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Recensione Space Adventure Cobra – The Awakening

di: Simone Cantini

Eravamo alla fine del ventesimo secolo, e nonostante il mondo non fosse sconvolto (per fortuna) dalle esplosioni atomiche, ci fu comunque una deflagrazione destinata a cambiare per sempre l’italico mondo del fumetto: era il novembre del 1990, difatti, quando il primo numero di Zero diede il via all’invasione manga sul suolo nostrano, tra l’altro partendo da un certo Hokuto no Ken. Fu la scintilla da cui tutto ebbe inizio, il big bang che riuscì a rendere popolari anche alle nostre latitudini autori come Akira Toriyama, Go Nagai e Rumiko Takahashi, fino ad allora neppure immaginati dagli appassionati nostrani. Uno sconfinato portfolio che, per forza di cose, non poteva che essere orfano di nomi assai importanti, come quel Buichi Terasawa che seppe regalare ai fan il protagonista di Space Adventure Cobra – The Awakening.

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Non si sfugge al passato

Non è un caso che dietro a Space Adventure Cobra – The Awakening si celino i transalpini ragazzi di Magic Pockets, dato che il lavoro originale del mangaka nipponico gode di una popolarità davvero notevole in terra francese. E che l’amore per lo sbruffone pirata spaziale biondo platino sia così forte è avvertibile nel modo in cui lo studio si è approcciato al materiale di partenza, che è stato trattato in maniera efficace e assai rispettosa.

La storia del titolo prende il via proprio laddove principiava il manga e, soprattutto la prima serie animata (le circa 11 ore della campagna coprono indicativamente i primi 12 episodi dell’anime): faremo, quindi, la conoscenza di Cobra, un pirata spaziale che per sfuggire ai suoi inseguitori deciderà di cambiare aspetto ed identità, ma che nonostante i suoi buoni propositi per condurre una vita tranquilla non potrà fare a meno di stare alla larga da scorribande spaziali ed avventure. 

Aiutato dalla fedele compagna robot Lady Armaroid, il nostro eroe a metà strada tra James Bond, Lupin III e Han Solo rimbalzerà in lungo ed in largo per la galassia, nel tentativo di mettere le mani su di un favoloso tesoro perduto prima che lo faccia il letale Crystal Bowie, la sua cibernetica e letale nemesi. Tra scene di intermezzo statiche e sequenze prese di peso dalla serie animata datata 1982, il racconto presentato da Space Adventure Cobra – The Awakening sarà sempre avvincente e ben costruito, oltre che ovviamente fedelissimo al plot originale che, pur con le sue brave ingenuità figlie del periodo, non potrà fare a meno di catturare l’attenzione di ama le atmosfere care a Leiji Matsumoto, seppur declinata in maniera più scanzonata e decisamente meno drammatica. Tutto ciò dà vita ad una progressione sempre varia e stimolante, che potrà anche essere affrontata in cooperativa locale e che, per poter essere sviscerata nella sua interezza, si presterà anche ad un buon tasso di rigiocabilità.

Una pistola per amica

Con Space Adventure Cobra – The Awakening, i ragazzi di Magic Pocket hanno dato vita ad un action/platform bidimensionale assai frenetico e variegato, che saprà alternare momenti platform a frenetiche sparatorie, non disdegnando sessioni run and gun e qualche piccolo puzzle ambientale. Al centro della scena, salvo una manciata di livelli sbloccabili opzionali (in cui controlleremo i vari comprimari) troveremo sempre il nostro Cobra e la sua letale Psycho-gun. Si tratta di un’arma da fuoco che, oltre al classico sparo direzionabile, abbinerà la possibilità di utilizzare colpi guidati, indispensabili per venire a capo di scontri ed enigmi: utilizzare questa funzione bloccherà momentaneamente il tempo, permettendoci di orientare il rateo di fuoco per colpire interruttori fuori portata, oppure sterminare in un colpo solo file di nemici grazie ad una funzione di lock on. Si tratta di un espediente ludico brillantemente declinato dal team, che proprio attorno ad una simile meccanica ha costruito una discreta parte delle situazioni di gioco.

Ad aiutare Cobra nelle sue avventure, troveremo anche altri gadget, che potremo sbloccare in corso d’opera, e che comprenderanno un comodo rampino per superare voragini o raggiungere sporgenze in apparenza fuori portata, degli stivali magnetici per scalare particolari pareti, ma anche l’iconico sigaro esplosivo, capace di sbarazzarsi in un lampo dei nemici corazzati. Si tratta di un insieme di gadget in grado di fornire il giusto brio alla progressione e che giustificheranno la possibilità di rigiocare i livelli già superati, impossibili da completare al 100% alla prima run.

Non manca anche un esile sistema di potenziamento che, per mezzo di alcuni token disseminati nel mondo di gioco, ci permetteranno di aumentare alcune statistiche del nostro protagonista. Peccato, visto il materiale di partenza, per l’assenza di una serie di sbloccabili utili a dare vita ad un piccolo catalogo di extra in grado di offrire uno sguardo dietro le quinte, o di approfondire il lavoro del compianto Terasawa: tutto, purtroppo, si limita alla possibilità di personalizzare alcuni aspetti della Turtle, l’astronave di Cobra. Davvero un po’ pochino…

Lingua indigesta

Sul fronte tecnico, Space Adventure Cobra – The Awakening pur non proponendo un colpo d’occhio debordante si attesta comunque su livelli più che discreti, visto il modo in cui è riuscito a riproporre in maniera efficace e pulita lo stile della serie animata. La grafica è essenziale, ma comunque molto colorata ed in grado di mettere in scena tutti i dettagli giusti, così come molto buone sono le animazioni del protagonista e degli altri comprimari. Un plauso va rigorosamente tributato al comparto audio della produzione, che può vantare cover fedelissime dei temi originali, oltre a presentare un doppiaggio in lingua giapponese assolutamente perfetto. Peccato per l’assenza della localizzazione testuale nella nostra lingua, segno evidente di come il lavoro di Buichi Terasawa proprio non ne voglia sapere di essere letto anche a queste latitudini (manga e anime sono difatti inediti in Italia).

Confesso che avevo aspettative molto tiepide in merito a Space Adventure Cobra – The Awakening, ma sono stato assai felice di venire completamente sorpreso dal lavoro svolto da Magic Pocket. La nuova avventura digitale del pirata nato dalla matita di Buichi Terasawa, difatti, oltre ad essere un fedele omaggio al lavoro del mangaka, si configura come un divertentissimo e vario action/platform, capace di catturare in pieno lo spirito della serie originale. Longevo e ben realizzato, il titolo presta unicamente il fianco ad un pizzico di trial and error a tratti invasivo, ma comunque mai fastidioso, e all’assenza di una ricca serie di goodies sbloccabili, che avrebbero sicuramente fatto la gioia dei fan. In definitiva, sia che siate fan del biondo pirata o che vi avviciniate a lui e alla sua Psycho-gun per la prima volta, avrete davvero di che divertirvi, tra l’altro ad un prezzo davvero molto contenuto.