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Nintendo Switch 2: tra eccitazione e perplessità

di: Marco Licandro

Finalmente ci siamo! Il Nintendo Direct è stato mandato in onda in perfetto orario, alle 15:00 di Mercoledì 2 aprile 2025, con un’ora piena completamente dedicata alla futura Nintendo Switch 2.

Inutile dire che internet è in fomento, e ovunque si guardi si parla solo di questo. Il recente Direct ha inevitabilmente acceso l’interesse globale tra gli appassionati (e non) del mondo videoludico.

Da un lato, la promessa di un hardware rinnovato e più performante sembra voler riportare Nintendo in prima linea sul fronte tecnologico. Dall’altro, alcune scelte strategiche da parte dell’azienda giapponese lasciano spazio a dubbi e perplessità.

Non è una novità che Nintendo segua una filosofia diversa rispetto ai giganti concorrenti, puntando più sull’esperienza che sulla pura potenza grafica. Tuttavia, alcune decisioni recenti sembrano avvicinarsi a logiche già viste in altre realtà del settore, e non sempre con risultati entusiasmanti. Si tratta di un’evoluzione necessaria o di un tentativo un po’ forzato di rincorrere trend già consolidati?

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Innovazioni tecnologiche: Identica, ma diversa

La Nintendo Switch 2 potrà sembrare quasi identica, ad un’occhiata veloce, quando in realtà porta con sé una serie di migliorie hardware che segnano un deciso passo avanti rispetto al modello precedente.

Il design, più smussato e dal look professionale, ingrandisce lo schermo. Non sarà OLED, ma il nuovo LCD HDR da 7,9 pollici, con risoluzione 1080p e refresh rate a 120Hz promettono un’esperienza visiva più fluida e dettagliata, soprattutto in mobilità.

In modalità docked, la console raggiunge i 4K a 60fps, come mostrato nel caso del nuovo Metroid, segnando un netto miglioramento sotto il profilo grafico e delle prestazioni.

Anche i controller ricevono un aggiornamento importante: i nuovi Joy-Con 2 adottano un sistema magnetico e introducono la possibilità di funzionare come mouse nei titoli compatibili, assieme ad un nuovo sistema di vibrazione, aprendo nuove possibilità di interazione che potrebbero rivelarsi interessanti, se ben sfruttate dagli sviluppatori.

Anche gli accessori riservano novità: Una camera, da posizionare alla nuova porta USB C posizionata in alto, permetterà di utilizzare il nostro volto in titoli compatibili, e persino condivederla in un vero e proprio stream di gioco, così come avviene sulle piattaforme di streaming.

Il nuovissimo pulsante C, infatti, sta per CHAT, aprendo un menù specifico che permetterà di unirsi ad altri 3 amici, sfruttando il microfono integrato nella console, che promette di captarvi a distanza e ridurre al massimo la riduzione del rumore, e condividendo lo schermo o la vostra camera (o entrambi) così da giocare e reagire insieme.

Anche il Controller Pro rimane simile all’originale, ma aggiunge il pulsante C in basso, oltre a due nuovi pulsanti posizionati dietro, probabilmente personalizzabili.

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Retrocompatibilità: un’occasione mancata?

Dopo aver visto meglio la console, anche se non alla perfezione, il Direct è passato ai giochi. Uno degli aspetti più discussi, e personalmente a me caro, riguarda la retrocompatibilità.

Pur essendo compatibile con la maggior parte dei giochi per la precedente Switch (non abbiamo ancora un catalogo completo), la nuova console non offre miglioramenti nativi per questi titoli. Aspettavo con ansia qualche tipo di annuncio che sfruttasse la IA per migliorare i titoli usciti e portarli a 1080p, o migliorare almeno il frame rate.

Al contrario, Nintendo ha presentato edizioni “Switch 2 Edition” di giochi già noti come The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Tears of the Kingdom, che introducono migliorie tecniche come migliore risoluzione e framerate, ma richiedono un acquisto separato. Una scelta che forse non ha sorpreso, vista la strada intrapresa già da Sony, ma che ha lasciato comunque un po’ l’amaro in bocca.

In particolare sono state annunciate versioni “Switch 2 Edition” abbastanza diverse, dato che nel caso di Super Mario Party Jamboree sono presenti modalità esclusive che utilizzano la camera, il microfono, e persino i controller Joy-Con 2 come microfono, giustificando quindi il prezzo del pack, ma nel caso di titoli quali Zelda, che vedranno migliorate le prestazioni, ci si aspettava forse un approccio più amabile verso la community di cui Nintendo tanto si vanta.

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Prezzo: una scelta coraggiosa

Anche se non annunciato pubblicamente durante il Nintendo Direct, dopo una fila di 10 minuti siamo riusciti ad entrare nella pagina del My Nintendo Store, scoprendo quindi varie cose riguardanti la console, la prevendita, e gli accessori.

Partiamo con le cose importanti: la Nintendo Switch 2 sarà disponibile dal 5 Giugno 2025, ad un prezzo di 469,99€, da sola, ma anche in bundle con Mario Kart World a 509,99€, con i preordini aperti dall’8 di aprile.

Che dire… un posizionamento decisamente coraggioso, che rende la rende a tutti gli effetti la console Nintendo più costosa di sempre, superando anche i prezzi di lancio delle principali rivali.

I giochi seguiranno la stessa tendenza: 79,99€ per le versioni digitali e ben 89,99€ per quelle fisiche. Una svolta che potrebbe rendere meno accessibile l’ecosistema Nintendo a una fascia di pubblico più ampia, e che fa sorgere vari dubbi sul rincaro del fisico anziché sullo sconto del digitale.

Interessante (e forse un po’ controversa) anche la politica adottata per i preordini del My Nintendo Store: vi sarà infatti un accesso iniziale riservato ai membri di Nintendo Switch Online che rispettano però vari ed importanti requisiti, per premiare i giocatori più entusiasti in Europa e Inghilterra, visto che questi e solo questi riceveranno un invito ufficiale per avere l’opportunità di prenotare la console:

  • Iscrizione a Nintendo Switch Online. Per potere ricevere un invito, gli utenti dovranno aver accumulato almeno due anni di abbonamento continuativo al Nintendo Switch Online. Nel caso di gruppi familiari, solo la persona pagante rientrerà nelle condizioni della prenotazione.
  • Tempo di gioco. Possedere una certa quantità di ore di gioco giocando a titoli per Nintendo Switch a pagamento (escludendo quindi i titoli Free To Play), con priorità alle persone che hanno accumulato un maggior numero di tempo.
  • Pubblicità (Newsletters). Coloro che hanno accettato di condividere i loro dati a fini analitici e statistici, e al contempo hanno permesso di ricevere la newsletter senza aver negato il consenso il giorno che venga inviata la comunicazione.

Che dire… una strategia che premia i fan più fedeli, ma che rischia di escludere molti utenti interessati, specie quelli nuovi o più occasionali, ma anche gli appassionati che invece curano la propria privacy.

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La parola ai lettori

Le recenti scelte sembrano segnalare un cambio di rotta: da sempre considerata l’outsider creativa dell’industria videoludica, Nintendo oggi appare più orientata verso strategie di mercato già viste altrove, puntando con forza sulla forza del brand e sulla fedeltà del proprio pubblico.

Se da un lato l’innovazione tecnica è indiscutibile, dall’altro l’approccio commerciale, tra versioni aggiornate a pagamento, prezzi elevati e politiche di accesso selettive, potrebbe eventualmente allontanare una parte della community.

E qui la domanda a voi lettori: che ne pensate?

Nintendo sta davvero evolvendo in linea con i tempi o rischia di snaturarsi? Lasciate un commento qui sotto, vi leggiamo.