Divinity: Original Sin 2 – Nintendo Switch™ 2 Edition
di: Marco LicandroTornare nuovamente su un titolo del calibro di Divinity: Original Sin 2, dopo aver provato quella meraviglia che è Baldur’s Gate 3, sempre di Larian Studios, è un’esperienza che porta con sé emozioni contrastanti.
Non tanto per il valore intrinseco dell’opera (che resta indiscutibile) quanto per il contesto in cui oggi ci ritroviamo a rigiocarla, soprattutto alla luce della nuova generazione di hardware Nintendo.
Da un lato apprezziamo ancora una volta la profondità della giocabilità e le enormi possibilità messe a disposizione dallo studio, in un titolo che al suo tempo abbiamo particolarmente apprezzato. Dall’altro, a distanza di otto anni, i nostri standard si sono inevitabilmente alzati, così come le aspettative sul piano tecnico e sulla resa complessiva dell’esperienza.
Sarò onesto con voi: il primo pensiero che mi è passato per la testa al momento di avviare il gioco su Switch 2 è stato “tutto qui?”.
accettare i cookie con finalità di marketing.
A circa sette mesi dall’uscita della nuova portatile di Nintendo, abbiamo ormai un’idea piuttosto chiara di ciò che questa console è in grado di offrire. Nel caso di Divinity: Original Sin 2 – Nintendo Switch™ 2 Edition non saprei dire esattamente cosa mi aspettassi, ma un miglioramento grafico più evidente sarebbe stato sicuramente gradito. Purtroppo, la resa finale non colpisce quanto sperato.
Rispetto all’edizione originale, su Switch 2 in modalità portatile il frame rate si attesta ancora intorno ai 30 fps, pur risultando più stabile rispetto al passato. Anche la risoluzione non sembra discostarsi in maniera significativa da quanto visto su Switch. Ma è in modalità docked che il titolo riesce invece a sfruttare meglio l’hardware, arrivando fino a 60 frame per secondo e beneficiando di un aumento della risoluzione fino a 1080p, ormai uno standard minimo per chi gioca su monitor o TV 4K.
Si tratta senza dubbio di miglioramenti concreti, resi ancora più apprezzabili dal fatto che l’aggiornamento sia completamente gratuito per i possessori del titolo originale. Un gesto lodevole da parte di Larian Studios, che va sicuramente riconosciuto.
Eppure, nonostante sulla carta questo rappresenti un passo avanti, l’impressione generale resta tiepida. L’aumento di risoluzione aiuta, ma l’immagine nel suo complesso appare spesso sbiadita e poco incisiva, con texture ancora poco nitide e una resa visiva che dà l’idea di trovarsi di fronte più a un intervento tecnico mirato alla fluidità e all’upscaling dell’immagine partendo dalla base di Switch, anziché da quella di Playstation o Xbox.
I caricamenti risultano leggermente più rapidi, e il gameplay nel complesso è più fluido, ma avendo già provato il gioco su console come Xbox One, il divario visivo resta evidente ancora oggi.
Questo pesa soprattutto se si considera cosa Switch 2 è stata capace di fare con produzioni ben più complesse, o con titoli che hanno beneficiato di aggiornamenti sostanziali al punto da sembrare quasi un altro gioco.
Il trattamento riservato a Divinity: Original Sin 2 risulta quindi piuttosto basilare. È vero, si tratta di un aggiornamento gratuito, e questo attenua in parte le critiche, ma non le annulla del tutto. Sarebbe stato interessante vedere un intervento più deciso, magari con il supporto alla modalità mouse o con un comparto visivo più incisivo, elementi che avrebbero reso più giustificato e stimolante il ritorno a una saga che rimane, in ogni caso, splendida.
Sta quindi a voi decidere se tornare a giocarvi in portatile, nonostante una grafica un po’ spenta.