Speciale – Mass Effect 2 – Destinazione: PS3 - Articoli

Nata in casa Redmond, sotto lo sviluppo dei talentuosi studios di Bioware, la saga di Mass Effect e' stata sino ad oggi uno dei pochi illustri esempi della politica dell'esclusiva "third party" perpetuata nella "next gen", regalando all'utenza Xbox un gioco di qualita' tale da impostare un nuovo standard nello sviluppo degli Action-RPG e, piu' generalmente, del videogame moderno. Alla luce di questa breve analisi, anche un tonto capirebbe quindi l'importanza della trasformazione di Mass Effect da esclusiva a titolo multipiattaforma. Ma quali sono le differenze tra le due versioni?

Non so voi, ma quando il sottoscritto pensa all’attuale generazione di console, più che riflettere sullo sviluppo dell’hardware (ed alla poca roba nuova che ha conseguito), mi viene da pensare alle esclusive. I titoli sviluppati da terze parti per un’unica console infatti, sono ormai merce rara, anzi rarissima, e ciò proprio in virtù dei costi di sviluppo che nel corso degli anni sono lievitati a tal punto da non poter più pregiudicare l’attenzione di una fetta di compratori piuttosto che un’altra. Largo dunque allo sviluppo multipiattaforma, alle conversioni insensate e frettolose e alle uscite videoludiche sugli schermi dalle dimensioni più improbabili; il tutto in diretta controtendenza a quello che invece era il trend dominante (ed interessante) delle passate generazioni.
Nata in casa Redmond, sotto lo sviluppo dei talentuosi studios di Bioware, la saga di Mass Effect è stata sino ad oggi uno dei pochi illustri esempi della politica dell’esclusiva “third party” perpetuata nella “next gen”, regalando all’utenza Xbox un gioco di qualità tale da impostare un nuovo standard nello sviluppo degli Action-RPG e, più generalmente, del videogame moderno. Alla luce di questa breve analisi, anche un tonto capirebbe quindi l’importanza della trasformazione di Mass Effect da esclusiva a titolo multipiattaforma. Le logiche di mercato hanno infine avuto forza delle “alleanze strategiche” di Microsoft, tanto che la stessa EA (publisher del gioco), parrebbe voler lanciare un chiaro messaggio di marketing ai suoi utenti: non ci saranno più esclusive di spessore! Se da un lato ci piange il cuore, non riusciamo comunque ad oscurare la gioia che sotto-sotto ogni buon “sonaro” può provare. E badate, non è l’ennesimo guanto di sfida per una console war stile scuole elementari. No, questa è la gioia di sapere che, da questo momento in poi, una delle saghe più coinvolgenti, belle e complete disponibili sul mercato è ora una perla di cui possono godere tutti, indistintamente dalla console. Diteci voi se non sono queste le gioie del mercato di “massa”!

Mass Effect 2 è quindi finalmente disponibile per PS3, e chiariamo subito una cosa: nulla è cambiato rispetto all’approccio originale dell’utente verso il gioco. Il titolo Bioware è infatti ancora capace di dire la sua, ed il risultato finale non è un qualcosa di inadeguato o anacronistico ma piuttosto un prodotto godibile e fresco, su cui ancora non grava il peso del tempo. Proprio in quest’ottica, ci è parso inutile e ridondante proporvi una recensione ex novo, che analizzasse daccapo il lavoro di Bioware. Quanto scritto per la versione Xbox 360 è infatti ancora attuale, e pertanto per “le basi” non possiamo che rimandarvi alla recensione stilata giusto meno di un anno fa. Perché, allora, scrivere di nuovo di Mass Effect 2? Ebbene ci sono tre motivi per cui vale effettivamente spendere due righe sul prodotto Bioware per PS3, e che possono in qualche modo fare la differenza con il prodotto per 360, seppur non tali da giustificare una variazione su quello che fu il nostro voto finale stilato qualche tempo fa: un meritatissimo e sonoro 9,6.

Vuoti narrativi… e digitali?

Mass Effect 1, si sa, fu sviluppato da Bioware con l’etichetta Microsoft Games, impedendo così alla software house americana qualsiasi possibilità di trasformare il titolo in un gioco multipiattaforma (se non in virtù di una conversione PC). Proprio per questo motivo, gli utenti Sony si trovano oggi nella sfortunata situazione di non poter mettere mano alla saga dal suo primo episodio, quanto piuttosto direttamente dal secondo, in cui il capitano Shepard e le sue peripezie sono già una realtà affermata sia nell’universo di gioco che in quello dei videogiocatori. Il problema per un gioco simile, che fa della sua trama la sua punta di diamante, non è da sottovalutare perché, sebbene il plot di Mass Effect 2 sia comunque godibile anche per un neofita, quel che manca è l’approccio all’iconografia di un universo narrativo immenso fatto di eventi, guerre, razze e pianeti. Mass Effect 1 servì in effetti proprio a questo, ossia a gettare quelle basi narrative che, evolute nel secondo capitolo, culmineranno poi con Mass Effect 3. Come mettere una pezza a questa falla, dunque? Decisa a non abbandonare del tutto gli utenti nell’universo di informazioni di gioco (e fidatevi, “universo” è sin troppo riduttivo), e per non lasciarli a digiuno della trama passata, Bioware ha escogitato un escamotage che tutto sommato è da apprezzare, sebbene ovviamente sia poco più che un palliativo al problema appena esposto. Tale soluzione risponde al nome di Mass Effect: Genesis, ovvero un recap degli eventi del primo Mass Effect, ma sotto forma di un fumetto interattivo.

Disegnato e sviluppato da Dark Horse Comics, etichetta celebre per la pubblicazione di “piccolezze” quali Sin City e 300, Genesis è sostanzialmente un buon riassunto degli eventi di Mass Effect 1, e si avvierà automaticamente – tramitei una lunga digressione – dopo le primissime battute di gioco. A conti fatti parliamo di un’esperienza estremamente breve (circa 20 minuti di proiezione) se paragonata al background narrativo del primo capitolo della serie, eppure comunque capace di risultare interessante ed in qualche modo esaustiva per quei giocatori completamente a digiuno dell’universo del Capitano Shepard. Grazie a Genesis – che gode tra l’altro di ben due versioni differenti della storia, una per un personaggio maschile ed una per un personaggio femminile – al giocatore è inoltre data la possibilità di compiere le sei scelte fondamentali che si sarebbero intraprese giocando il primo titolo, e le cui ripercussioni sono poi parte degli eventi del secondo capitolo; in maniera non dissimile a ciò che sarebbe successo se avessimo avuto a disposizione i salvataggi del primo gioco. Esteticamente parlando, poi, siamo certamente su buoni livelli, con personaggi disegnati in maniera credibile secondo lo stile del moderno fumetto americano, e con una colorazione ineccepibile; ad ogni modo il totale del lavoro non è esente da qualche riserva di second’ordine, incapace tuttavia di influire sul risultato finale. Decisamente senza remore è invece la recitazione digitale della voce del narratore, capace di regalare un coinvolgimento decisamente fuori norma, grazie ad un timbro ed una flessione del parlato che si attesta sui più alti livelli del doppiaggio nostrano. Parliamo a conti fatti di un lavoro complessivamente lodevole, che certamente molte software house si sarebbero risparmiate, e che qui rappresenta l’interesse che Bioware ha per il suo titolo di punta. Ovviamente non è un qualcosa che può realmente rimpiazzare la conoscenza diretta di Mass Effect 1, né presentare doverosamente tutte quelle che sono le razze e le sotto-culture create dagli sviluppatori; tuttavia Genesis si lascia guardare ed apprezzare, aiutandoci quantomeno a muovere i primi passi nell’universo che solcheremo poi a bordo della Normandy. Un’ultima amara segnalazione prima di procedere: Mass Effect: Genesis non è disponibile per gli utenti sprovvisti di connessione allo store Sony! Sebbene gratuito, per qualche oscuro motivo Genesis non è infatti stato incluso tra le feature su disco e necessita della connessione ai server EA per essere avviato. Una scelta decisamente anomala, cui non troviamo spiegazione, e che non rappresenta null’altro che uno svantaggio per gli utenti sprovvisti di una connessione ad internet.