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Australia: terra di censure per i videogiochi?

In pochi giorni, l'ente di rating australiano boccia ben due giochi: Saints Row IV e State of Decay

di: Antonio "Difio" Di Finizio

Brutti giorni per i nostri colleghi videogiocatori australiani. L’ente che si occupa del rating, ovvero della classificazione di un gioco per una determinata fascia d’età, ha in questi giorni “bocciato” due titoli in dirittura di arrivo sulle nostre console, vale a dire Saints Row 4 e State of Decay

In cosa consiste questa bocciatura? L’aver rigettato le domande fatte dai rispettivi sviluppatori per classificare i loro titoli, consegue senza obiezioni nel divieto di pubblicare il suddetto titolo nel mercato australiano, l’Australian Classification Board.

Le motivazioni sono varie, tuttavia non possiamo che notare un eccessivo rigore da parte dell’ente nella valutazione di un gioco, tenendo conto che sia il PEGI sia l’ESRB (l’ente di rating americano) non hanno avuto problemi in tal senso nel riconoscere sì un certo grado di contenuti espliciti, ma semplicemente riservando tali titoli per un pubblico adulto. In particolare, nel caso di Saints Row IV, è stata contestata la violenza, le scene che implicitamente indicano violenza sessuale fuori contesto e l’uso di droghe tali da costituire un incentivo inammissibile per degli standard di moralità anche tra persone adulte.

Per quanto riguarda State of Decay, invece, è successo qualcosa di simile a quanto accadde con Fallout 3: nel gioco, infatti, sono presenti medicine e droge legali o illecite con nomi reali quali metadone, morfina, anfetamina, stimolanti, ibuprofene, codeina, aspirina, paracetamolo, antidolorifici ecc che vengono prese senza alcuna discrezione sia per curare le proprie ferite sia per acquisire delle capacità che permettono di fronteggiare a determinate situazioni senza le quali risulta essere difficile portare a termine il gioco. Anche in questo caso, quindi, c’è un supposto incentivo esplicito all’uso di droghe come modo per acquisire maggiori capacità cognitive e fisiche, conseguendo in un rigetto della domanda di classificazione.

Entrambe le relative software house hanno reagito con un certo stupore alla notizia: Volition e Deep Silver, per Saints Row IV, hanno annunciato che rimuoveranno dal gioco le parti criticate creando quindi un’apposita versione per il territorio australiano; Microsoft e Undead Labs, per State of Decay, hanno dichiarato che stanno al momento vagliando tutte le possibili ipotesi per risolvere il contenzioso con l’ente di classificazione, che si potrebbe risolvere nello stesso modo in cui fu fatto con Fallout 3, ovvero cambiando i nomi dei medicinali e delle droghe presenti nel gioco in modo che non avessero riferimenti con la realtà.

Voi che ne pensate di queste azioni rigorose da parte degli enti di classificazione?