Andrea Vesnaver - Articoli

1. Ciao Andrea! Presentati ai nostri lettori e spiega loro come sei entrato nel mondo del cosplay.

Ciao Lettori ! Sono Andrea, conosciuto anche come Re Vega, ho iniziato nel 2006 capitando per caso al Lucca Comics.

1. Ciao Andrea! Presentati ai nostri lettori e spiega loro come sei entrato nel mondo del cosplay.

Ciao Lettori ! Sono Andrea, conosciuto anche come Re Vega, ho iniziato nel 2006 capitando per caso al Lucca Comics.

2.  Nel cosplay i meno giovani sicuramente non mancano. Hai quasi 41 anni, come ti vede la tua famiglia e soprattutto i tuoi bimbi? Trasmetti loro la tua passione? A quando un cosplay di gruppo?

Gentile a girare il coltello nella piaga…mia moglie mi vede come un caso disperato, i miei bimbi come l’eroe campione del mondo. Un cosplay di famiglia…si, ci sto meditando in effetti. 

3. Da dove è nata l’idea di costruire il robot che ti ha portato alla vittoria al Romics, prima, e al World Cosplay Summit, dopo?

Io e Massimo abbiamo una passione smodata per Go Nagai, quindi anche senza alcuna possibilità di vincere (ce ne hanno dette di tutte i colori : “i robot sono goffi” , “non vi si vede in faccia”, ” non funzionerà” etc etc) abbiamo deciso di fare comunque dei mecha. Massimo adora Mazinkaiser, io Goldrake. Il Generale Nero è arrivato dopo perchè una volta passate le preselezioni ci siamo convinti che il nostro spin-off Goldrake vs Mazinkaiser non avrebbe funzionato (e non ci avrebbe dato punti preziosi) . 

4.  Quanto tempo hai  impiegato per completarlo? Quanto tempo dedicavi a settimana sul progetto?

Il generale è nato in 9 mesi circa. Goldrake in molto più tempo, ma le tecniche imparate col primo hanno accelerato il secondo. 3-4 orette la sera/notte, quasi tutti i giorni. 

5.  Quali sono i materiali che occorrevano? Quanto hai speso all’incirca?

Il generale nero è fatto in gran parte di panneli di poliuretano scolpito, rivestito di vetroresina e stuccato, senza stampi o tecniche complicate. Con 700 euro diciamo che si fa.

6.  Spiegaci come hai realizzato la testa del robot (materiali, lavorazione, difficoltà…)

Sono partito dal cartone per modellare grezzamente l’elmo. Poi è stato costruito con un foglio di forex da 2mm, veniciato con spray color terra e ripassato a pennello secco con colore micalizzato.  Poi sono passato alla faccia: l’ho modellata con della plastilina, ci ho fatto il calco in gesso e poi ci ho pennellato dentro il lattice. La maschera è stato poi colorata con colori fluo mentre gli occhi sono due pezzi di plexyglass rosso sagomati. Con lo stesso materiale ho creato la gemma che ha sulla fronte, dove dentro c’è un circuito con dei Led bianchi che ho sagomato con la mola visto che hanno forme diverse. Altri led sono dietro gli occhi, mentre sopra sono montati due potenti laser blu. Le corna hanno una ossatura in cartone resinato e fil di ferro, poi schiumato col poliuretano, levigato e rivestito con anelli di foam, scavati col saldatore per aggiunere dettagli. Sopra alcune mani di lattice e infine color oro e nero in aerografia. Il collo è un pezzo di tubo corrugato. Denti in fimo. Direi che c’è tutto.

7.  E il resto del robot?

Come detto, è stato scelto un metodo abbastanza veloce. Si creano dei blocchi di poliuretano incollando assieme i pannelli, si scolpiscono con cutter e carta abrasiva, poi si rivestono in fibra di vetro e resina e infine si stucca per bene e si vernicia in carrozzeria con colori bicomponente professionali.
La gonna è in foam, le grosse borchie sono parti di palline da decoupage.

La faccia sul petto è un’altra maschera in lattice che ho ottenuto compiando il mio viso col gesso,poi ho invecchiato la nuova faccia ottenuta con delle protesi in plastilina e creato un nuovo stampo in gesso. Capelli, barba e baffi sono stati ricavati da una parrucca bianca.

Braccia e Cosce invece sono fatte in foam, imbottite di gommapiuma, dentro le braccia ci sono delle ossa realizzate con dei tubi di pvc. 
Le scarpone sono una struttura di fibra di vetro con una suola in eva.

8.  Cosa ci puoi dire di queste? A cosa servono? 

Dovevano essere un meccanismo per fare uscire i manici delle spade dalle spalle del mazinkaiser…ma ho esaurito il tempo per le sperimentazioni e ho abbandonato l’idea. Peccato.

 


9. Fare cosplay significa anche dare un utilità a tutte quelle vecchie cose che in casa un utilità non hanno più. Ma per realizzare i vostro robot avete anche utilizzato una scatola per pizze da asporto 

 

 UNA ? Decine e decine di scatole ! E’ il mio materiale preferito. Costa poco, a casa mia se ne trova in abbondanza, ed è il materiale ideale per prototipi e come supporto
per le mie immancabili vetroresinature…. E poi mi piace l’idea che in ogni costume che faccio ci sia un pezzo di cartone che ha contenuto una italianissima pizza che ho mangiato ! Fetishpizza !

10.  Stare in un robot così ingombrante non deve essere molto comodo, anche per via del peso che hai addosso. Quali sono le complicanze che hai trovato nella realizzazione? Hai dovuto apportare modifiche per alleggerire il tuto?

Il costume è molto più leggero di quanto sembri, anche perchè purtroppo una volta finiti i costumi mi sono accorto che erano di qualche kg più pesanti di quanto ammesso per regolamento al wcs. Così alcune parti sono state buttate e rifatte, altre scarnificate e rivestite di foam, altre svuotate, per un peso di soli 17 kg circa per costume.

 

11.   Cosa dicono i bambini alle fiere quando ti vedono passare accanto nel robot? E’ mai successo che ti scambiassero per un personaggio dei loro cartoni animati pensando che fosse vero?

Piangono o rimangono muti e immobili quelli più piccoli. Altri mi scambiano per un transformer e mi chiedono di diventare un camion. Ogni tanto mi immobilizzo per qualche minuto e poi spavento la folla che si è radunato pensando che sia un action figure gigante. E’ divertente.

12.   Come ci si può qualificare ai World Cosplay Summit? Come hai passato gli ultimi mesi in attesa del grande evento giapponese? Pensavi di vincere o è stata una sorpresa?

Ci si qualifica senza lasciare niente al caso, con una scenetta convincente, con dei costumi impeccabili, una traccia audio realizzata con cura e qualche buon effetto speciale. Sicuri del risultato non si può mai essere, ma c’è stato dietro tanto tanto lavoro, per cui siamo contenti che il risultato di tante fatiche sia stato capito. No, non credevo di vincere al wcs, le altre esibizioni erano più fluide e dinamiche. Ma noi avevamo dei costumi alti 2 metri e mezzo…e dei fottuti laser. Niente può battere i raggi laser. 

13.   Sicuramente la vittoria al World Cosplay Summit ha portato tanta popolarità. Prima però eravate poco conosciuti al pubblico: cosa speri di ottenere da questi primi mesi da vincitore? Speri di poter girare il mondo, di fiera in fiera, invitato come ospite speciale o giudice di gara?

Si in effetti è così. Però ho scoperto che molto spesso le spese non sono pagate e allora, se devo girare il mondo a mie spese, tanto vale che faccia il turista dove e quando voglio io. Comunque ho in programma un paio di fiere all’estero, per ora.

14.   Insieme a Massimo Barbera formate il duo RoboticPizza. Come è nato questo nome?

Dal cartone della pizza di cui sopra e perchè PIZZA è un nome italiano famoso in tutto il mondo. Robotic…beh quello si capisce, no ? 

15.   Progetti per il 2014? Cercherete di proseguire sulla scia dei robottoni o esplorerete altri tipi di personaggi?

Voglio esplorare nuove tecniche, ho già qualche idea. Ma credo che queste idee mi porteranno a finire la prossima opera nel 2015. Sarà comunque un costume per una performance come singolo e ancora un robot. 

16.   Un saluto ai nostri lettori e grazie mille per la tua disponibilità.

Ciao lettore, grazie per avere letto fin qua in fondo. 

2 Commenti a “Andrea Vesnaver”

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