The Pit People - Hands-On

L’originalità è di casa quando parliamo di The Behemot, lo studio indipendente responsabile di piccole perle del calibro di Alien Hominid e Castle Crashers. Capaci di realizzare produzioni interessanti, pur al netto di budget stellari, i ragazzi del team californiano riescono sempre a spiazzare l’utenza, proponendo di volta in volta esperienze fresche ed imprevedibili, come nel caso del folle The Pit People, disponibile da qualche giorno su Xbox One in accesso anticipato e oramai prossimo al debutto ufficiale, fissato per il prossimo 14 febbraio.

To bear or not to bear

La follia è di casa in The Pit People, sin dal principio, da quelle prime battute che ci introducono in maniera serafica e apparentemente seriosa l’impatto di un gigantesco orso spaziale (!) con il pianeta Terra. Lo scontro, dalla potenza dirompente, finisce ben presto per sconvolgere l’ecosistema terrestre, dando origine ad una perenne era di caos e violenza decisamente fuori dalle righe. Prendete le atmosfere postatomiche di un Mad Max o un Fallout, condite il tutto con personaggi simpaticamente fuori di testa e frullate bene con un’abbondante dose di droghe: ecco, forse solo così si riuscirà ad avere un’idea, seppur vaga, delle atmosfere che animano The Pit People. Ed è in questo mondo bizzarro e folle che si aggira il nostro Horatio, un povero coltivatore di mirtilli (giganteschi!) che, dopo aver visto la propria famiglia spiaccicata da una delle zampe del già citato orso, decide di mettersi in cammino con la speranza di rifarsi una vita, finendo ben presto per incrociare la propria esistenza con un manipolo di personaggi bizzarramente fuori di testa. Ed è in questo mondo stravolto, in cui zombie assassini si mescolano a cupcake antropomorfi e a principesse bellicose che i ragazzi di The Behemot hanno dato vita ad un interessante e divertente RPG tattico che, almeno in seguito a questo primo contatto, sembra avere tutte le carte in regola per rappresentare un nuovo centro per il team.

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La forza del libero arbitrio

La struttura di gioco è molto semplice e canonica: quando la palla sarà in mano nostra non dovremo fare altro che muovere all’interno di livelli suddivisi in esagoni i membri del nostro party (che può ospitare sino a 6 personaggi). Una volta piazzati, questi agiranno di conseguenza in base alle proprie caratteristiche e alla caselle che li separano dagli avversari, dato che non avremo un diretto controllo sulle loro azioni. Importante, dunque, ai fini dell’attivazione dei vari attacchi ed abilità varie, sarà lo studio della distanza tra le nostre unità e quelle avversarie, unico elemento su cui potremo agire attivamente, dato che anche il bersaglio delle azioni sarà deciso in completa autonomia dai vari personaggi. Si tratta di una scelta che dovrà essere approfondita e sviscerata sul lungo termine, perché se è vero che da un lato garantisce agli scontri una certa imprevedibilità bisogna comunque valutare come la casualità dei comportamenti possa impattare sugli scontri più tosti: perdere perché si colpisce l’avversario sbagliato non ho idea di quanto possa essere divertente. Un aspetto invece sicuramente interessante dei vari scontri è rappresentato dalla possibilità di poter catturare, a patto di avere gli strumenti giusti, l’ultimo avversario rimasto in vita, di modo da poterlo in seguito schierare in battaglia. Sarà in questo caso utile studiare le abilità dei nemici, di modo da avere ben chiaro quale potrebbe apportare i maggiori vantaggi al nostro party. E tra bizzarre creature in grado di boostare le caratteristiche, budini capaci di emettere glassa curativa e curiosi guerrieri antropomorfi, il bestiario presentato da The Pit People si presenta sin da queste battute iniziali davvero esilarante. Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità di cimentarsi in sessioni cooperative e competitive online, che ci permetteranno di affrontare le varie missioni in compagnia di amici, oppure di sfidare altri esseri umani o l’IA in brutali scontri all’interno dell’arena. Questi saranno utili per raggranellare oro ed equipaggiamenti utili a migliorare le statistiche dei nostri personaggi, in perfetto stile ruolistico. Va detto che, sotto questo aspetto, la gestione dell’inventario è risultata un po’ troppo caotica e non del tutto intuitiva, pertanto sarà necessaria un minimo di pratica prima di potersi agilmente muovere all’interno dei pur scarni menu. È sul fronte puramente stilistico, invece, che The Pit People riesce a dare immediatamente il meglio, grazie al consueto e buffissimo character design che da sempre contraddistingue i titoli targati The Behemot. Come non citare poi la narrativa assurdamente fuori di melone e gli strampalati dialoghi, resi ancor più esilaranti dalla convincente recitazione in lingua originale (tranquilli: tutto è ottimamente sottotitolato in italiano), con la voce narrante fuori campo che svetta per la sua cinica bastardaggine.

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Manca oramai meno di una settimana al debutto ufficiale di The Pit People, ma già da adesso il titolo The Behemot si presenta in una forma ben definita e non certo priva di spunti interessanti. Pur al netto di una struttura ruolistica caratterizzata da una forte componente casuale, le idee messe in campo dal team sono risultate comunque non prive di un certo fascino. È innegabile, però, che l’interessante comparto multiplayer, non certo un elemento classico per i titoli ruolistici, e soprattutto la caratterizzazione completamente fuori di testa rappresentino la punta di diamante di un titolo da tenere sotto stretta osservazione.

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