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Recensione Thief VR: Legacy of Shadow

di: Simone Cantini

Per darvi un’idea del bene che voglio alla saga di Thief, vi dirò che il primo capitolo fu capace di convincermi a cambiare la scheda grafica del mio PC del tempo, solo per poterci giocare in maniera degna. Non nego, poi, che Garret è stato per decenni il nome che ho sempre dato ai vari personaggi che era possibile personalizzare all’interno dei vari videogiochi, visto l’affetto che ho sempre provato per il silente ladro che fu di Looking Glass. Inutile, pertanto sottolineare come abbia accolto l’annuncio di Thief VR: Legacy of Shadow con l’entusiasmo di un bambino che si appresta a scartare i regali di Natale. Anche perché sono passati più di 10 anni dall’ultima incursione in questo cupo mondo steampunk, e la voglia di tornare a sgraffignare nell’ombra era quanto mai palpabile. Almeno per il sottoscritto…

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C’è un volto nuovo in città

Ad accoglierci nel mondo di Thief VR: Legacy of Shadow non sarà la graffiante voce di Garret, bensì la leggiadra Magpie, una scaltra ladra al servizio di Lady Cassandra, che suo malgrado si troverà coinvolta nel solito incarico più complicato del previsto. Stavolta a tessere le fila del racconto sarà il perfido Northcrest, uno dei tanti signorotti della città che ha tutta l’intenzione di sfruttare alcune antiche reliquie e le conoscenze degli Antichi per eseguire un oscuro rituale, in grado di mettere a repentaglio l’incolumità di questo agglomerato urbano dalle tinte vittoriane.

Per quanto non certo lunghissima, visto che parliamo di circa 5-6 ore, la trama che regge le fila della produzione firmata Maze Theory si inserisce in maniera coerente nella lore della saga e, pur presentando una nuova protagonista, i fan di vecchia data non potranno che essere piacevolmente sopresi dal modo in cui ritornerà la storica voce di Stephen Russel che, seppure in maniera un pizzico meno convenzionale, non potrà che fare piacere ritrovare dopo la sua assenza nel capitolo del 2014. Nel complesso l’esperienza è godibile e in linea con le aspettative, anche se ovviamente parliamo di un racconto dal respiro indubbiamente più contratto e dalla struttura meno complessa del solito, ma comunque funzionale. Peccato per quel finale davvero poco accattivante…

Io sono la notte

A livello puramente ludico, Thief VR: Legacy of Shadow riesce a calare in maniera assolutamente convincente in un contesto virtuale le classiche meccaniche di gameplay della serie. La prima cosa che balza all’occhio è la struttura dei vari livelli che scandiscono le 7 missioni della campagna, che presentano la classica molteplicità di approcci che tutti i fan conoscono: per quanto la risoluzione dei task sia sempre univoca, il modo in cui è possibile raggiungere i vari obiettivi è alquanto variegato, così da adattare la progressione all’indole di ciascun giocatore: tra percorsi sopraelevati, vie di fuga sotterranee e passaggi nell’ombra, l’esplorazione degli ambienti saprà sempre fornire una discreto novero di strategie.

Naturalmente l’elemento stealth è alla base del tutto, e tal proposito Magpie potrà contare sul suo fidato arco e la consueta varietà di frecce, che tra dardi infuocati, bagnati, stordenti e così via le permetteranno di creare diversivi e mettere silenziosamente fuori gioco le varie minacce. Non manca anche un manganello, con il quale sarà possibile sorprendere alle spalle le ignare guardie e, al bisogno, prendere parte a semplici combattimenti in cui sarà richiesto di deviare i vari fendenti (si avverte l’assenza della spada in tal senso, ma gioco è tarato per ridurre al minimo gli scontri all’arma bianca). Non potevano mancare anche gli iconici grimaldelli, indispensabili per scassinare serrature e protagonisti di una meccanica di utilizzo dannatamente azzeccata che, se elimineremo gli aiuti a video, ci chiederà di ruotare i polsi per percepire la vibrazione del controller.

A mezzanotte va la ronda del piacere

Sotto il profilo del puro gameplay, Thief VR: Legacy of Shadow non tradisce le aspettative e ci presenta un’esperienza che aderisce perfettamente alle meccaniche classiche della saga. Un classicismo, però, che si ripercuote anche su di un altro aspetto, da sempre al centro delle critiche mosse alle avventure che avevano Garret al centro: sto parlando dell’IA avversaria, che pur non avendo mai brillato per acume, nel caso del gioco in questione ha subito un downgrade non certo indifferente. Senza girarci troppo attorno, le guardie sono alquanto stupide e rigide nelle routine comportamentali. Le loro reazioni sono spesso molto ritardate e non sembrano accorgersi neppure di corpi svenuti a pochi metri da loro, a patto che siano ben celati dalle tenebre. Mancano poi di coordinazione e rinunciano in maniera alquanto repentina a darci la caccia in caso di scoperta, lasciando scemare in maniera un po’ troppo marcata il senso di immersione.

La refurtiva che è possibile sgraffignare, inoltre, ha una valenza puramente legata allo sblocco di particolari obiettivi in-game, che se ottenuti ci permetteranno di accedere a dei perk passivi permanenti al termine di ciascuna missione. Assente, però la possibilità di spendere il denaro raccolto per migliorare il nostro equipaggiamento, rendendo il saccheggio completo degli stage un mero esercizio di stile fine a sé stesso. Per lo meno in ottica di rigiocabilità, la presenza di percorsi multipli e di task accessori che è possibile mancare al primo tentativo potranno fare la gioia dei completisti più incalliti.

L’adesione al passato della serie di Thief VR: Legacy of Shadow emerge anche dal comparto tecnico, che è riuscito a catturare in maniera fedele e calzante le oscure atmosfere sperimentate in passato. Il colpo d’occhio è sempre gradevole e pulito, con ambienti ben dettagliati e una buona modellazione generale. Colpisce anche il buonissimo doppiaggio originale, almeno per quanto concerne le voci principali, mentre lascia un po’ interdetta la spazialità dell’audio, assolutamente impalpabile anche giocando in cuffia: e per un ladro che deve fare attenzione ogni minimo scricchiolio non è certo un bene. Sotto questo aspetto si poteva e doveva fare sicuramente di più.

Thief VR: Legacy of Shadow è un ritorno che non pretende di reinventare la saga, ma piuttosto di riportarla in vita con fedeltà e rispetto. Le atmosfere cupe e il gameplay stealth rimangono il cuore pulsante dell’esperienza, e l’arrivo di Magpie riesce a dare un volto nuovo senza tradire l’eredità di Garret. Certo, l’intelligenza artificiale poco brillante e alcune semplificazioni nella progressione impediscono al titolo di raggiungere le vette dei capitoli storici, ma per chi ha amato muoversi nell’ombra e ascoltare la voce di Stephen Russell, questo viaggio in realtà virtuale resta un piccolo regalo. Non un capolavoro, ma un ritorno che sa ancora farci sorridere mentre rubiamo silenziosamente nel buio.