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Recensione One Piece: Pirate Warriors 2

La ciurma del cappello di paglia ritorna a salpare su PS3 con un nuovo capitolo in esclusiva ed una storia tutta nuova!
Curiosi di sapere altro? Leggete la recensione di Console-Tribe a cura di Gianmarco "St Jimmy" Forcella!

di: Gianmarco Forcella

Dopo il discreto successo ottenuto con il primo capitolo, Tecmo Koei e Omega Force, in collaborazione con Namco Bandai, ci ritentano con One Piece: Pirate Warriors 2. Quali saranno le novità di questo nuovo capitolo? Sarà riuscito ad impressionarci in positivo? Di seguito, vi proponiamo la nostra recensione.

The Dream Story

Partiamo subito con il sottolineare che la narrativa che Pirate Warriors 2 offre non è nient’altro che uno spin-off, ovvero una trama non collegata in nessun modo con gli avvenimenti originali del manga. Solo Pirate Warriors 1 è infatti da considerarsi canonico, in quanto comincia dopo i due anni di allenamento che Cappello di Paglia “impone” e finisce con la morte di Ace, grande amico del protagonista.
Pirate Warriors 2 quindi inizia con la ciurma di Ruffy inseguita, come spesso accade, dalla Marina. Dopo uno scontro di pochissimi secondi, però, i protagonisti si ritrovano catapultati nell’Isola del Cielo, dove Ender cercherà di sbarrargli la strada. Dopo aver sconfitto il nemico, i ragazzi raccoglieranno uno strano “Dial”, strumento unico di questa location che ha effetti diversi a seconda della sua forma, oggetto che poco più avanti nella storia farà impazzire tutti gli amici di Cappello di Paglia, esclusa Nami, costringendolo alla fuga assieme alla ragazza.
L’obiettivo quindi è quello di riportare gli amici di Ruffy alla normalità.

Gam Gam Elephant Gun

Il gameplay, essendo sviluppato dalla Koei, riprende quanto già visto in Dynasty Warriors: uno contro mille, alla conquista di forti nemici per diminuire il morale degli avversari o andando a distruggere direttamente i boss. Si sceglie infatti di controllare un qualsiasi personaggio tra i trentasette disponibili nel roster, contro i tredici della precedente edizione, il proprio compagno di supporto e si parte subito a prendere a calci e pugni un po’ di Marine. I comandi sono quindi i classici per un qualsiasi gioco Tecmo Koei: quadrato per un attacco leggero e triangolo per uno più potente.
Molto importanti, naturalmente, sono gli attacchi speciali: con R1, si sferrano le mosse micidiali che caratterizzano ogni pirata, a patto che la barra arancione sotto la vitasia piena. Non da meno è anche il “potenziamento” che si può attivare per un brevissimo periodo di tempo tramite R3, che fornisce nuove mosse in base ai poteri dei vari personaggi (es.: Ruffy usa i poteri del suo corpo di gomma).

Disseminati per il campo di battaglia, è possibile trovare degli scrigni del tesoro che contengono potenziamenti temporanei o anche tesori ai quali è possibile accedere solo dopo aver portato a termine determinate condizioni (come espugnare un forte nemico).
Generalmente catturando questi rarissimi bottini è possibile accedere a delle monete particolari. Sul concetto di “Moneta” è il caso di fermarsi un attimo, in quanto è un elemento molto importante all’interno di tutto il videogioco: nel momento in cui verranno equipaggiate su un qualsiasi personaggio (per un massimo di tre volte), quest’ultimo riceverà un potenziamento, in base naturalmente all’effetto della moneta presa in considerazione.
Altro fattore da tenere a mente è che i compagni di supporto crescono a pari passo con noi: a fine livello, anche loro riceveranno dei punti esperienza per farli progredire di livello e sbloccheranno nuove abilità che aumenteranno le loro caratteristiche o l’efficacia degli attacchi in coppia.

La marina è anche online

Come la scorsa edizione non poteva mancare il comparto multiplayer, basato sempre sul concetto di cooperativa nell’affrontare livelli della storia oppure quest secondarie. Quest’anno però c’è stata un’introduzione, a nostro parere molto carina all’interno di questa modalità di gioco: se, in giocatore singolo, si raggiunge il game-over durante una partita alla modalità storia, è possibile inviare “una richiesta di soccorso” ai propri amici per giocare in due quel pezzo e proseguire.
Oltre a questo, nessuna novità all’interno di questa modalità.

All’arrembaggio

Il lavoro eseguito invece dal punto di vista grafico è eccelso: ben definiti i poligoni usati per costruire i modelli dei personaggi e il cel shading usato per produrre i modelli poligonali dei vari personaggi è stato realizzato molto bene.
La storia in sé, per essere un nuovo esperimento, è strutturata in maniera ottimale e il titolo ci ha comunque convinto.
Rispetto ad altri titoli del genere “Musou” (vedasi Dynasty Warriors: Gundam), One Piece: Pirate Warriors 2 è riuscito a tenerci incollati per ore davanti allo schermo senza annoiarci per niente. Anche in questo caso, il lavoro effettuato da Tecmo Koei è sicuramente discreto.
Naturalmente come tutti i giochi di questo mondo non è esente da difetti, come un sistema di crescita che poteva essere sicuramente strutturato in altro modo piuttosto che basarsi sul concetto di “Moneta”.
In ogni caso, fan di One Piece o meno, Pirate Warriors 2 è un titolo che va provato.