Adolescente si uccide, la colpa è dei videogames

Console tribe news - Adolescente si uccide, la colpa è dei videogames

Il Daily Mail, celebre quotidiano britannico, ha pubblicato un lungo articolo sulla storia di Jake Roberts, un giovane tredicenne che, a quanto pare, si è tolto la vita lo scorso febbraio a causa della confisca di un suo videogioco, conseguenza di un litigio avvenuto con la sorella per decidere chi avrebbe potuto utilizzare la tv. Sicuramente è una storia tragica, ma lascia dell’amaro in bocca la lettura dell’articolo, il quale, fin dalle prime righe, non perde occasione di additare la colpa del gesto del ragazzo ai videogames, escludendo a priori la possibilità che la decisione di Jake possa essere stata influenzata da altri fattori.

La disputa sulla presunta “pericolosità” dei videogames continua…

13 Commenti a “Adolescente si uccide, la colpa è dei videogames”

  1. bob45ultras on

    un bambino di 13 anni nn può suicidarsi a causa di un videogioco, e assurdo, semplicemente assurdo

    qui cera sicuramente qualcosa di + serio sotto, per quanto sia violento un gioco nn riescie a spingerti verso un gesto così estremo come il suicidio… e trovo ridicolo l''accanirsi del giornalista contro i videogiochi… sicuramente nella famiglia cera molto di + di una semplice litigata con la sorella x la tv….

  2. WindND on

    il problema è che con i videogiochi molti bambini perdono il senso della realtà, io a 13 anni giocavo a calcio con gli amici, andavamo in campagna a tirarci balle di terra, ci costruivamo archi e frecce… ora se li trovano tutti belli che pronti nei videogiochi

  3. loko75 on

    il problema a mio avviso e dei genitori, in quanto non si sono accorti che il figlio aveva dei problemi di ovvia depressione, e non di certo causata dal gioco.

    E comunque non possiamo fare di un filo di erba un fascio…  siamo in miliardi di persone, e questo e stato un caso non di certo da accolpare al videogame, visto che comunque esistono da decine di anni.

    Purtroppo tutti noi stiamo pagando l'ignoranza globale delle famiglie, le quali non rispettano il bollino sul gioco con l'età consigliata.

    E facile dare colpa ad un strumento che non puo' difendersi, per la quasi totale assenza delle famiglie verso i propri figli.

    Io sinceramente obbligherei le famiglie a fare un corso di educazione per loro stessi e per i loro figli, essendo che saranno anche il nostro futuro.

  4. stefanos on

    io credo che se gli avessero tolto la canna da pesca con la quale aveva deciso da tanto tempo di andare con gli amici , il ragazzo si sarebbe suicidato lostesso.

    vi parlo da genitore che tutti i giorni ha a che fare con   2 figli  uno di 12 e uno di 17 anni cercando di trovare un dialogo oppure una via di mezzo per cercare di farmi capire e non farmi odiare generando possibili tragedie.

    nel mondo di oggi abbiamo dato troppo e il piu' delle volte ci siamo sentiti costretti a dover dare anche quando le circostanze non lo richiedevano opportuno.

    ai miei tempi…….veramente tanto tempo fa'……..i nostri genitori non ci potevano dare piu' di tanto e quindi il NO !! era giustificato dal fatto che proprio non si poteva ottenere cio' che si voleva .quindi era piu' facile capire e non andavamo oltre.

    oggi invece , per merito di una capacita' d'acquisto maggiore , ci sentiamo quasi il dovere di dare ai nostri figli quello che loro costantemente richiedono.

    colpa del mondo in cui viviamo , che ci mostra tutte le sue bellezze tecnologiche tramite bombardamento intensivo di spot pubblicitari.

    quindi non c'e' da meravigliarsi se dopo tanti SI !!!! al primo secco NO!!!!!si possa scatenare in un adolescente la voglia di vendetta verso colui che gli ha negato una cosa che per lui era fondamentale.

    molte volte i figli per ripicca  non parlano ai genitori per giorni ,oppure incominciano  ad andare male a scuola , smettono di mangiare …….qualcuno invece pare che voglia estremizzare il suo gesto , proprio come questo ragazzo.

    poi a rendere piu' drammatica la cosa ci pensano i giornali che come sempre si attaccano alle motivazioni di sicuro impatto sociale….in questo caso i cari vecchi  videogames.

    scusate la lunghezza del post

    ciao

  5. Darkninja on

    io credo che se gli avessero tolto la canna da pesca con la quale aveva deciso da tanto tempo di andare con gli amici , il ragazzo si sarebbe suicidato lostesso.

    vi parlo da genitore che tutti i giorni ha a che fare con   2 figli  uno di 12 e uno di 17 anni cercando di trovare un dialogo oppure una via di mezzo per cercare di farmi capire e non farmi odiare generando possibili tragedie.

    nel mondo di oggi abbiamo dato troppo e il piu' delle volte ci siamo sentiti costretti a dover dare anche quando le circostanze non lo richiedevano opportuno.

    ai miei tempi…….veramente tanto tempo fa'……..i nostri genitori non ci potevano dare piu' di tanto e quindi il NO !! era giustificato dal fatto che proprio non si poteva ottenere cio' che si voleva .quindi era piu' facile capire e non andavamo oltre.

    oggi invece , per merito di una capacita' d'acquisto maggiore , ci sentiamo quasi il dovere di dare ai nostri figli quello che loro costantemente richiedono.

    colpa del mondo in cui viviamo , che ci mostra tutte le sue bellezze tecnologiche tramite bombardamento intensivo di spot pubblicitari.

    quindi non c'e' da meravigliarsi se dopo tanti SI !!!! al primo secco NO!!!!!si possa scatenare in un adolescente la voglia di vendetta verso colui che gli ha negato una cosa che per lui era fondamentale.

    molte volte i figli per ripicca  non parlano ai genitori per giorni ,oppure incominciano  ad andare male a scuola , smettono di mangiare …….qualcuno invece pare che voglia estremizzare il suo gesto , proprio come questo ragazzo.

    poi a rendere piu' drammatica la cosa ci pensano i giornali che come sempre si attaccano alle motivazioni di sicuro impatto sociale….in questo caso i cari vecchi  videogames.

    scusate la lunghezza del post

    ciao

    Mi commuovo con le tue parole, hai preso in pieno tutto il concetto. Sii un buon padre, e non lasciarti influenzare dalla società

  6. smoke77 on

    oddio che cazzate che mni tocca ancora leggere nel 2008!!!mi ricordo ancora appena uscirono i vari robot tipo  mazinga e jeeg,….e dicevano che erano violenti!ma i genitori non li controllano i loro figli?

  7. JaIL on

    […]Risulta, evidentemente, più appropriato analizzare il prodotto

    secondo altre ottiche, per esempio quelle adoperate in ambito

    cinematografico, eppure non si può negare che il cinema in più di un secolo di

    storia ha avuto il tempo di crescere ed adattarsi al suo pubblico in un contesto

    sicuramente più agevole di quanto non sia oggi quello dei videogame.

    L’industria cinematografica, ad esempio, inizialmente rivolta verso un elite

    economica, in seguito, viste le difficoltà a sostenersi a causa dello scarso

    numero di utenti a cui si rivolgeva, ha ampliato il proprio target adeguando i

    contenuti ai gusti degli spettatori approdando per questa via prima al periodo

    delle cosiddette “Torte in faccia” e dopo a quello del “nickel odeon”.

    Riabilitato da autori e spettatori (senza dimenticare silenziose attività di

    marketing e PR) è finalmente entrato nell’olimpo delle riconosciute arti

    umane, eppure oggi più che mai vive il suo periodo più nero. Il cinema, ma

    sarebbe meglio dire i cinema (alludendo ovviamente alle sale), è più che mai

    in crisi e le potenti Major americane traggono i loro maggiori profitti dal

    settore dell’Home Video e, paradossale a dirsi, vendendo i diritti di passaggio

    dei propri film a quella che una volta era l’arcinemica televisione (in tutte le

    sue più incredibili incarnazioni: pubblica, commerciale, pay-per-view, digitale

    terrestre e chi più ne ha più ne metta). Si capisce bene allora che il medium

    cinematografico e quello videoludico sono allo stesso tempo vicini e lontani.

    D’altro canto, nessun mezzo di comunicazione di massa ha in comune con i

    videogiochi, come la televisione, i processi sommari e i tentativi di

    demonizzazione. Anche qui i punti di contatto si affievoliscono presto, la

    televisione in cinquant’anni ha abbattuto, con quelli che potremmo definire

    “colpi di maggioranza” (il pubblico le dà ragione), critiche, allarmismi e

    scetticismi; anzi, resasi conto che era inutile tirarsi da sola la zappa sui piedi

    diffondendo notizie e ricerche che non giovavano alla propria immagine, è

    stata lesta ed opportunista a farsi promotrice della nuova campagna

    socialmente (in)utile “caccia alle streghe 1990-20xx”; alludendo ovviamente a

    quell’atteggiamento, che ingenera allarmismo nel pubblico, tenuto da una

    certa parte della stampa generalista. Viene da chiedersi se non sia l’ennesimo

    tentativo del mass media dominante di contrattaccare qualcosa di innovativo e

    potenzialmente letale per i competitor diretti.[…]

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