LEGO Marvel Super Heroes 2 - Recensione

Da anni il brand LEGO viene utilizzato per creare avventure a tema, per più piccoli e non, utilizzando i più noti nomi del mondo cinematografico: l’arrivo del terzo capitolo degli Avengers sul grande schermo previsto per il prossimo anno ha fornito l’assist perfetto a TT Games per sfornare la seconda iterazione del suo LEGO Marvel Super Heroes. Sarà bastato l’enorme numero di super eroi disponibili a ringiovanire una formula che comincia a sentire il peso dell’età?

Che ore sono, Kang?

La nostra avventura comincia in compagnia dei Guardiani della Galassia intenti a fermare il malvagio Kang: quest’ultimo vuole infatti sottomettere tutti i pianeti conosciuti forte delle sue armi temporali e della sua iconica nave a forma di spada. Dopo aver seminato distruzione e anomalie temporali in giro per la galassia, Kang ha deciso di muoversi verso il nostro amato pianeta, riconosciuto come la più grande minaccia per i suoi piani di conquista. Ad accoglierlo troverà l’immenso roster di super eroi dei fumetti Marvel, che include tutti i più paladini della giustizia, ma anche qualche piacevole sorpresa. Il numero e la varietà di super eroi disponibili è sicuramente uno dei grandi pregi della produzione TT Games, che riesce a caratterizzare ogni personaggio con le sue abilità: volare con Iron Man è unico, così come gironzolare per la città con le ragnatele di Spider Man o combattere con Rocket e Groot. La varietà dunque non manca, e nonostante il clima piuttosto spensierato la campagna si lascia giocare con piacere, con i soliti dialoghi ironici e simpatici delle produzioni dedicate ai LEGO. Certo non aspettatevi picchi narrativi o colpi di scena incredibili, perché chiaramente ci troviamo di fronte ad una trama alquanto scontata e lineare, ma dato anche il target di pubblico al quale il gioco mira (principalmente pre adolescenti) la storia ambientata in una stravagante Chronopolis tutto sommato funziona. Chronopolis appunto: una volta che Kang arriva sulla terra, trasforma la tanto adorata Manhattan in una alquanto bizzarra città mista di varie ambientazioni temporali (dal Far West ad Asgard, fino all’antico Egitto e all’Inghilterra medievale) attraverso le quali i nostri eroi dovranno fermare il pericolo villain. Al netto di una rappresentazione simpatica, non si può certo dire che Chronopolis sia un’ambientazione che lasci a bocca aperta: gli scenari sono colorati e poco più, non dando mai quella sensazione di wow alla quale un titolo del genere, data la potenza delle console di oggi, potrebbe ambire. Approfondiremo nel dettaglio tutto ciò che riguarda il gameplay più avanti, ma concludiamo con una nota positiva il paragrafo storia: il doppiaggio. Se è vero che non sono presenti i doppiatori dei film, il livello della produzione resta comunque davvero di ottima fattura, dando quella nota di divertimento in più grazie ad un’ottima interpretazione tanto ironica quanto divertente dei super eroi.

Siamo già passati da qui?

Veniamo alla nota dolente del gioco: la monotonia. Abbiamo parlato della grande varietà dei personaggi presenti e delle abilità che li caratterizzano, ma nonostante questo porti ad una verticalità del titolo piuttosto avanzata, le meccaniche sono le solite viste fino ad adesso. Raccogliere monetine, trovare i mini kit, sbloccare personaggi e mattoncini power up, davvero nulla di nuovo. Fanno eccezione alcune modalità di cui parleremo più avanti, ma il senso di more of the same per chi ha giocato diversi titoli LEGO targati TT Games si avverte tutto fin dalle prime fasi di gioco. Non bastano delle minime novità come una luce che indica le azioni da svolgere o le costruzioni da realizzare piuttosto che alcune modalità particolari a dare una sufficiente ventata di freschezza: ci troviamo ancora una volta davanti al solito gioco LEGO, questa volta con i super eroi come protagonisti. La formula che ha reso i giochi dei mattoncini più famosi del mondo un grande successo nel panorama videoludica sta cominciando a scricchiolare in maniera piuttosto rumorosa sotto il peso degli anni che si fa sempre più gravoso. Al pari di un gameplay monotono entra in gioco anche un level design sì strutturato, ma che non riesce mai a lasciare il segno in maniera evidente: gli scenari sono colorati e ben animati, ma si portano sempre dietro un alone di anonimia che impedisce al lato artistico di spiccare il volo. Restiamo comunque davanti a dei livelli tutt’altro che banali e che anzi tendono ad esaltare la grande mole di personaggi giocabili, invogliando il giocatore a ripercorrere i livelli superati per scoprirne tutti i segreti, così come ottime sono le boss battle al termine di ogni capitolo della storia principale tutte uniche e diverse tra loro, certo è che manca quel pizzico di novità per far tornare la voglia di esplorazione delle prime grandi avventure LEGO giocabili. Tornando agli aspetti legati al gameplay, ogni personaggio offre un’abilità speciale attivabile premendo due volte (o tenendo premuto) B: Iron Man e Thor possono così volare, Capitan America lanciare il suo scudo, Groot trasformarsi in baby o adulto e perfino consentire a Rocket di scatenare il suo incredibile arsenale. I comandi sono solidi e affidabili, privi di grossi lag o imprecisioni forti di un collaudo continuo che li rendono praticamente perfetti. Le fasi open world costituiscono l’elemento sicuramente più divertente del gioco, dove poter sfruttare appieno personaggi come Iron Man e Spider Man, andando in giro per Chronopolis a svolgere anche le quest secondarie, estremamente povere in numero e varietà, che comunque tendono a riempire in maniera soddisfacente gli spazi tra un capitolo e l’altro della storia principale. La cooperativa si arricchisce con due nuove modalità che si aggiungono al noto, e amatissimo, schermo condiviso: Contrasto di colori, una specie di battaglia a squadre uscita direttamente da Splatoon in versione LEGO, dove dobbiamo colorare quanto più spazio possibile con il nostro colore entro lo scadere del tempo e Cattura le Gemme dell’Infinito, dove dovremo collezionare gli antichi manufatti e sconfiggere i nostri nemici per ottenere dei bonus. Modalità simpatiche se in compagnia, ma come detto assolutamente insufficienti per portare la novità che il brand necessità.

Mattoncini, quasi, splendenti

Un’altra nota dolente, sinceramente inaspettata, deriva dalla componente tecnica del gioco: chi scrive ha recensito il titolo su Xbox One X e vedere i nostri super eroi scorrazzare a 30 FPS sia in 4K che in Full HD fa storcere non poco il naso, soprattutto considerando, come sottolineato in precedenza, la non particolare complessità degli scenari. Al netto di un frame rate granitico, è fastidioso constatare la costante presenza di pop up durante le scene di maggior concitazione nonostante, diciamocelo chiaramente, non ci si trovi davanti un gioco graficamente pesante e che nemmeno implementa una fisica particolarmente complessa. Una nota positiva è rappresentata dai colori e dalle animazioni dei personaggi entrambi ottimi, mentre il sonoro fa la sua parte senza mai raggiungere picchi eclatanti, ma nemmeno clamorosi tonfi. Insomma un risultato discreto al netto di qualche, fastidiosa, incertezza nei momenti di caos.

Conclusioni

Lego Marvel Super Heroes 2 è un more of the same che diventa ripetitivo dopo non molte ore di gioco, non riuscendo a rinnovare quella formula che ha sì riscosso tanto successo, ma che ormai mostra tutti i segni della sua dorata vecchiaia. C’è bisogno di novità più corpose già a partire dal prossimo capitolo, sia per quanto riguarda la progressione, ormai invariata da anni, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico/artistico: Mario Odyssey ha raggiunto nuove vette in questo campo e da quest’ultimo la saga LEGO deve assolutamente trarre ispirazione per tornare in forma più splendete che mai. Sufficienza abbondante per TT dunque, con l’invito di non adagiarsi troppo sugli allori poiché può, e deve, fare di più

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