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Recensione Syberia 3

di: Luca Saati

Sono passati quasi quindici anni dal lancio su PC del primo Syberia, avventura grafica di Benoit Sokal che riscosse un grandissimo successo e che a oggi possiamo considerare senza ombra di dubbio un titolo di culto. Due anni dopo uscì il suo sequel chiudendo degnamente la saga. Eppure Benoit Sokal aveva ancora da dire qualcosa e nel 2009 annunciò i lavori su un terzo capitolo che per tutta una serie di problemi ha visto la luce soltanto qualche settimana.

Ritrovare una vecchia amica

Pur avendo diversi collegamenti con i precedenti capitoli, Syberia 3 risulta un titolo assolutamente godibile dal punto di vista narrativo se non conoscete la saga. In caso abbiate saltato i precedenti episodi per un motivo o per un altro, il nostro consiglio è comunque quello di recuperarli (si trovano su smartphone a circa 5 euro l’uno) o in alternativa di affidarvi al solito Wikipedia per un veloce “Previously on…” così da avere un background solido che vi consente di cogliere tutte le citazioni.

Syberia 3 inizia poco dopo la fine del suo predecessore con una Kate Walker stesa sul letto di una clinica dopo essere stata salvata da alcuni Youkol che l’hanno trovata priva di sensi. Non sappiamo, e probabilmente mai lo sapremo, cosa le è successo tra la fine di del secondo capitolo e l’inizio di questo terzo, ciò che è certo è che la nostra protagonista è alla ricerca di un nuovo scopo nella vita, una nuova avventura. In questa clinica Kate fa la conoscenza di Kurk, guida degli Youkol che senza una gamba si trova bloccato suo malgrado e impossibilitato ad accompagnare la sua tribù nella migrazione degli struzzi giganti. Kate decide dunque di ricambiare il favore degli Youkol e di aiutare la tribù in un nuovo viaggio nella fredda Russia.

Syberia 3 mantiene ancora quello stile fiabesco dei precedenti episodi toccando tematiche molto attuali al giorno d’oggi come il razzismo con i cittadini che vedono con diffidenza la tribù degli Youkol. Non manca poi il rapporto tra uomo e natura, vero perno dell’intera avventura che vede la nostra protagonista trovarsi più di un’occasione affrontare ostacoli come zone radioattive, cementificazione selvaggia e colonialista. Peccato che il tutto non sia accompagnato da un buon ritmo della narrazione troppo lento nella parte centrale e da antagonisti mai pericolosi e anonimi.

Tra il vecchio 2D e il nuovo 3D

Syberia 3 è una classica avventura grafica che a differenza dei capitoli precedenti abbandona lo stile 2D per dare il benvenuto a uno stile a metà tra il 2D e il 3D. Gli ambienti tridimensionali sono liberamente esplorabili mediante l’uso dello stick sinistro per controllare Kate, ma la telecamera resta sempre fissa lasciando al giocatore solo un margine ridotto per guardarsi intorno. Sulla carta questo approccio doveva dare freschezza al gameplay della serie, ma in realtà si rivela il vero problema dell’intera produzione. In diverse occasioni infatti Kate si incastra nello scenario e anche la selezione degli elementi dello scenario non funziona come si deve risultando spesso imprecisa facendo quindi sentire la mancanza di un vero e proprio indicatore da controllare con la levetta destra. A questi problemi aggiungeteci una gestione dell’inventario un po’ scomoda e numerosi problemi di frame rate ed ecco che l’esplorazione dello scenario diventa a tratti frustrante. Qualcuno potrebbe dire che i cali di frame rate non sono un problema in un genere come quello dell’avventura grafica, e spesso siamo i primi ad aver chiuso un occhio dinanzi a questi problemi, tuttavia credeteci se vi diciamo che il fastidio che ci ha procurato Syberia 3 con i cali di fluidità lo abbiamo provato raramente.

Un peccato perché i puzzle sono ben congegnati risultando impegnativi il giusto senza mai complicare troppo il viaggio del giocatore. In Syberia 3 sono presenti anche dei dialoghi a scelta multipla ma se è bene precisare che non vanno mai ad influire sul finale o sulla trama del gioco.

Oltre ai già citati problemi di frame rate, anche i caricamenti sono un altro punto dolente del gioco risultando eccessivamente lunghi. Visivamente invece risulta piuttosto piacevole con un comparto artistico ispirato che offre bei scorci, location maestose e curate nei minimi dettagli, paesini piccoli e sperduti e NPC stravaganti. Ottima invece la colonna sonora e il doppiaggio in inglese (ci sono i testi in italiano) anche se dobbiamo segnalarvi un problema di sincronizzazione del labiale.

Commento finale

Se ci si ferma al solo comparto narrativo ci possiamo dire abbastanza soddisfatti da Syberia 3 nonostante qualche problema di ritmo e di caratterizzazione dei villain. Bisogna però tenere conto anche delle altre componenti del gioco che rovinano l’esperienza generale rendendola a tratti frustrante e snervante. Se riuscirete quindi a chiudere un occhio sui numerosi difetti, allora troverete in Syberia 3 una piacevole avventura grafica che dà inizio a un nuovo ciclo narrativo. La speranza è che uno scontato quarto capitolo riesce a risolvere tutte le criticità evidenziate in questa occasione.