Alan Wake’s American Nightmare - Anteprima

Apprezzato da pochi e compreso da ancora meno, Alan Wake ora è pronto a tornare in azione con quello che parrebbe essere a prima vista un nuovo spin-off che, sebbene non sia il fantomatico Alan Wake 2 di cui tanto si è vociferato, promette un'ambientazione e delle meccaniche totalmente inedite per coloro si fossero già avventurati con lui negli oscuri boschi di Bright Falls. Accendete la torcia e seguiteci.

Il primo Alan Wake è stato senz’altro uno dei progetti più ambiziosi e controversi tra quelli che hanno fatto capolino su Xbox 360 dalla sua uscita ad oggi. A opera dei mai troppo lodati Remedy, il “thriller piscologico d’azione” liberamene ispirato alla serie cult Twin Peaks e condito con una buona dose di Shining e Stephen King, si è dimostrato un titolo più che valido e ben sceneggiato, minato in parte dalla mole eccessiva di hype che circondava il progetto, per via di un periodo di gestazione di ben 5 anni.
Apprezzato da pochi, compreso da ancora meno, il noto scrittore ora è pronto a tornare in azione con quello che parrebbe essere a prima vista un nuovo spin-off che, sebbene non sia il fantomatico Alan Wake 2 di cui tanto si è vociferato, promette un’ambientazione e delle meccaniche totalmente inedite per coloro si fossero già avventurati con lui negli oscuri boschi di Bright Falls.

Alan, wake up

Nonostante i dettagli relativi alla trama appaiano ancora alquanto oscuri e fumosi, è certo che Alan Wake’s American Nightmare continuerà la storia dove l’avevamo abbandonata coi DLC rilasciati dopo l’uscita del primo capitolo. Alan è ancora intrappolato nel Luogo Oscuro in seguito agli eventi di Cauldron Lake e, per qualche motivo si ritroverà a vivere in prima persona gli eventi di uno dei suoi primi lavori quando ancora faceva lo sceneggiatore televisivo: Night Springs. Più Robert Roodriguez che David Lynch, questo sceneggiato ambientato tra sogno e realtà nella mitica Route 66 si contraddistingue – da quanto abbiamo avuto modo di apprezzare nell’episodio precedente – per un gusto e un’ambientazione più votati allo splatter e ai classici d’exploitation che non al mistero e al thriller. Lungo questo scenario si muove un rinnovato Alan dal look più duro e puro. Appesa al chiodo l’indimenticabile giacca di tweed, il noto scrittore si presenta ora vestito di tutto punto con un’agreste camicia a quadri in flanella, decisamente più in linea con il nuovo setting dell’azione. Insieme a lui appariranno tutta una serie di vecchie conoscenze, tra cui l’antagonista Mr. Scratch, enigmatico doppleganger di Alan che aveva fatto una fugace apparizione nelle battute finali dell’episodio originale, la moglie Alice e l’agente Barry. Nonostante la presenza di gran parte del cast che ha reso celebre l’originale, Remedy ha promesso una linea narrativa totalmente slegata e gustabile anche da chi non avesse avuto modo di addentrarsi nei boschi di Bright Falls.

Dal tramonto all’alba

Cambio totale di rotta non solo per quanto concerne il comparto stilistico e narrativo, ma anche per quello prettamente ludico. Il filmato rilasciato ai VGA e i seguenti, infatti, hanno messo in mostra una rinnovata componente action, accostando il titolo a uno degli ultimi episodi di Resident Evil, dal 4 in poi. Da quanto è stato possibile osservare, i nemici saranno ora più numerosi, più aggressivi e meno umani, così come sarà maggiore il numero di armi a disposizione e la loro importanza ai fini del gameplay. Nonostante la luce si riveli sempre l’aiutante più prezioso, la maggiore varietà di bocche da fuoco e dei nemici incideranno pesantemente sull’equilibrio di gioco, trasformando le rocambolesche fughe tra i boschi a cui eravamo abituati in vere e proprie carneficine, come quelle apprezzate nella parte finale dell’avventura precedente. Immancabile, dunque, la presenza della sempiterna modalità Orda, denominata qui “Fight Till Dawn” che, come suggerisce il nome, vedrà i giocatori impegnati a resistere contro diverse ondate, sempre più forti e numerose, di esseri oscuri fino alla fatidica alba.
Restano vaghe invece le informazioni sulla struttura dell’avventura principale che, sempre stando alle dichiarazioni rilasciate, dovrebbe presentare un approccio più Open World del predecessore (formula che, i lettori più attenti ricorderanno, doveva essere impiegata anche per l’originale fino alla smentita del 2008) con un ambiente di gioco liberamente esplorabile e le varie zone interconnesse fra di loro.

Luce. Motori. Azione!

Sempre sulla scia del cambiamento, Remedy ha tenuto a precisare come anche il motore grafico di gioco abbia subito un’evoluzione, presentando ora una rinnovata gamma di colori più accesi, per adattarsi meglio alla nuova ambientazione. Questo, unito alla già eccezionale modellazione dei personaggi di cui si fregiava l’originale Alan Wake, non può che essere un’ottima notizia. Buone nuove anche sul fronte audio, che abbandona in parte le soffuse e angoscianti melodie ora fuori posto, per abbracciare un stile più “pulp”, maggiormente adatto al tono dell’avventura (ricordate l’assalto alla casa di cura con gli Old Gods Of Asgard in sottofondo?), come dimostrato dalla presenza di Club Foot dei Kasabian.
Ma veniamo ora a un elemento fondamentale di questo nuovo episodio, perché forse non tutti sanno che il nuovo Alan Wake’s American Nightmare sarà distribuito esclusivamente attraverso i canali digitali di Xbox Live. Una scelta bizzarra e, per certi versi, discutibile per un titolo di tale portata, ma considerata “necessaria” per i ragazzi di Remedy secondo cui il Digital Delivery rappresenta il canale di distribuzione ideale (forse anche a causa delle vendite sotto tono della precedente iterazione). Tuttavia, vista la bontà e la maestria con cui sono stati diretti i 2 Download Content post game (per certi versi e situazioni persino migliori dell’avventura principale grazie a tutta una serie di tematiche e trovate ludiche innovative garantite dal particolare setting), le nostre aspettative sono riposte in mani più che buone.

Rimane solo da verificare l’effettiva durata di questo nuovo progetto che, alla luce della sua natura digitale, promette di attestarsi sulle 5 ore circa per quanto concerne la sola avventura principale. Non male se si considera il prezzo a cui viene venduto il gioco (1200 MSPoints, circa 15 euro) e totalmente in linea con quanto offre la concorrenza sul Marketplace.

Departure

Alan Wake è stato un esperimento molto coraggioso che, tuttavia, ha anteposto il proprio estro creativo e la voglia di narrare una storia a un gameplay un po’ goffo e decisamente ripetitivo. Se Remedy riuscirà a limare questi difetti grazie a situazioni di gioco più varie e alla svolta “action” adottata in questo spin-off, ci sono tutte le premesse per un ottimo titolo in grado di rivaleggiare coi blockbuster retail tripla A. Non ci resta che attendere il 15 febbraio per scoprire nuovamente l’orrore sulla nostra pelle.

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