avanzata, spazi più ampi e IA potenziata faranno sì che DOOM: The Dark Ages offra un’esperienza intensa e emozionante per i giocatori.

“Abbiamo più demoni di quanti ne abbiamo mai avuti prima. C’è un’inquadratura in cui il Cacciatore gira l’angolo e ne uccide tantissimi. Usare il fucile a pompa e fare tutti quei danni, con tutti i pezzi di sangue che si staccano, e il feedback che possiamo ottenere ora nei giochi è semplicemente incredibile. È così eccitante poterlo offrire ai giocatori.

La tecnologia ci permette di realizzare alcuni degli spazi più grandi e dell’IA più grande, e le armi sembrano le più potenti mai impugnate in un gioco DOOM”.

Il gran numero di nemici che i giocatori possono combattere deriva anche dal fatto che id Software è riuscita a ottimizzare l’IA del suo gioco a livelli incredibili. Martin dice addirittura che non crede ci sia più un vero limite al numero di mostri che possono partecipare a un combattimento.

“Penso che il numero di IA su schermo sia… non credo nemmeno che ci sia un limite a questo punto, è pazzesco. Continuo ad aspettare di sentire un ‘no’ dai programmatori, e questa volta non l’hanno detto. Sembra che, dal punto di vista tecnico, siamo stati messi in condizione di realizzare il nostro gioco migliore. Gli ultimi due reboot di DOOM si sono basati su questo: abbiamo certamente avuto dei limiti in passato, ma ora non sembrano esserci più. Ma con ogni gioco cerchiamo di basarci sul successo del precedente e di trarre le giuste lezioni.”

Per concludere, Martin ha parlato di alcune delle armi presenti in DOOM: The Dark Ages e di come cambieranno notevolmente rispetto a quelle a cui i giocatori erano abituati con i due precedenti capitoli. In particolare, la Sega Scudo, che abbiamo visto in gran parte nel trailer di reveal del gioco, sarà una parte importante di DOOM: The Dark Ages.

“Avrete sempre lo scudo in mano, in pratica avrete una doppia arma. Voglio che i giocatori si sentano come Aragorn, o come Leonida alle porte di 300 anni. Siete l’eroe di un’enorme battaglia in un FPS, per giunta in un gioco DOOM. Mi è sembrata una sfida molto divertente da affrontare per il team e credo che l’abbiamo vinta.

Si possono fare molte cose con lo scudo. Si possono bloccare gli attacchi, parare i proiettili, ci sono armi da mischia con cui si possono fare attacchi in combo – lo si usa per risolvere i problemi. In pratica si sfruttano i punti deboli con lo scudo nella mano sinistra e poi si colpiscono le cose con le armi nella destra. È piuttosto semplice”.