Death Road to Canada - Recensione

Dopo il grande successo ottenuto su Steam e sui dispositivi mobile, Noodlecake Studios ha deciso di portare Death Road to Canada anche sulle home console, cercando di massimizzare in questo modo la popolarità del titolo. Abbiamo avuto la possibilità di recensire il gioco su Nintendo Switch che, grazie alla sua portabilità, rappresenta probabilmente il supporto ideale per assaporare il prodotto sia comodamente seduti sul divano giocando collegati al televisore sia nella sua originale concezione, giocando in qualsiasi altro posto in modalità portatile. Non ci siamo solo molto divertiti, ma abbiamo speso decine di ore senza mai annoiarci per completare il nostro viaggio. Cinture allacciate e armi in mano: si parte con la nostra recensione verso il Canada!

Non è un paese per zombie

Il curioso titolo svela istantaneamente quale sia l’obiettivo del gioco: con gli Stati Uniti oggetto di una pervasiva invasione zombie, l’ultima speranza di sopravvivenza è costituita dal Canada, terra libera dagli infetti e sogno di salvezza dei protagonisti. Per arrivarci occorrono appena 15 giorni (nelle modalità standard) di viaggio. Facile giusto? Ovviamente no, perché sulla Death Road tutto può succedere: proprio quando sembra di avere la vittoria in pugno, un piccolo evento è sufficiente per ribaltare le sorti della partita. Ma andiamo con ordine: il gioco offre diverse modalità con le quali cimentarsi, ma tutte presentano lo stesso principio: il gioco è generato in maniera procedurale con luoghi esplorati, incontri ed eventi che sono del tutto casuali e senza un ordine prestabilito. Questo perfetto mix tra sistema procedurale e casualità riesce a creare partite praticamente sempre differenti tra loro, ognuna con la propria storia, i propri incontri e i propri colpi di scena. Il risultato è semplicemente stupefacente, riuscendo così a suscitare la voglia di giocare almeno fino al completamento della storia (tutt’altro che banale) ma senza proporre una storia vera e propria, il tutto condito da un’ironia esilarante che mantiene assolutamente leggera l’atmosfera del gioco. Una soluzione maestosa che risalta il talento degli sviluppatori, capaci di creare qualcosa di mai ripetitivo e noioso con poche battute ed eventi. Il tutto è reso ancora più interessante dal tipo di partita che si intende affrontare: possiamo giocare in modalità normale dove tutto, anche i personaggi, sarà casuale, oppure scegliere la modalità personaggi familiari, che permette di utilizzare i personaggi che abbiamo creato (approfondiremo dopo l’editor) o ancora giocare con i personaggi famosi più conosciuti nel mondo.

A questo si aggiungono delle varianti più leggere o estreme, fino ad arrivare alla difficoltà K*E*P*A, sbloccabile solo terminando almeno una volta tutte le modalità più difficili, sboccabili a loro volta terminando almeno una delle modalità standard. Le partite di 15 giorni durano in media dalle 2 alle 3 ore, ma difficilmente si riesce a completare il gioco alle prime run, cosa che grazie all’azzeccatissimo gameplay e all’ottimo sistema procedurale sprona il giocatore a tentare fino al raggiungimento dell’obiettivo, che come in rari casi regala davvero una soddisfazione enorme. Death Road to Canada è la dimostrazione che non servono chissà quali storie per appassionare il giocatore (ben vengano quando ci sono, sia chiaro) ma di come un’idea semplice, curata fin nei minimi dettagli e ingegnosamente in grado di offrire un’incredibile varietà, sia capace di catturare l’attenzione del giocatore andando ben oltre al semplice effetto di wow iniziale. E noi non possiamo fare altro che elogiare il risultato, che ha superato di gran lunga le nostre aspettative, convincendoci dell’assoluta bontà del gioco.

La caccia è aperta

Un’altra delle caratteristiche che sicuramente rappresenta un plus dell’esperienza è la creazione dei propri personaggi: non si tratta di creare solamente i due protagonisti, ma abbiamo la possibilità di creare un massimo di 100 personaggi, i quali poi saranno casualmente scelti (starter a parte) per accompagnarci nella nostra spedizione. Ciò che ci ha sorpreso non è tanto l’editor estetico dei personaggi, immediato e semplice da usare, ma la profondità della componente RPG della classe assegnabile: ogni personaggio è contraddistinto da due tratti, una classe vera e proprio e un tratto che li specializza. Esempi di classe sono il meccanico, il medico e l’amico degli animali, mentre per quanto riguarda i tratti abbiamo ad esempio l’esploratore, chi ha il sonno facile, il bandito e così via. Le combinazioni possibili sono davvero moltissime e questo da una profondità al gameplay incredibile, perché ben presto vi accorgerete giocando che non si può stare senza un medico  così come, essendo la macchina il mezzo di trasporto, avere un buon meccanico sia fondamentale. Ma allo stesso tempo avere un esploratore garantirà meno zombi e posti più ricchi di provviste, mentre essere atletici permetterà ai nostri personaggi di correre al meglio, così come sapersi riposare in ogni occasione potrebbe rappresentare la chiave di svolta. Le possibilità sono insomma davvero infinite e la cosa incredibile è che gli sviluppatori hanno dimostrato tutto il loro talento riuscendo a bilanciare in maniera encomiabile tutte queste classi in modo da non avere tratti che garantiscano quasi in automatico il successo.

A tutto questo aggiungiamo gli eventi casuali che ci verranno sottoposti che spesso richiedono un’attenta comprensione nonostante la presentazione dall’apparenza spiritosa, perché mandare un medico a cercare provviste in un campo pieno di zombie che dormono potrebbe essere un grave errore, così come contrastare dialetticamente un gruppo di banditi con un meccanico potrebbe non essere una scelta saggia. Un altro aspetto importante è dato dalla crescita dei personaggi: aldilà del morale che ne può influenzare le prestazioni, ogni personaggio parte con delle caratteristiche base che, aldilà di quelle fornite dalla classe, hanno un livello ignoto, ma che è possibile far crescere se si sottopongono i personaggi a prove crescenti: in questo modo è possibile rendere polivalenti i nostri eroi in modo da riuscire a coprire sempre più aree scoperte, in modo da essere pronti per ogni evenienza. A questo si aggiungono un altro buon numero di classi e tratti sbloccabili attraverso i punti zombie, che sono ottenibili durante la storia, con cui si possono ulteriormente ampliare le possibilità in fase di creazione. Tantissima scelta, tantissima qualità, tantissimo divertimento.

Facciamo a chi stende più zombie?

Come si arriva in Canada? Sopravvivendo. Come si Sopravvive? Uccidendo zombie. Come si uccidono zombie? Questa è una domanda più complessa: alla partenza ci viene data un’arma a personaggio, possiamo mantenere in squadra massimo quattro personaggi contemporaneamente, e in base alla classe l’arma di partenza può essere più o meno buona. In generale questo non è un problema perché in base ai posti che decideremo di esplorare, che si differenziano in base al tipo di oggetti che offrono (ad esempio in una farmacia troveremo prevalentemente kit medici, in super mercato prevalentemente cibo mentre in un negozio sportivo ovviamente troveremo oggetti contundenti), le armi si trovano con una certa facilità e varietà: anche sotto quest’aspetto, Death Road to Canada offre una varietà davvero invidiabile, con tanto di alcune chicche come lanciafiamme o super poteri particolarmente noti ai videogiocatori. Ma sterminare zombie non basta: se si procede semplicemente attaccando, ben presto i nostri personaggi si stancheranno, diventando via via più lenti e meno reattivi (riuscire a riposare durante il viaggio è fondamentale): occorre sapersi regolare, poiché lo scopo non è uccidere tutti gli zombie, ma sopravvivere fino al Canada. Può sembrare banale, ma non lo è affatto. Una dimostrazione di ciò è data dagli assedi e dai dungeon obbligatori: in questi casi, gli zombie sono semplicemente troppi per essere uccisi, cosa che costringerà i giocatori a ragionare bene su come agire, aggiungendo un elemento strategico decisamente importante e divertente.

Soprattutto quando si gioca in due, la tendenza a massacrare e basta i non morti è elevata, ma quando ci si rende conto dei benefici della strategia, ci si converte subito. La salute dei giocatori è gestita in maniera essenziale: stando troppo tempo a contatto con gli zombi si perderanno tacche del cuore e ovviamente appena arrivano a zero, il dado è tratto. Nessun personaggio è fondamentale per il completamento della missione: si può partire con i nostri due preferiti ed arrivare a termine con tutt’altri personaggi, ma l’importante è arrivare. Come fondamentale è non fare gli eroi e evitare il più possibile le sfide casuali, spesso fonte di tragedie evitabili. Il sistema di controllo è essenziale e forse rappresenta uno dei pochi punti deboli della produzione: si usano pochi tasti ed anche se sono funzionali si avverte il fatto che buona parte del controller, grilletti inclusi, non venga utilizzati. I comandi non sono male, ma sicuramente si poteva fare di più. Per quanto riguarda il comparto tecnico, su Switch il gioco gira a 30 FPS solidi e senza cali, ma sarebbe stato sorprendete il contrario visto lo stile piuttosto semplice del gioco. Si respira un’aria retrò a partire dai menu, ma la pixel art implementata non brilla per bellezza o spettacolarità, anche se resta assolutamente godibile. Divertente il sonoro che rappresenta il punto forte della componente artistica.

Conclusioni

Death Road to Canada aveva suscitato un certo interesse in noi figlio del grande successo riscontrato sulle altre piattaforme, ma mai avremmo pensato di trovarci tra le mani una produzione con una tale profondità e vivacità. Nonostante sia una produzione Indie in tutto e per tutto, Death Road to Canada è un gioco che vi terrà incollati per molte ore grazie alla sua proceduralità mai ripetitiva ed alle sue meccaniche profonde da vero RPG. Il lato artistico tende più all’anonimo che ad altro, ma senza sfigurare o pregiudicare quanto di buono ci sia nel titolo, che costituisce senza dubbio una delle sorprese più divertenti del panorama indie. Se cercate una storia degna di nota guardate altrove, se avete voglia di qualcosa di alternativo e appagante è un gioco che fa per voi.

  • Sistema procedurale eccezionale e mai ripetitivo

  • Componente RPG incredibilmente profonda ed importante

  • Usare i propri personaggi rende tutto decisamente più spassoso

  • Difficilmente ci si annoia

  • Pixel art e relative animazioni non delle migliori

  • Controller utilizzato in minima parte: si poteva fare di più

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.