Recensione SpongeBob SquarePants: Titani della Marea
di: Simone CantiniChi vive in un ananas in fondo al mar? No, non è di sicuro la Sirenetta e nemmeno lo Squalo 1-2-3 e compagnia cantante, anche se a ben vedere, quando è in forma, riesce ad essere più minaccioso e pericoloso del suddetto cartilagineo abitante sottomarino. In realtà al centro di questa domanda troviamo la spugna marina più famosa e divertente del globo terracqueo, che mi ha divertito non poco grazie alla sua ultima incursione videoludica, ovvero SpongeBob SquarePants: Titani della Marea, con cui avevo avuto un fugace incontro durante il TGS 2025 e che nelle ultime settimane ho avuto il piacere di sviscerare a dovere: pronti a tornare a Bikini Bottom?
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Scontro tra titani
L’incipit di SpongeBob SquarePants: Titani della Marea è quello di cui vi avevo già parlato durante la scorsa anteprima, e vedrà la ridente cittadina sommersa messa a soqquadro da una rocambolesca lite tra Re Nettuno e l’Olandese Volante. Il tutto a causa di un succulento Krabby Patty. Difficile che la situazione non possa precipitare quando due individui di tale portata si mettono a discutere, e difatti non è certo questo il caso, dato che lo scontro tra i loro poteri finisce per trasformare in fantasmi gran parte degli abitanti di Bikini Bottom, oltre a richiamare un’orda di spiritelli tutt’altro che amichevoli. Tra le vittime troviamo anche la nostra spugna di mare preferita, che affatto turbata dalla situazione si troverà a dover rimettere tutto in ordine, ovviamente contando sull’aiuto attivo dell’inseparabile Patrick, oltre che di tutta la banda di sgangherati comprimari che hanno reso celebre la serie creata dal compianto Stephen Hillenburg.
Permeata dal consueto umorismo e da un pizzico di benvenuto nonsense, la sceneggiatura ci accompagna per circa 5-6 ore sotto la superficie marina, inanellando una serie di gag e situazioni che sembrano uscite da una delle puntate televisive. Di sicuro non brillerà per complessità o profondità della scrittura, ma tutto risulta assai calzante ed in linea con le aspettative, e solo per questo merita l’attenzione di ogni fan che si rispetti: a livello narrativo, tutto in SpongeBob SquarePants: Titani della Marea emana quella allegra follia che abbiamo imparato a conoscere negli anni. E va benissimo così.
Abissi conosciuti
Per quanto riguarda l’aspetto ludico della produzione firmata Purple Lamp, ci troviamo al cospetto del classico platform 3D in odor di collectathon, che strizza fortemente l’occhio a The Cosmic Shake e Battle for Bikini Bottom (e si tiene fortunatamente alla larga da The Patrick Star Game). La struttura ludica, difatti, ricalca in maniera molto fedele quella dei due lavori in questione, riservando realmente pochissime sorprese ma non per questo risultando monotono e prevedibile. All’interno dei vari livelli che saremo chiamati a visitare, naturalmente ricolmi di piattaforme da superare e oggetti segreti da scovare, l’elemento cardine del gameplay sarà la possibilità di switchare in tempo reale tra i due protagonisti, ognuno dotato delle proprie caratteristiche: SpongeBob potrà ad esempio contare su di un retino utile per sparare bolle, con le quali gonfiare particolari piattaforme, mentre Patrick sarà in grado di sollevare e scagliare gli oggetti più pesanti.
Alternare i personaggi sarà indispensabile per superare i piccoli enigmi che SpongeBob SquarePants: Titani della Marea ci proporrà, oltre a permetterci di superare particolari sezioni in cui l’alternanza selvaggia (e tempestiva) sarà al centro del gameplay. L’idea è tanto semplice quanto funzionale e il titolo si è rivelato molto ben costruito attorno ad una simile meccanica. Tolto questo, però, la progressione risulta molto canonica e priva di particolari sussulti, restituendoci un platform sicuramente divertente e centrato, ma privo di particolari guizzi creativi. A sparigliare un poco le cose, pertanto, oltre ai collezionabili ci pensano alcune missioni secondarie che, tra percorsi a tempo da superare e le immancabili fetch quest, permetteranno ai completisti di aumentare il monte ore a disposizione.
Come in TV
Il colpo d’occhio regalatoci da SpongeBob SquarePants: Titani della Marea è indubbiamente convincente ed in linea con le aspettative e le atmosfere della serie, pur senza la necessità di dover mettere in mostra un comparto tecnico strabiliante. Per quanto molto essenziale e priva di picchi stratosferici, l’estetica del titolo Purple Lamp riesce a trasmettere in digitale tutta la scanzonatezza della serie TV, presentandoci un colpo d’occhio azzeccato e dannatamente riconoscibile. Anche la fluidità generale e generalmente molto buona, salvo qualche sporadico frangente (soprattutto verso il finale) in cui ho assistito a dei vistosi rallentamenti: pochissima roba, sia chiaro. Convince su tutta la linea anche il comparto audio, che se è vero non offra una soundtrack memorabile (per quanto perfettamente aderente alle partiture udite negli anni), presenta un voice over strepitoso ad opera del cast originale, a cui si accompagna l’oramai fedele collaborazione di David Hasselhoff. A questo punto, tra i difetti più macroscopici e più imperdonabili, almeno per il pubblico nostrano, non può che essere annoverata l’assenza del voice over in italiano, che tanto avrebbe fatto per grandi e piccini: Claudio Moneta e Pietro Ubaldi sono oramai legati in maniera indissolubile a SpongeBob e Patrick.
SpongeBob SquarePants: Titani della Marea non rivoluziona il genere né pretende di farlo, ma riesce a portare a casa un’avventura solida, divertente e perfettamente in linea con lo spirito della serie. Tra gag nonsense, meccaniche semplici ma funzionali e un comparto tecnico che fa il suo dovere senza strafare, il titolo di Purple Lamp si conferma un platform piacevole, capace di intrattenere fan vecchi e nuovi. Certo, l’assenza del doppiaggio italiano pesa come il masso sotto cui dimora il buon Patrick, ma se riuscirete a passarci sopra troverete un gioco che, pur senza guizzi geniali, sa regalare ore di spensieratezza e qualche sorriso sincero. In fondo, non è forse questo che chiediamo a una spugna che vive in un ananas in fondo al mar?