Recensione Nitro Gen Omega
di: Simone CantiniPer un figlio dell’invasione robotica animata della fine degli anni ’70, era impossibile non trascorrere almeno un’oretta al giorno davanti alla TV, magari proprio per gustarsi con aria rapita le avventure di quegli sfavillanti samurai di metallo. Eroi capaci di ritagliarsi uno spazio importante nel cuore di ognuno, anche della platea più moderna, visto il modo in cui il genere in questione è riuscito a rinnovarsi anno dopo anno. E poco importa se si è cresciuti a colpi di Alabarde Spaziali, Attacchi Solari o angeli biomeccanici, quel che conta è essere sempre pronti a gridare ai quattro venti il nome di una qualsiasi arma disegnata. Capite bene, viste le premesse in questione, come l’arrivo sul mercato di Nitro Gen Omega, non possa che aver allertato le difese del sottoscritto, visto il modo in cui la produzione firmata DESTINYbit rielabori in maniera alquanto giocosa le tematiche degli anime a base di mecha.
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Minaccia meccanica
Ce lo aveva già insegnato anni fa James Cameron con Skynet, ma visto come l’IA è oramai divenuta parte della nostra quotidianità, è evidente che il messaggio non è stato affatto recepito. Non stupisce, pertanto, che il futuro tratteggiato in Nitro Gen Omega veda la Terra oramai preda delle forze robotiche prodotte in massa dall’intelligenza artificiale. Macchine di morte che setacciano la superficie del pianeta in cerca di essere umani da sterminare e che, per cercare di sfuggire a questa furia meccanica, si sono rifugiati all’interno di uno sparuto gruppo di città sopraelevate. In questo idilliaco quadretto, gli unici che osano avventurarsi al di fuori di questi luoghi sicuri (più o meno) sono chiamati Folli: si tratta di individui che solcano i cieli a bordo di fiammanti aeronavi, sempre pronti a fornire aiuto a chi ne ha bisogno, ovviamente in cambio di un bel po’ di biglie, la valuta in corso di questo mondo oramai sull’orlo dell’estinzione.
Inutile dire come nel titolo sviluppato dai nostrani DESTINYbit andremo proprio a controllare una di queste futuristiche ciurme volanti, di cui potremo decidere liberamente le fattezze sin dal principio, tramite un discretamente nutrito editor. Una volta strutturati i nostri 4 membri, non dovremo fare altro che gironzolare per la mappa di gioco, inizialmente per prendere confidenza con le meccaniche, finendo però per cimentarsi nel disperato tentativo di debellare una volta per tutte le macchine assassine. Un progetto che si muove lungo un setting sicuramente non originalissimo, ma che ha messo in mostra una buonissima dose di personalità, grazie ad una caratterizzazione azzeccata, per quanto la sceneggiatura non sia il nucleo portante del tutto. La main quest, difatti, è stata aggiunta più per aggiungere un pretesto concreto al girovagare tra le città, piuttosto che per fornire un plot stratificato e complesso. Pur al netto di queste sue manifeste e dichiarate mancanze, l’avventura del nostro equipaggio di Folli si lascia giocare e vivere con interesse, grazie a tematiche che, per quanto abusate nell’ambito robotico/sci-fi, risultano sempre interessanti e ben costruite.
Questione di priorità
Messe da parte le perplessità legate alla sceneggiatura di Nitro Gen Omega, quello che resta è un concept ludico di stampo ruolistico/tattico che, pad alla mano, è risultato ben più stratificato ed interessante della pura scrittura. Ci troviamo al cospetto di un mix di elementi che ci porterà a gestire risorse, intessere rapporti sociali, mettere a punto il mech ospitato a bordo dell’aeronave e, ovviamente, combattere. L’elemento portante dell’esperienza è da ritrovare proprio laddove sarà necessario prendere a ceffoni metallici le creature ostili, sfruttando un’impostazione tattica ben studiata. Una volta sul campo, ad attenderci troveremo una barra divisa in segmenti, lungo i quali dovremo andare a piazzare le varie azioni che ciascuno dei 4 piloti del mech potrà compiere ad ogni turno. Ovviamente, anche i nemici faranno lo stesso, pertanto sarà necessario studiare le loro mosse, così da pianificare le nostre azioni prima di dare il via alla risoluzione di quanto immesso.
Le variabili sul piatto sono molteplici: si parte con attacchi a distanza e corpo a corpo, con questi ultimi ci richiederanno di essere nel medesimo quadrante, dei quattro in cui è diviso il campo di battaglia, del nostro bersaglio; avremo ovviamente a disposizione anche mosse speciali, come fumogeni in grado di ostacolare i nemici, colpi speciali e tutta una serie di skill uniche che potremo sbloccare per i membri dell’equipaggio. Sfruttando un approccio realistico in salsa Gundam, Nitro Gen Omga ci richiederà anche di tenere d’occhio munizioni (che dovremo ricaricare al momento giusto) e calore del mech, con quest’ ultimo che aumenterà ad ogni azione e che andrà tenuto d’occhio per evitare di surriscaldare il mezzo, così da rendere impossibile agire. Quello che emerge dal mix sono combattimenti tutt’altro che scontati, e che richiederanno un attento studio ed una saggia pianificazione delle azioni, visto che i nemici sono tutt’altro che docili.
L’equipaggio dei vostri sogni
Ad aggiungere ulteriore spessore al tutto, ci pensa la gestione del nostro mech che, ricalcando in piccolo il mood caro ad Armored Core, ci permetterà di mettere le mani su di un nutrito numero di componenti accessori, divisi per le 4 tipologie di telaio che potremo rinvenire nel gioco. Questi ci permetteranno di ampliare il parco mosse a disposizione, permettendoci di mettere a punto l’automa che più si adatta al nostro stile. Dall’officina presente nell’aeronave, si accede anche alle sezioni demandate alla gestione dell’equipaggio che, tramite menu che strizzano l’occhio a Persona, ci permetteranno di svolgere attività sociali in grado di modificare lo status relazionale del nostro gruppo di Folli, oltre ad incrementarne le statistiche, così da sbloccare skill passive e attive per ciascuno di loro.
A dispetto delle attenzioni che rivolgeremo loro, sarà bene non affezionarsi troppo al nostro equipaggio, dato che sarà possibile reclutare nuovi piloti presso le locande presenti in ogni città, magari per avere a bordo individui più performati (occhio però, che dovremo provvedere alla paga di ognuno!). L’evolversi delle relazioni tra i vari membri del gruppo, sia tramite le attività descritte poco sopra che per mezzo di eventi casuali in-game, potrebbe portare ad un deterioramento dei rapporti, così da spingere un pilota a salutarci di propria iniziativa. E poi c’è sempre il rischio morte, elemento da non sottovalutare tra uno scontro e l’altro. A chiudere il cerchio delle possibilità ludiche, ci pensano gli incarichi opzionali, cuore pulsante di Nitro Gen Omega, che oltre a permetterci di migliorare le nostre statistiche, serviranno per accumulare le biglie necessarie a rifornire di carburante il nostro vascello, ma anche per comperare materiali e componenti per equipaggio e mech.
Come un cartone animato
Ci troviamo al cospetto di loop ludico ben congeniato e solido che, per quanto la mappa di gioco non sia molto ampia, garantisce una buonissima dose di contenuti e possibilità, tali da garantire un corposo numero di ore di gioco. Il rovescio della medaglia è da ritrovare nella ripetitività del tutto che, sebbene emerga dopo un bel po’ di tempo, potrebbe portare chi è in cerca di un saliscendi continuo di emozioni a mollare anzitempo il tutto. Va comunque tenuto presente che parliamo di una produzione figlia di un team davvero piccolo, ma che nonostante tutto ha saputo consegnarci un prodotto solido e ricco di trovate interessanti.
Tra queste spicca senza ombra di dubbio il riuscitissimo comparto estetico, che per mezzo di colori super saturi e un character design spigoloso e ricchissimo (che personalmente mi ha ricordato molto alcune caratteristiche di Shinichi Hiromoto) riesce a presentare un quadro visivo originalissimo e azzeccato. Il massimo viene portato alla ribalta durante i combattimenti che, per quanto la scelta di adattare uno stile low frame possa non andare incontro ai gusti di tutti, riescono a ricreare momenti e situazioni che non possono non ricordare gli anime citati in apertura. Ed è proprio la possibilità di vivere in prima persona il proprio personalissimo episodio di una serie robotica a rendere estremamente interessante Nitro Gen Omega. Colpisce nel segno anche il comparto sonoro che, per quanto non presenti alcun tipo di voice over, ci regala una soundtrack forse non ricchissima in quanto a numero di brani, ma che sa fornire un galvanizzante supporto alle azioni che ci accompagneranno sullo schermo.
Nitro Gen Omega è uno di quei progetti che non provano nemmeno a nascondere le proprie ambizioni: vuole essere un omaggio sfacciato ai robottoni che ci hanno cresciuti, ma anche un gioco tattico solido, capace di reggersi sulle proprie gambe. E, al netto di qualche ripetitività e di una sceneggiatura più di contorno che realmente incisiva, il risultato finale centra il bersaglio. Il loop funziona, il sistema di combattimento è più profondo di quanto sembri, la gestione del mech e dell’equipaggio crea dipendenza, e lo stile visivo saturo, spigoloso, pieno di personalità è uno di quelli che rimangono impressi anche dopo aver spento la console. Non è il classico titolo che punta a stupire con effetti speciali o colpi di scena narrativi: è un gioco che sa cosa vuole essere e lo fa con convinzione, con quella sfrontatezza un po’ artigianale che appartiene ai team piccoli ma con le idee chiare. E se siete cresciuti a pane e mecha, se ancora oggi vi scappa un sorriso quando qualcuno urla il nome di un’arma impossibile, allora Nitro Gen Omega saprà regalarvi esattamente ciò che cercate: la sensazione di vivere, finalmente, il vostro episodio personale di una serie robotica che non avete mai smesso di amare.