V.I.P. 008 – Cloud Strife [Final Fantasy] - Articoli

In tutte le saghe videoludiche c'e' un momento in cui le cose inevitabilmente cambiano, in cui si segna un punto di svolta. Per Final Fantasy questo momento coincide con l'arrivo sul mercato del settimo capitolo della serie. Il successo, oltre che per la perfetta alchimia tra gameplay e tecnica, e' arrivato anche grazie ai protagonisti del gioco, alla loro umanita', al loro fantasioso realismo. Tra questi e' impossibile non citare il protagonista Cloud Strife che, insieme a Sephiroth, e' diventato icona non solo del gioco, ma dell'intera saga.

In tutte le saghe videoludiche c’è un momento in cui le cose inevitabilmente cambiano, in cui si segna un punto di svolta. Un momento di assoluta perfezione, inspiegabile, irripetibile, immenso. Per Final Fantasy questo momento coincide con l’arrivo sul mercato del settimo capitolo della serie. Da allora, sia i capitoli usciti precedentemente che quelli dopo hanno avuto un metro di paragone diverso, uno standard tuttora irraggiungibile. Non che Final Fantasy VII disponga di elementi unici che gli altri non potranno mai avere, eppure nessun capitolo è riuscito a raggiungerlo. Impossibile dire quali siano stati i fattori vincenti, se sia stato semplicemente il gioco giusto al momento giusto, ma credeteci Final Fantasy VII da solo riesce a dare senso all’espressione “avere quel qualcosa in più”. Il successo, oltre che per la perfetta alchimia tra gameplay e tecnica, è arrivato anche grazie ai protagonisti del gioco, alla loro umanità, al loro fantasioso realismo. Tra questi è impossibile non citare il protagonista Cloud Strife che, insieme a Sephiroth, è diventato icona non solo del gioco, ma dell’intera saga.

Nome: Cloud
Cognome: Strife
Soprannome: ex-SOLDIER
Età: 21
Occupazioni: ex-SOLDIER, Mercenario del gruppo Avalanche
Prima apparizione: Final Fantasy VIISquareSoftPSone – 1997
Ultima apparizione: Final Fantasy Dissidia 012Square-EnixPSP – 2011
Prossima apparizione: Da definire

Ha detto: “Nessuno vive nei bassifondi perché lo vuole. È come per questo treno, non può andare da nessuna parte, eccetto sui binari dove si già si trova.
Io sono Cloud. Il maestro del mio personale mondo immaginario.”

Le origini del mito

La massiccia iconografia legata al successo della saga, è dovuta all’intenso processo creativo della creazione dei personaggi principali. Cloud è stato disegnato, come gran parte dei personaggi della saga, da Tetsuya Nomura sotto la stretta supervisione di Yoshinori Kitase, Kazushige Nojima e Hironobu Sakaguchi, praticamente i “papà” di Final Fantasy. Per la prima volta nella saga l’intero mondo, così come gran parte dei personaggi, è stato creato proprio a partire dal concept iniziale di Cloud. Di conseguenza il lavoro svolto per creargli un adeguato background, così come un carisma capace di suscitare le attenzioni dei giocatori, è stato notevole. Non solo l’aspetto psicologico, ma persino quello esteriore è stato più volte discusso in fase di realizzazione, per giungere finalmente alla versione che tutti conosciamo. Inutile dire che anche qui il rapporto con Sephiroth ha avuto un ruolo preponderante. Se da un lato, il nostro antagonista, appariva calmo, con una folta chioma bianco/grigiastra, il nostro eroe doveva in qualche modo esserne l’antitesi. Per questo il primo Cloud disegnato appariva con capelli scuri e corti, e senza il copri-spalla chiodato. Tuttavia quella prima versione fu poi abbandonata, infatti gli sviluppatori vollero rendere Cloud un personaggio che suscitasse empatia nei giocatori, per questo scelsero di renderlo biondo con i capelli a punta, aggiungendo in un secondo momento anche il copri-spalla. Quel design fu poi ripreso per dare vita a Zack, altro importante tassello nella creazione di Cloud. Zack rappresenta una sorta di passato ideale ed è, insieme a Sephiroth, l’uomo che Cloud ha sempre voluto essere. Non per nulla la spada che brandisce è proprio un regalo di Zack. La gestazione è stata lunga e gli sviluppatori si sono concentrati molto per regalare ai fan un personaggio che sarebbe stato amato a lungo, e cavoli se ci sono riusciti.

Scintille in punte di spada…

L’intera esistenza di Cloud trova significato nel suo dualismo con Sephiroth. Entrambi hanno contribuito pesantemente a formare l’immagine che Cloud ha di sé, ma soprattutto quella che cerca di dare agli altri. Sephiroth, prima di diventare l’antagonista per eccellenza, è uno dei SOLDIER più amati, più invidiati, più temuti. Agli occhi di Cloud non è altro che la personificazione dei suoi obiettivi, Sephiroth è l’uomo che Cloud sogna di essere, è un traguardo da raggiungere. Final Fantasy VII ci mostra proprio come i sogni non sempre si realizzino e come, allo stesso tempo, crescendo si impara che nella vita spesso c’è qualcosa di più importante che raggiungere determinati obiettivi, infatti Cloud avrà modo di imparare sulla sua pelle, sui suoi sbagli che essere SOLDIER era un sogno effimero e che i sentimenti verso le persone care sono ben più importanti. Cloud nelle fasi iniziali di gioco si presenta come un personaggio schivo, che tiene gli altri alla distanza e che difficilmente si lascia coinvolgere più di tanto. Questo suo comportamento, questo suo modo d’essere e persino la spada che impugna, sono la prova tangibile del suo legame con Sephiroth.
Tutto ha inizio quando Sephitorth, Zack e Cloud si recano a Nibelheim per ispezionare un reattore Mako. Qui Cloud incontra di nuovo Tifa, ma per la vergogna di non essere diventato SOLDIER non svela la sua identità. Il destino di tutti i personaggi è legato indissolubilmente alla Shinra Mansion. All’interno di questa tenuta Sephiroth scopre le sue vere origini e in clima di surreale follia prima libera Jenova (una forza aliena che lui d’ora in poi chiamerà Madre) e poi dà anche fuoco all’intera città. Zack e Cloud, pur non riuscendo a sconfiggere Sephiroth, riescono a scaraventarlo all’interno del Mako, dove il Lifestream lo porterà praticamente al centro del pianeta. Purtroppo per i due non c’è vittoria, dopo questi avvenimenti Hojo (lo scienziato che ha creato Sephiroth) li cattura e continua gli esperimenti su Jenova usandoli come cavie. I due dopo anni di torture riescono a liberarsi. La loro fuga si conclude a Midgar dove, complice un’imboscata tenuta dalla Shinra, Zack sacrifica la sua vita per salvare Cloud e gli dona la Buster Sword come suo ricordo. Due anni più tardi ha inizio la trama di Final Fantasy VII. Cloud imparerà, grazie a Aerith, a fidarsi del prossimo, poco a poco il suo carattere cambierà, divenendo sempre più aperto e gioviale. Eppure il destino è sempre infausto: il dualismo con Sephiroth trova massima espressione proprio quando quest’ultimo elimina la sua amata davanti ai suoi occhi, mostrandogli, ancora una volta, l’inadeguatezza nei suoi confronti. Cloud è profondamente segnato da questo avvenimento ma per fortuna Aerith è riuscita a donargli la forza necessaria per fronteggiare Sephiroth. Cloud, aiutato dal suo gruppo, intraprenderà un lungo viaggio per salvare il pianeta, viaggio che terminerà in un intenso duello con Sephiroth. Il resto, come si suol dire, è storia.
Il finale del gioco non rappresenta un vero lieto fine per Cloud, perché ancora incapace di trovare una via di redenzione, ancora incapace di far tacere la voce interiore che gli ricorda la morte di Aeris. Con queste premesse ritroviamo Cloud in Advent Children, seguito cinematografico dell’indimenticabile settimo capitolo della saga. Dei loschi figuri stanno cercando, attraverso delle cellule Jenova, di ridar vita a Sephiroth. Cloud è un personaggio ambiguo in questa produzione, da un lato schivo e malinconico, dall’altro, complice le apparizioni di Aeris, voglioso di combattere e di proteggere i bambini dei bassifondi di Midgar. Solo attraverso l’eterno conflitto – e stavolta definitivo – con Sephiroth, Cloud può finalmente redimersi e riscattare se stesso per tornare ad essere il giovane ed ambizioso personaggio che abbiamo avuto modo di vedere nei lunghi flashback dell’opera originale.

Il riposo della spada?

Cloud, oltre che nella saga principale, ha fatto la sua comparsa in numerosi videogame targati Square-Enix: Ergheiz, Dissidia, Kingdom Hearts. L’amore che i fan hanno del personaggio ha portato gli sviluppatori a riproporlo, spesso in numerosi vesti, nei titoli più disparati. Ma è davvero giusto? Difficile dire se il destino di Cloud sia quello di ricalcare, senza particolari elogi, l’onda del successo oppure divenire finalmente immortale, grazie ai ricordi che abbiamo di Final Fantasy VII. C’è da dire che il remake del settimo capitolo è probabilmente il titolo più richiesto e la software house, nonostante le smentite, potrebbe decidere di riproporre il titolo per accontentare i fan e, ovviamente, le proprie tasche. Per ora possiamo solo ricordare Cloud, nella sua veste migliore, nel suo essere umano, nel mostrarsi debole e indifeso, nel suo farsi apprezzare semplicemente per quello che è. Qualunque sia il suo destino, noi fan non lo dimenticheremo, mai.

 

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