Voglio giocare ad armi pari - SBEM!

Chi da bambino, ma anche ora che siamo grandicelli, non ha mai avuto un amico sempre un passo avanti a tutti. Quello che, qualunque gioco si decidesse di fare, lo aveva già sperimentato con giorni, mesi o anni di anticipo,ovviamente  sempre con risultati eccellenti. E così, ecco che ci trovavamo ad essere quelli perennemente indietro, fuori tempo massimo, vecchi. Insomma, finiva che non si giocava mai ad armi pari, perché il tipo di turno aveva già capito tutto con largo anticipo, ed era semplicemente inutile anche solo lanciare l’idea di una piccola partita: eravamo già sconfitti ancor prima di cominciare. Se era una situazione fastidiosa da bambini, figuriamoci da grandi, quando il peso di simili condizioni si va ad amplificare ancora di più, visto il sommarsi di ulteriori momenti di stress e fastidio. E pensate quando tutto ciò impatta in ambito lavorativo, laddove si prova a crescere, a far vedere che anche noi abbiamo qualcosa da dire per quanto riguarda il nostro settore, ma finiamo puntualmente azzoppati da un modus operandi che pare voler fare di tutto per tenerci subdolamente ai margini. Come quando, chissà perché, vedi perennemente la solita e stretta cerchia di colleghi, quasi una élite di prescelti, trovarsi sempre a gestire scadenze con larghissimo anticipo, magari pure dotati degli strumenti migliori utili a portare a casa il risultato. E noi là, a rincorrere regolarmene fuori tempo massimo, con solo un sacchettino di poche briciole in mano a spingerci ad andare avanti nonostante tutto. Ecco, forse Console Tribe non sarà un vero lavoro, dato che sono praticamente 20 anni che le penne ed i cervelli dietro a questo portale si ostinano a tirare la carretta, mossi semplicemente dalla passione, però rode davvero quando ti accorgi che, nonostante tutto, ci si ritrovi nell’impossibilità di crescere, o anche solo tenere il passo degli altri. Se ci seguite da tempo, vi sarete sicuramente accorti di come sia sempre più difficile, per noi, rispettare un embargo, una scadenza, o anche solo proporvi una disamina di un titolo entro la fatidica data del day one. Anche perché, diciamocelo, a che serve un parere su di un titolo quando questo è già disponibile da tempo nei negozi, e magari 1001 altri portali, streamer o youtuber vi hanno già detto (più o meno in qualche caso) tutto quello che vi interessa sapere? Eppure, proprio per la passione di cui sopra, nella maggior parte dei casi ce ne freghiamo e facciamo lo stesso il nostro “lavoro”, ma quando questo accade ci tengo ad evidenziare che non avviene per nostri demeriti, ma solo perché ci ritroviamo nella stessa condizione di un comune acquirente: o i publisher ci forniscono il codice review a poche ore dalla scadenza di embarghi (altrui), oppure non ci mandano nulla, così che ci ritroviamo nella condizione di dover attendere la release ufficiale del gioco in questione. E le motivazioni, quando ci giungono (che non è neppure un fatto scontato) sono spesso sempre molto fantasiose, e spaziano dal “non ne sappiamo nulla” a “i codici sono finiti in un lampo”. E proprio quest’ultima ragione si applica ad uno dei titoli maggiormente attesi della generazione, di cui ne avrete oramai letto a sufficienza, ma che non mancheremo comunque di trattare a dovere (grazie al nostro redattore più esperto in materia), anche se con tempistiche sicuramente estremamente dilatate. Sarà utile? Vi interesserà ancora? Sinceramente non ne abbiamo idea, ma crediamo che sia giusto dire ugualmente la nostra, anche in ritardo, dato che se non lo facessimo potremmo anche chiudere bottega. Mi rendo conto che, vista dall’esterno, questa potrebbe sembrare la puerile lamentela di un signor nessuno, il pianto di un bambino a cui il tipo figo di inizio pezzo ha rubato le caramelle, ma ogni tanto fa sempre bene togliersi qualche piccolo sassolino dalla scarpa. Anche solo per essere onesti nei confronti di quei nostri “25 lettori” che si ostinano a seguirci, a volerci bene e a ritenere utile il nostro operato. Ora scusate, torno a piangere tra le braccia di mammina…