The Last of Us: Left Behind - Articoli

Sono passati mesi dall’ultima volta che abbiamo speso inchiostro virtuale su The Last of Us. Ha ancora senso passare un po’ di tempo in compagnia di Joel ed Ellie? Non era già stato raccontato tutto quello che c’era da sapere? Beh, diciamo di no, dato che Naughty Dog aveva in serbo per noi un altro paio di tasselli di questo affascinante mosaico, tasselli che ci vengono serviti all’interno di Left Behind, primo ed unico DLC destinato al single player di The Last of Us. Però, come tutti i DLC che si rispettino, una domanda è sorta spontanea non appena siamo giunti ai titoli di coda: ne sentivamo davvero il bisogno? Scopriamolo assieme…

Sono passati mesi dall’ultima volta che abbiamo speso inchiostro virtuale su The Last of Us, una delle grandi esclusive PS3 che hanno caratterizzato lo scorso anno della console Sony. Pertanto ha ancora senso passare un po’ di tempo in compagnia di Joel ed Ellie? Non era già stato raccontato tutto quello che c’era da sapere sulla nostra coppia, sull’infezione che ha distrutto l’umanità e sulle Luci? Beh, diciamo di no, dato che Naughty Dog aveva in serbo per noi un altro paio di tasselli di questo affascinante mosaico, tasselli che ci vengono serviti all’interno di Left Behind, primo ed unico DLC destinato al single player di The Last of Us. Però, come tutti i DLC che si rispettino, una domanda è sorta spontanea non appena siamo giunti ai titoli di coda: ne sentivamo davvero il bisogno? Scopriamolo assieme…

Luci e ombre

Un contenuto per due storie, collocate temporalmente assai distanti tra loro. Questa, in breve, è la struttura ludico/narrativa in cui è fisicamente suddiviso Left Behind: un primo troncone ci presenterà gli eventi immediatamente successivi allo scontro all’interno dell’università, uno dei grandi momenti di rottura delle vicende di The Last of Us. In un mondo simile a quanto visto in The Missing Link estrapolato dall’ultimo Deus Ex, questa sezione permetterà di fare luce su di uno dei vuoti di sceneggiatura che caratterizzano il gioco diretto da Neil Druckman, mettendo in campo gli elementi ludici che hanno contraddistinto l’episodio originale. È qua che effettivamente si giocherà realmente, si concentreranno gli scontri e saremo costantemente in pericolo di vita: anzi, più di una volta tali eventi hanno dato l’impressione di essere stati volutamente strappati dalla stesura originale, per poi metterli in caldo in attesa di servirceli come gustoso, quanto inopportuno, contenuto a pagamento.

Più introspettiva e incentrata unicamente sull’arricchimento psicologico della figura di Ellie la seconda faccia della medaglia di Left Behind: in compagnia dell’amica Riley, divenuta ora un membro delle Luci, guideremo la nostra eroina all’interno di un mall abbandonato e ci verrà sbattuta in faccia la cruda realtà di un’adolescente smarrita in balia di un mondo oramai in rovina. Scopriremo i lati più intimi (davvero!) di questo incredibile personaggio, ci commuoveremo nel vedere come una semplice giostra fatiscente possa rappresentare un sogno per chi è da sempre costretta a vivere nell’ombra, oppure ci illuderemo di sentirci, anche solo per un breve istante, semplicemente vivi. È qua che Left Behind rompe con il suo ingombrante passato, mostrandoci una digressione puramente narrativa che, se si è amato il gioco originale, non potrà fare a meno di essere apprezzata anche più del troncone di puro gameplay. Sarà, forse, proprio merito di questa sua diversità, questo essere realmente un’aggiunta inedita e non un mero riproponimento di meccaniche già viste a giustificare l’esistenza di questo DLC. Ecco, se questo pesante (5,5 gigabyte!) add-on ci avesse presentato unicamente la storia di Riley ed Ellie, magari ad un prezzo più contenuto, non avremmo esitato a bollarlo anche noi con il più scontato punteggio pieno, anche per premiare il coraggio di proporre un qualcosa di davvero diverso dall’originale. Però c’è anche l’altra parte, quella in cui si lotta per la sopravvivenza che, a dispetto della sua oggettiva bontà videoludica, fornisce l’impressione di essere stata brutalmente strappate in fase di release solo per essere riproposta come semplice diluente in questo Left Behind. E vista la caratura dell’opera Naughty Dog questa non può che essere vista come una caduta di stile davvero grossolana, che mai ci saremmo aspettati da un team così attento ai dettagli.

Narrazione compressa

Come tutto ebbe inizio e come tutto poté continuare. Avremmo comunque potuto continuare le nostre esistenza senza Left Behind, giocando semplicemente a The Last of Us e arrivando alla sua naturale conclusione senza troppi patemi. Però se siete amanti di questo universo virtuale il DLC non può che essere un acquisto consigliato, anche se non realmente obbligatorio. Nella sua maestosità tecnica, visiva e sonora, Left Behind vi saprà comunque tenere compagnia per circa 3 ore, effettivamente non una durata congrua all’esborso richiesto: un lasso di tempo che, comunque, a dispetto della sua risicatezza non risparmierà in emozioni ed azione rendendo piacevolissimo il ritorno ai comandi Ellie. Sul fronte action, poi, va sottolineata una difficoltà leggermente più elevata dell’originale, grazie anche all’introduzione degli scontri in contemporanea tra umani ed infetti elemento che conferisce a questo giocato un’impennata tattica discreta: in alcuni frangenti sarà possibile, ad esempio, sfruttare a nostro vantaggio la furia assassina dei Clicker ed il piombo dei soldati, magari per sgattaiolare alle spalle dello scontro senza colpo ferire. Una piccola chicca che dimostra ancora una volta la bravura del team nel limare ed affinare le proprie creature digitali.

Ecco che, a dispetto di tutte le parole riversate, siamo ritornati alla domanda di partenza: ne sentivamo il bisogno di questo Left Behind? Se avete già sbirciato il voto in fondo alla recensione (e sappiamo che lo avete fatto!) di sicuro vi sarete già risposti con un sonoro no, dato che siamo qualche decina di punti sotto alla valutazione che prese The Last of Us su questa pagine virtuali. È comunque un voto che rispecchia il nostro disappunto nei confronti del modo in cui è stato costruita questa coppia di episodi extra: purtroppo, a dispetto della sua bontà ludica, non siamo riusciti a toglierci dalla mente l’idea che la parte più vicina al titolo originale sia stata deliberatamente estromessa per ricamarci attorno quanto narrato da Left Behind. Limite nostro, tutto può essere, ma è una sensazione fastidiosa che è difficile esprimere a parole. Ciononostante, se passiamo sopra all’accoppiata trovata commerciale, questo inedito spaccato sulla vita di Ellie saprà affascinarvi e rapirvi come già la nostra eroina fu in grado di fare in compagnia di Joel la scorsa estate. Parimenti è anche vero che difficilmente potrà farvi cambiare idea se siete tra coloro che ritengono l’opera dei Naughty Dog un gioco sopravvalutato e privo di mordente. Dualismo, anche in questo caso…

Verdetto: 80/100

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5 Commenti a “The Last of Us: Left Behind”

  1. Deadly Fagilo on

    Bell'articolo! oltretutto conferma la mia decisione di non prendere questo contenuto, tantopiù se parliamo di "manovre alla Ubisoft".

    Poi sul fatto che la pecorella smarrita (:asd:) fosse un buon prodotto non avevo grossissimi dubbi, il resto del gregge è già di buon livello.

  2. Lameraccio on

    Deludente, se togliamo i dialoghi ed i filmati introduttivi, non si superano i 10 minuti di gioco, nemmeno le demo sono così corte, e sopratutto, sono gratis!!!

  3. The_WLF on

    Deludente, se togliamo i dialoghi ed i filmati introduttivi, non si superano i 10 minuti di gioco, nemmeno le demo sono così corte, e sopratutto, sono gratis!!!

    Esagerato… le tre ore di giocato ci sono tutte e i dialoghi, vista la natura del DLC, fanno parte del gioco… 😀

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