Spider-Noir
di: Andrea CamprianiPresente le stanze fumose, i cappotti, i bar più malfamati non di Caracas, ma della New York degli anni trenta in pieno proibizionismo, dove da un attimo all’altro t’aspetti di imbatterti nella ghigna©™® di Humphrey Bogart? Tipo.
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Investig-attore depravato
Misto Bugs Bunny per stessa ammissione del protagonista di Spider-Noir serie composta da 8 episodi da una quarantina di minuti cad. duplicemente disponibili dal 27 maggio 2026 su Amazon Prime Video. In b/n, dunque. Non solo…
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E insomma questa è già la prima delle ganzate preannunziate da tempo cioè la possibilità di visione in Autentico b/n o True hue a colori di questo titolo la cui storia si svolge appunto in un multiverso alternativo una quindicina di anni post Grande Guerra (ndr 1915-1918), in cui Ben Reilly (Nicolas Cage) è un reduce e adesso è un Detective Privato in piena crisi: da 5 anni ha perso la amata Ruby (Amanda Schull) il perchè non ve lo scrivo, ma vi basti sapere che il nostro è sì elegante come da dress code richiesto, ma altresì diversamente sobrio. E qui mi direte, eh vabbè allora è proprio un noir, oltretutto c’è la femme fatale, la cantante-diva Cat Hardy (Li Jun Li).
Nel locale del boss irlandese Finn Byrne – Silvermane (Brendan Gleeson)
Epperò oltre al genere noir, c’è anche da ripulire dalle ragnatele…
Da nessun potere
Deriva nessuna responsabilità. Questo è almeno quello di cui in Spider-Noir il nostro investigatore Ben Reilly vuole autoconvincersi dall’inizio della serie, dismettendo i suoi altri panni che, se ancora non vi fosse chiaro, sono quelli di Uomo Ragno in questo piano di realtà, qui semplicemente noto come Spider che ha i suoi acciacchi, sindrome post traumatica, beve, fuma, mangia diversamente sano, insomma non fa esattamente vita da atleta specie in borghese, e quando ha il “soprabito scuro” spara… non solo ragnatele ma con armi da fuoco se serve.
Nel corso della serie si lascia anche ampio spazio alla parte più propriamente di origin story che ci porta alla resa dei conti finale, tra intrighi, sotterfugi, lotte di potere… Dal multiverso ragnesco, stavolta però in un’ambientazione quasi un secolo fa con tanto di Segretaria Janet Ruiz (Karen Rodriguez), reporter amico del Daily Bugle Robbie Robertson (Lamorne Morris) sgherri del cattivo, Freaks super-villain neo-classici rivisitati quali Flint Marko/Sandman (Jack Huston), Lonnie Lincoln/Tombstone (Abraham Poopola), l’Elektro della situazione qui fortunatamente con trucco e parrucco a regola d’arte Dirk Leyden/Megawatt (Andrew Lewis Caldwell), addirittura il “testimone” Winston (Lukas Haas)…
Ascensione per il patibolo
Nel centenario della nascita del mito di Miles Davis richiamo addirittura la sua leggendaria colonna sonora improvvisata, manco a dirlo per un classico del genere noir (ndr Ascensore per il patibolo) per darvi ulteriormente l’idea non solo di quanto Spider-Noir mi abbia da subito convinto, ma mi sia proprio piaciuto.
Intendiamoci, si tratta di un prodotto destinato a soddisfare ampio fandom come quello dell’iconico arrampicamuri, che esce su piattaforma, ma è riuscito a intrattenermi per tutta la sua durata facendomi dimenticare l’abominio e quello titolo di punta di Amazon Studios che si è concluso sempre lì appena una settimana fa, il tutto con una cross-medialità da manuale essendo il personaggio – seppur qui rivisitato ad hoc – già noto non solo agli amanti degli albi a fumetti, poi dei videogiuochi e in tempi ancor più recenti in animazione con Spider-Man: Into the Spider-Verse. Oltre alla messa in scena con tanto di deformità, scene splatter che giustificano quel v.m. 16, c’è anche una colonna sonora ad hoc jazzata composta da Kris Bowers (Goat, Il Robot selvaggio...) e Michael Dean Parsons. In tutto questo svetta un cast perfettamente in parte, compresa l’ottima edizione italiana, con un Nicolas Cage sempre più oltre il bene e il male. Contattatelo.
