Cinema Recensione

Un film Minecraft

di: Andrea Campriani

In giorni in cui impazza progressivamente anche l’abuso di AI o IA che dir si voglia, io ne approfitto per fare qui un po’ il retrò, gaming, ma neanche troppo…

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In mini era

O se si preferisce in principio fino almeno a una quindicina d’anni fa, notoriamente era in piccolo Minecraft, titolo multipiattaforma che qui non ha certo bisogno di presentazioni stante il suo successo e diffusioni ormai planetari, ma che dal 3 aprile 2025 consta anche di un titolo live action quale appunto Un film Minecraft (titolo originale tradotto letteralmente una volta tanto A Minecraft Movie) diretto da Jared Hess con protagonisti Jack Black nel ruolo di Steve, annoiato impiegato della provincia americana che si imbatte nell’Orb della Dominanza e nel Cristallo della Terra, entrando così nell’Overworld.

A lui si aggiungono in questa avventura dove si deve salvare la situazione, manco a dirlo, un gruppo variegato di provenienti dalla terra dei giorni nostri composto da Garrett “The Garbage Man” Garrison (Jason Momoa), gestore in crisi finanziaria di negozio di memorabilia videoludiche e non, autocertificatosi guru in quanto campione mondiale di videogames  cabinati del 1989 (ndr negli 80ies Steve cambia “casa”) con look e movenze che omaggiano addirittura il mitico Macho Man Randy Savage il quale all’asta si aggiudica quello che crede essere un Atari Cosmos, i due fratelli, la maggiore Natalie (Emma Myers – ndr già ammirata “allupata” nella serie Mercoledì di cui si attende la seconda stagione) ed il minore(nne) Henry (Sebastian Hansen) che si trasferiscono a loro volta a Chugass Idaho e l’inizialmente agente immobiliare cinofila Dawn (Danielle Brooks). Tra gli altri segnalo anche la mitica Jennifer “mamma di Stiffler” Coolidge che ormai, giustamente, non si scolla più di dosso il personaggio, diciamo.

Vai in cubo

Anche volendo spoilerare Un film Minecraft non si può, perchè la trama è telefonata dalla primissima scena con i personaggi scritti adeguatamente per incarnare ciascuno stereotipi, ma in questo caso anzitutto di vari nerd come appunto i personaggi del grande Jack Black, che il regista ritrova e ridirige facendolo scatenare dopo Super Nacho Nacho Libre e quello di Momoa che in questi ruoli e diretto così a mio avviso rende, proprio non prendendosi minimamente sul serio a differenza ad esempio di altre performance “acquatiche”, a meno che non sia diretto da un talento come Villeneuve.

Ciò fa sì che siamo subito immersi comunque nella lore videoludica, resa adeguatamente da un comparto di vfx all’altezza oltre che dal divertimento direi visibile del cast, senza lesinare oltre al fan service, proprio l’effetto nostalgia verso gli intramontabili 80ies, con una colonna sonora con brani di terze parti che non ha certo bisogno di presentazioni.

Il nostro gruppo dopo una iniziale diffidenza si unisce e rafforza per far fronte alla minaccia comune rappresentata dai perfidi piglin del Nether guidati dalla tirannica Malgosha (“doppiata” da Mara Maionchi!) e qui, per l’ennesima volta in una edizione italiana comunque curata, fin troppo forse paradossalmente per le parti cantate dove il mitico Fabrizio Vidale ormai voce storica di Jack Black dai tempi di School of Rock, tocca ribadire che anche basta coi cosìddetti talent al doppiaggio, in questo caso considerando almeno anche Lazza, in assoluto e perchè poi il confronto con attrici e attori professionisti come anche la sempre impeccabile Benedetta Degli Innocenti (che riesce perfino a far sembrare che Lady Gaga sappia recitare a tratti) è oltremodo inglorioso.

Ruzzians

Ammetto che prima di entrare nella sala in cui ho guardato Un film Minecraft dove l’età media alzata solo dal sottoscritto e i genitori dei più “vecchi”  decenni in media ero preparato al peggio del peggio per l’ennesima speculazione.

Invece, fermo restando che, rimanendo in ambito sala anche un titolo come Sonic è da ritenersi nettamente superiore in media anche solo per un minimo di scrittura oltre all’affrontare tematiche almeno in parte più adulte e destinate dunque potenzialmente ad un pubblico più vasto, con effetto nostalgia canaglia stante l’età dei videogiochi ancora più forte, Un film Minecraft diverte.

Il film intrattiene con una durata giusta di un’oretta e quaranta e con tanto di ben 2 divertenti scene post credit, che abbia o meno un seguito potendosi tranquillamente considerarsi autoconclusivo. Non aspettatevi dunque alcunchè siate o meno appassionati di Minecraft se non di ritrovare qua e là richiami alla lore e soprattutto di divertirvi consapevoli che costruire è più difficile di distruggere, con l’unico limite la nostra fantasia come insegnano i Lego©™®.