Dark Souls II: i DLC delle corone perdute - Articoli

Reputate la vostra vita priva di vere sfide? Secondo voi la morte è soltanto un'amica con cui ballare un tango appassionato? Non vedete l'ora di affrontare quanti più nemici possibili a testa alta? Allora i DLC di Dark Souls 2 potrebbero essere ciò che fa per voi: tre imprese, una più ardua e articolata dell'altra, perfette per tornare nelle terre virtuali di uno dei giochi più difficili degli ultimi tempi.
Se non ci credete, leggete la recensione di Console-Tribe a cura di Giorgio "Nadim" Catania e... tremate!

Dark Souls 2 si è rivelato un valido prodotto. Avvincente, lungo, ben strutturato, ma non così difficile come era lecito aspettarsi. Un interessante secondo capitolo della saga, ma non entusiasmante quanto il primo – almeno per chi scrive queste righe. Nonostante ciò il successo del gioco è stato grande, e i ragazzi di From Software hanno pensato bene di sfornare tre ricchi DLC. Espansioni che non solo vanno ad arricchire il background storico del titolo, ma anche il numero e il tipo di oggetti ed equip ottenibili, nonché i nemici da affrontare. Il tutto costringendo il giocatore ad esplorare location che, come è lecito aspettarsi dalla serie, lasciano in più di un’occasione a bocca aperta. Scopriamo assieme se il pacchetto di questi tre DLC vale la pena di essere acquistato e affrontato, metro dopo metro, anima dopo anima, morte dopo morte.

Questioni davvero spinose…

Crown of the Sunken KingCrown of the Old Iron KingCrown of the Ivory King. Questi i rispettivi nomi del primo, secondo e terzo DLC di Dark Souls 2. Tre espansioni che offrono ambientazioni inedite, raggiungibili da precise aree visitate in precedenza nella campagna principale. E che, al contrario di quest’ultima, mettono davvero – e finalmente – il giocatore alla prova. Come? Grazie a nemici resistenti e parecchio pericolosi, aree colme di trappole, boss tutt’altro che amichevoli. E una cattiveria di fondo che ricorda molto quella del leggendario Demon’s Souls – ripresa soltanto in certi frangenti dal primo Dark Souls.
Ma entriamo un po’ più nel dettaglio…
In Crown of the Sunken King il giocatore deve esplorare una zona sotterranea in cui sono stati edificati misteriosi e pericolosi templi, collegati tra loro da ponti sospesi o corridoi minacciosi. Ovviamente basta muovere un solo passo nella direzione sbagliata e la morte arriva inesorabile e violenta. Sottoforma di spettri quasi invulnerabili, abomini che cercano di avvelenare il malcapitato eroe, voragini che conducono ad abissi senza fine, spuntoni che fuoriescono dalle pareti e trafiggono come giganteschi spiedi. Nemmeno fossimo in un film di Indiana Jones
In Crown of the Old Iron King, l’elemento dominante è il fuoco. Un fuoco tanto purificatore quanto assassino. Ecco quindi altre trappole, mortali quanto quelle viste nelDLC precedente, o nemici con una grande propensione per comportamenti kamikaze ed “esplosivi”. In fondo le fiamme sono una costante negli scontri, nell’esplorazione, e in ogni angolo dell’ambientazione che si visita. E la difficoltà, se non si procede con la giusta cautela e non si combatte con un po’ di astuzia – astuzia ormai di sicuro maturata dai veterani della serie – è in grado talvolta di raggiungere picchi quasi insopportabili.
In Crown of the Ivory King, il giocatore è invece messo alla prova all’interno di una location nevosa grande, formata da zone davvero spaziose rispetto alla norma, che però nasconde avversari micidiali – oltre che tesori degni di nota. Ed è proprio questa caratteristica, in altre parole, uno dei punti di forza della terza espansione: avere a disposizione aree bianche di così ampio respiro, rispetto ai claustrofobici corridoi a cui si è abituati, può far cadere in errore molti avventurieri, intenti a proseguire lungo il cammino con sicurezza malriposta. Le morti quindi fioccano abbondanti come la neve che ricopre questi paesaggi desolati, perlomeno durante le prime incursioni. Ma basta usare un po’ di accortezza e attirare un nemico per volta, e il viaggio si rivela meno complicato di quanto si possa pensare.

Tre corone per domarli…

Acqua, fuoco e ghiaccio. Questi sono gli elementi principali che contraddistinguono le tre espansioni. Ovviamente i nemici che si incontrano in ognuna di esse variano, adattandosi piuttosto bene al contesto. La ricchezza di rivali che si affrontano quindi è piuttosto alta, e imparare a combatterli al meglio richiede tempo o concentrazione. E si deve fare tutto ciò facendo allo stesso tempo molta attenzione a dove si mettono i piedi e a dove si vuole andare. Infatti i ragazzi di From Software hanno deciso di fare le cose per bene, riproponendo location che sono unite spiritualmente da un’intrinseca labirinticità. Labirinticità che ricorda alcune delle migliori ambientazioni viste nei passati titoli delle serie Souls, capace di spiazzare i giocatori meno esperti. In altre parole per proseguire non si può sperare di avanzare in semplici corridoi, ammazzando i nemici che si incontrano – cosa peraltro ben più facile a dirsi che a farsi. Bisogna invece usare un po’ le meningi, controllare la direzione imboccata, fare attenzione a non poggiare i piedi nei punti sbagliati, attivare leve che sblocchino nuove vie, decidere i percorsi migliori da imboccare, essere consci che dietro ogni angolo ci sia una potenziale imboscata… in altre parole bisogna proseguire facendo molta, molta cautela. Pena una morte che può costare migliaia di anime e parecchie arrabbiature.
E la collera e la frustrazione possono aumentare a dismisura quando si affrontano i boss. Perché a questo giro – o meglio dire a questi tre giri, visto che le espansioni sono tre – i mostri “di fine livello” sono ben più agguerriti di quelli incontrati nella campagna principale. Non sperate perciò di farli fuori con la furia di un toro, ma con impegno e sudore. Perché durante questi duelli un errore potrebbe essere anche di troppo. Una pecca però in tale ambito c’è: sebbene i boss più importanti siano ben studiati e caratterizzati, gli altri talvolta peccano di troppa somiglianza con altri già incontrati. E con somiglianza non si intende solo l’aspetto, ma anche mosse e attacchi. Ovviamente questo non è un difetto grosso, però in qualche frangente ci si sarebbe aspettato qualcosa di più dai geni di From Software – capaci peraltro di regalare scorci davvero strabilianti, in questi DLC.
Ad ogni modo, oltre alle difficoltà, non mancano nemmeno le ricompense: nuovi oggetti ed equip – alcuni davvero interessanti – vi attendono con ansia, pronti per essere utilizzati contro tutti quei mostri che non vedono l’ora di farvi la pelle. Se a tutto questo unite la soddisfazione che si trae nel completare con successo le varie espansioni – impresa che richiede più ore per ogni singolo DLC – il risultato è a dir poco soddisfacente.

Tanto, tanto tempo fa, in una terra dimenticata…

Non si può che fare un plauso agli sviluppatori: sono riusciti a confezionare tre DLC davvero interessanti e ricchi, ad un prezzo accettabile visto il rapporto costo/qualità – obiettivo spesso non raggiunto da molte altre software house, oggigiorno. Queste espansioni non sono semplicemente un more of the same, ma qualcosa di più. Approfondiscono la storia del regno maledetto che si è deciso di calcare, propongono sfide impegnative e dal giusto gusto masochista, stupiscono il giocatore con luoghi che infondono sensazioni contrastanti, di ammirazione e al tempo stesso di terrore. Ecco quindi che le terre dannate che si visitano, un tempo splendenti ma che adesso sono ridotte alla rovina, diventano le vere protagoniste. Ma non rubano la scena agli esseri che le abitano, capaci ancora una volta di strappare imprecazioni e di costringere a faticare per avanzare.
Se quindi si ha la voglia e la determinazione di mettersi alla sfida, non ci si è ancora stufati di Dark Souls 2 e si vogliono passare ancora svariate ore nel tentativo di non morire e avanzare un passo alla volta verso la meta finale, questi DLC fanno per voi, cacciatori di anime. Perché affascinano come poche volte succede con dei contenuti aggiuntivi di un gioco.
Quindi, se dentro di voi covate un ardente desiderio di morte, accettate questa sfida e preparatevi a perdere anime. Perché le missioni delle tre corone sapranno soddisfarvi. In attesa, magari, di mettere le mani sul sempre più vicino Bloodborne

2 Commenti a “Dark Souls II: i DLC delle corone perdute”

  1. glenkocco on

    ogni tanto pare che i DLC siano anche un "buon" aquisto :asd: non mi andranno MAI a genio, ma almeno se sono cose fatte bene e corpose un pensiero all'acquisto si può anche farlo :asd:

  2. adenosina on

    Anche io normalmente sono contro i dlc, ma quelli di una certa qualità come questi valgono l'acquisto perché espandono realmente la longevità del gioco oltre che aggiungono una certa sfida in più. .. io mi azzarderei addirittura a paragonarli alle vecchie espansioni

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.