V.I.P. 007 – Dante [Devil May Cry] - Articoli

Ha un lungo cappotto di pelle rosso, lunghi capelli bianchi, la spada Rebellion riposta sulla schiena in attesa della prossima battaglia e le fedeli pistole Ebony&Ivory nel fodero pronte a scatenare una pioggia di piombo sul prossimo malcapitato demone. Sicuramente avrete capito di chi stiamo parlando: il suo nome e' Dante, un Dante che oltre al nome non condivide nulla con quello che conosciamo noi della Divina Commedia, se non il fatto di essere coinvolto in prima persona in vicende "infernali". Beh, adesso basta con inutili presentazioni, let's rock, baby!

Ha un lungo cappotto di pelle rosso, lunghi capelli bianchi, la spada Rebellion riposta sulla schiena in attesa della prossima battaglia, le fedeli pistole Ebony&Ivory nel fodero pronte a scatenare una pioggia di piombo sul prossimo malcapitato demone. Sicuramente avrete capito di chi stiamo parlando: il suo nome è Dante, un Dante che oltre al nome non condivide nulla con quello che conosciamo noi della divina commedia, se non il fatto di essere coinvolto in prima persona in vicende “infernali”. Beh, adesso basta con inutili presentazioni, let’s rock, baby!

Nome: Dante
Cognome: Ignoto
Soprannome: Figlio del leggendario cavaliere oscuro
Razza: Mezzo demone
Nazionalità: Presumibilmente americana
Età: Varia con le apparizioni, presumibilmente tra i 20 e i 40 anni
Occupazioni: Cacciatore di demoni
Prima apparizione: Devil May Cry – CAPCOM – PS2 – 2001
Ultima apparizione: Marvel Vs Capcom 3 – CAPCOM – PS3/XBOX360 – 2011
Prossima apparizione: DMC – CAPCOM – TBA

Ha detto: JACKPOT!

L’oscuro inizio

Anche Dante, come le grandi invenzioni e i grandi capolavori della storia, è nato quasi per caso. Correva l’anno 2001, la Playstation 2 non era uscita da neppure un anno e dopo Code: Veronica era necessario pensare ad un Resident Evil 4 da far uscire sulla nuova console Sony, qualcosa che stupisse tutti e rinnovasse un po’ il genere con una ventata di novità. Il lavoro venne affidato a Hideki Kamiya (che già aveva lavorato ai primi due episodi della serie), il quale si fece prendere un po’ troppo la mano realizzando un gioco puramente action, e si arrivò dunque alla conclusione che piuttosto di fare un nuovo capitolo per la saga di Resident Evil, si poteva pensare di tirare fuori qualcosa di completamente nuovo. E così nacque Devil May Cry, così nacque Dante, unico vero protagonista della serie.
Un colpo di genio o un delirio di follia, questo deve esserci voluto per trasformare quello che doveva essere un survival horror in un rivoluzionario Hack&Slash. Kamiya lancia l’idea che il divertimento e la soddisfazione non viene solamente dalla conclusione del livello e dall’uccisione dei molteplici nemici, ma anche da come si è arrivati a tale conclusione. Siamo stati in grado di concludere la missione senza far ricorso a oggetti speciali? Abbiamo preso un quantitativo sufficiente di sfere rosse, variando le combo e scovando depositi segreti? Siamo passati senza farci toccare dai nemici oppure siamo stati pesantemente danneggiati? Siamo stati dei rapidi cacciatori oppure ci siamo dilungati troppo? Questo è Devil May Cry, e dunque il suo protagonista doveva essere in grado di esaltare questa nuova filosofia. Tutto ciò che Dante è, può essere riassunto in una sola parola: stylish. Dante non è un militare terrorizzato da una minaccia sconosciuta, Dante è un cacciatore mezzo demone perfettamente a suo agio nel suo ambiente, che ha stile in qualunque cosa, a partire dal suo aspetto “tamarro”, al modo sprezzante di camminare con un lama che gli trafigge il petto, fino alle parole di scherno da rivolgere al malcapitato demone prima di dargli la morte a suon di combo ben studiate, possibilmente senza dover incassare alcun colpo.
Ma Dante non è solo un carnefice, Dante è una persona che ha sempre a cuore chi è più debole di lui, ha infatti ereditato dal demone suo padre Sparda non solo la sua forza ma anche la sua anima gentile, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Quindi non mancherà mai di rischiare la vita per proteggere anche chi lo vuole morto, e non mancherà neanche di farsi sfuggire una lacrima quando una persona cara non c’è più… Devil May Cry

Il leggendario cavaliere oscuro

“Due millenni fa ci fu una guerra tra il mondo degli umani e l’altro, il mondo dei demoni.”
Dante è il figlio di un demone che si schierò dalla parte degli uomini nella grande guerra che ci fu, e sconfisse da solo intere legioni di suoi simili. Da allora per gli uomini divenne una leggenda, il leggendario cavaliere oscuro: Sparda. A Dante in un primo momento non importava chi fosse suo padre, scelse di fare il cacciatore di demoni semplicemente perché era quello che sapeva fare meglio, e l’unica cosa che sembrava interessargli era la rivalità con il suo fratello gemello, Vergil. Vergil al contrario di Dante vuole a tutti i costi ottenere il potere del padre Sparda, e per questo invita Dante a scontrarsi con lui nella torre Temeni-gru, al fine di recuperare il suo amuleto. Gli amuleti posseduti da Vergil e Dante, unico ricordo della defunta madre, sono infatti una chiave per il mondo dei demoni e quindi per il potere di Sparda.
Nel corso della sua avventura il giovanissimo Dante incontra Mary, un’umana cacciatrice di demoni come lui, anche lei impegnata nell’esplorazione della torre a causa di “affari di famiglia”. Dante scorge in lei qualcosa, nella sua determinazione nel fermare i diabolici piani del padre, che nonostante sia un’impresa assolutamente fuori dalla portata di un umano la ragazza non vuole sentire ragioni, avrà la sua vendetta o morirà tentando. In questo modo finalmente Dante realizza che Vergil non è solo un nemico più forte con il quale mettersi alla prova, ma qualcuno accecato dal potere che deve essere fermato. Grazie a questa esperienza, Dante è più determinato che mai e riuscirà infine a prevalere sul fratello. Vergil, umiliato dalla sconfitta, preferisce rimanere nel mondo degli Inferi, nella patria di suo padre, piuttosto che tornare nel mondo degli umani. Dante tenta di fermarlo, ma senza successo, e per questo al ritorno nel mondo dei demoni si ritrova a versare delle lacrime, perché anche i demoni possono piangere quando perdono qualcosa di caro. A eterna memoria di questo avvenimento, Dante decide di chiamare la sua nuova attività di caccia ai demoni “Devil May Cry”.
Il nuovo nome del negozio non durerà per molto. Nella successiva avventura il ruolo di Dante si sarà invertito, e sarà lui a suscitare un cambiamento nella demonessa Trish. Trish è infatti un demone creato dal signore dell’inferno Mundus in modo da somigliare alla madre di Dante e convincerlo a seguirla nel castello di Mallet Island. Dante dimostra alla ragazza che gli umani non sono solo delle creature ingenue e facili da ingannare, come vorrebbe il suo maestro, ma sono creature che a differenza dei demoni conoscono il perdono e il valore della vita, sia essa di un demone o di un altro uomo. Trish è fortemente pentita di aver assistito il suo poco clemente maestro nell’uccidere il figlio del demone che l’ha condannato all’esilio, e si ritrova a piangere proprio come il giovane Dante prima di lei. Dante, che prima si è dimostrato adirato dal tradimento di Trish, ora la consola dicendole che i demoni non piangono mai, e le lacrime sono un dono che hanno solo gli uomini, pertanto anche lei deve avere un fondo di umanità. Insieme i due riescono a scappare da Mallet Island prima dell’esplosione (in pieno stile Resident Evil) e Trish deciderà di aiutare Dante nel suo nuovo negozio, che si chiamerà da questo momento “Devil Never Cry”.
Nelle altre avventure Dante non sarà più l’unico protagonista del gioco, ma verrà affiancato dalla demonessa Lucia in Devil May Cry 2 e dal nuovo arrivato Nero in Devil May Cry 4. In questi episodi si nota che la direzione del gioco è cambiata di volta in volta, visto che in Devil May Cry 2 vedremo un Dante più oscuro e insondabile, mentre in Devil May Cry 4 tornerà un Dante allegro e strafottente, e sembra che le sfide sempre più grandi che dovrà affrontare non facciano altro che divertirlo.
“Ma guarda, ha le ali!”

Un nuovo inizio?

Ma le apparizioni di Dante non si sono limitate ai capitoli della saga di Devil May Cry. L’eroe, avendo fatto colpo sul pubblico, si è dedicato molto presto anche ad apparizioni secondarie in altri videogame, tra tutti citiamo Viewtiful Joe, action game a scorrimento sempre di Capcom e diretto dallo stesso “padre” di Dante, Hideki Kamiya. In questo gioco Dante sarà un personaggio sbloccabile. L’apparizione più recente del cacciatore di demoni è però nel picchiaduro Marvel Vs Capcom 3, dove è andato a rinfoltire la schiera degli eroi made in Capcom, insieme alla ormai fedelissima Trish. Inoltre è opportuno ricordare che le comparse di Dante non si sono limitate ai soli videogame, il cacciatore di demoni infatti è diventato protagonista nel 2007 di un anime di 12 episodi, chiamato per l’appunto “Devil May Cry”. La serie è stata doppiata solo in inglese e in giapponese, e a questo punto sarà difficile che approdi anche in Italia, ma chi dovesse avere una particolare voglia di seguire altre avventure del cacciatore di demoni può senz’altro avvalersi di internet e dell’e-commerce per non perdersi questa occasione.
Se il passato di Dante è costituito da una ben solida base di videogame a lui dedicati e apparizioni varie, il futuro è quantomai incerto. Infatti durante il Tokyo Game Show 2010 è stato presentato un trailer di quello che sarà il nuovo Devil May Cry, stavolta diretto dai Ninja Theory, team che ha dato vita a giochi quali Heavenly Sword ed Enslaved. Il titolo si chiamerà DmC, e probabilmente non conserverà nulla dei precedenti episodi se non il nome del gioco e del protagonista, visto che si tratta di un reboot completo. In molti già si sono dichiarati scettici su questa decisione di azzerare un personaggio ben voluto come Dante, compreso il suo padre spirituale Hideki Kamiya. Se questo nuovo episodio sarà un capolavoro o meno non possiamo saperlo, l’unica cosa certa è che il suo protagonista non sarà il Dante di cui avete letto finora, ma sarà un nuovo Dante, che si ritroverà a essere confrontato con un vero e proprio gigante della storia videoludica. Riuscirà il novellino a spuntarla? Tutti i fan della serie aspettano con ansia l’uscita di questo nuovo capitolo, e se dovesse deludere le aspettative, ci basti ricordare che il Dante che noi conosciamo è un altro, e rimarrà sempre nella nostra memoria e nei nostri cuori videoludici.
“The end? Don’t bet on it”

 

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