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Recensione MotoGP 26

di: Simone Cantini

Non vorrei mai essere nei panni di un team incaricato di occuparsi di un brand a cadenza annuale, a maggior ragione se sportivo. I motivi sono molto semplici, per quanto sia totalmente fuori dal mondo dello sviluppo videoludico: come è mai possibile rendere sempre appetibile ed interessante un prodotto basato sulla continua iterazione delle medesime meccaniche, con solo qualche nome e dettaglio statistico a variare un pizzico la formula? In fondo l’ossatura rimane sempre la stessa, dato che le regole di una disciplina non mutano di anno in anno, pertanto credo che sia un vero e proprio incubo trovare sempre qualche escamotage inedito per spingere gli acquirenti a sborsare soldi con disarmante continuità. Ovviamente non sempre è così, visto come non mancano brand che si limitano realmente ai semplici update di base, ma almeno nel caso di MotoGP 26, mi sento di confermare che Milestone sia riuscita ad andare oltre il solito e semplice compitino.

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Si torna in pista

Ok, non aspettatevi chissà quale reinvenzione della ruota (anche se parliamo di motociclette), dato che MotoGP 26 non fa altro che riprendere in toto la formula oramai rodata da anni: prendete veicoli e piloti del campionato attuale, e avrete già trovato gran parte del materiale che troveremo ad attenderci una volta avviato il tutto. Non mancherà, quindi, la possibilità di impersonare il proprio corridore preferito, sia che si tratti di modalità single player (che spaziano dalla gara secca al tour completo, passando per le immancabili modalità a tempo), che competitive online. Sotto questo punto di vista l’offerta è senza dubbio scontata e molto prevedibile, anche se i ragazzi di Milestone hanno pensato di bene di incrementare l’appeal delle funzionalità di basa legando le controparti digitali alle prestazioni effettive dei loro alter ego in carne ed ossa: le statistiche dei vari piloti, difatti, rifletteranno in-game i risultati ottenuti durante le gare ufficiali del campionato, così da garantire sempre quel pizzico di freschezza in più all’offerta.

E se proprio anche noi vorremo ripercorrere in chiave videoludica le orme dei nostri campioni, ecco arriverà in soccorso l’immancabile modalità Carriera, invero l’aspetto più corposo e stuzzicante del pacchetto. Accedendo a tale funzionalità potremo scegliere se impersonare uno dei piloti officiali delle tre categorie (Moto3, Moto2 e MotoGP e relative scuderie), oppure dare vita al proprio alter ego personalizzato, scegliendo ovviamente anche la categoria di partenza. Qualunque sia la scelta, sarà ovviamente necessario superare tutti i gran premi del pacchetto, anche se la progressione è risultata molto più dinamica rispetto al passato.

Non si corre da soli

A sparigliare le prevedibili carte in tavola, ci ha pensato un rinnovata gestione delle varie sessioni di gara, che hanno nelle conferenze stampa del giovedì la prima novità di MotoGP 26. In simili frangenti, rispondendo alle domande dei giornalisti, andremo a stabilire gli obiettivi di scuderia, oltre alla direzione in cui punterà inizialmente lo sviluppo della nostra motocicletta. Una volta giunto il weekend di gara, potremo decidere se affrontare la totalità degli eventi previsti (prove libere, qualifiche e gara e vera e propria), oppure selezionarne soltanto una parte. Di tanto in tanto, inoltre, avremo modo di ricevere richieste da parte del nostro agente in ottica mercato, ma anche avere dei briefing con gli ingegneri, per modificare o massimizzare ulteriormente la gestione del mezzo. Si tratta di un insieme di feature che, complice anche la rinnovata visualizzazione tridimensionale di ogni aspetto del paddock, rende il tutto molto più dinamico e interessante rispetto ai vecchi menu statici.

Ovviamente non mancherà anche un aspetto più sociale, che si tradurrà nel sistema relazionale tra piloti, con i rapporti tra gli stessi che saranno influenzati dalle nostre dichiarazioni stampa dal comportamento in pista. Relazioni che sarà possibile modificare anche grazie all’altra macro novità introdotta da MotoGP 26, ovvero 4 inedite categorie di mezzi che sarà possibile inforcare (Flat Track, Minimoto, Motard e Moto di Serie). Utilizzabili anche in modalità single player (su 3 tracciati realizzati per l’occasione), questi mezzi ci verranno proposti come intermezzi ad invito da parte degli altri corridori nel corso della stagione ufficiale: prendere parte a simili eventi, oltre a migliorare il rapporto con chi ci ha invitato, andrà ad incrementare anche la nostra prestanza fisica nelle gare ufficiali. A chiudere il lotto delle novità introdotte, ci pensa una serie di carte collezionabili racchiuse in dei pacchetti, ottenibili inanellando gare su gare. Si tratta di una feature puramente accessoria, che il solo scopo di offrire dei collezionabili in-game legati al mondo delle tre categorie presenti nel titolo Milestone. Una trovata simpatica e che non è assolutamente legata ad alcun tipo di microtransazione.

Questione di peso

Definite le novità puramente strutturali di MotoGP 26, è logico arrivare a parlare anche di quella che è la revisione meno visibile (almeno in apparenza), ma che ha un peso specifico alquanto importante nell’economia del gioco, ovvero il modello di guida. Questo è stato idealmente diviso in due distinte modalità: Arcade e Realistico. Nel primo caso ci troviamo al cospetto di un sistema sicuramente più snello e meno complesso da gestire, complice anche la presenza di default di una serie di aiuti alla guida, oltre che alla possibilità di intervenire manualmente sull’efficacia dell’IA avversaria (che reagirà comunque in maniera dinamica alla nostra abilità, così da fornire una sfida sempre bilanciata).

Nel caso si scelga di correre in maniera più reale possibile, sono evidenti i passi avanti compiuti da Milestone nella gestione della fisica delle moto. Noto come Rider-Based Handling, il sistema di guida poggerà fortemente sul comportamento del pilota, chiedendoci di gestirne postura e spostamento del carico, ovviamente in tandem con il controllo del mezzo. Quello che ne esce, pad alla mano, è un approccio decisamente skill based, che richiederà un corposo impegno da parte del player per poter governare al meglio il proprio veicolo.

Chi lascia la strada vecchia… fa bene

Una volta analizzati tutti gli aspetti messi sul piatto da MotoGP 26, sono evidenti gli sforzi compiuti da Milestone per affinare ulteriormente il proprio prodotto, non lesinando di introdurre una benvenuta manciata di feature inedite. Il mix che emerge è molto interessante e divertente, capace di andare oltre la semplice riproposizione in chiave videoludica dell’esperienza offerta dal campionato reale. I limiti del pacchetto sono da ritrovare in una gestione della parte ingegneristica invero un po’ troppo superficiale, oltre all’apporto effettivo offerto dalle 4 tipologie di mezzi presenti, che sono risultate più un vezzo che non una vera e propria novità dall’impatto più consistente. Per quanto siano comunque apprezzabili le sensazioni garantite dalla differente resa su strada di simili motori.

Tolto questo, i passi avanti compiuti dal team nostrano sono evidenti sotto ogni punto di vista, a partire dalla rinnovata veste grafica che, complice il definitivo abbandono delle macchine della passata generazione, garantisce un colpo d’occhio indubbiamente più piacevole. Per quanto alcuni aspetti presenti nel codice review verranno aggiornati in occasione dell’uscita del gioco, o nelle immediate vicinanze (leggi qualche livrea non aggiornata e altre minuzie simili), la resa visiva è davvero notevole, così come la pulizia generale. Piloti e mezzi reali vantano una verosimiglianza marcata, così come è risultata credibile e curata la resa dei numerosi tracciati ufficiali presenti nel titolo. A voler essere pignoli si potrebbe avere qualcosa da ridire sull’editor del personaggio, qualora si voglia creare il nostro pilota dei sogni, ma tanto una volta in pista passa la paura. Convince anche il comparto audio relativamente alla resa del rombo delle moto, figlia di un rinnovato sistema di campionamento, mentre delude l’apporto dell’inossidabile Guido Meda, che si limiterà a commentare i momenti antecedente e precedenti alle varie gare.

MotoGP 26 è uno di quei capitoli che non rivoluziona la serie, ma che riesce comunque a giustificare la propria esistenza andando a ritoccare con intelligenza ciò che davvero conta. Milestone non stravolge nulla, ma affina molto: introduce piccole novità strutturali che rendono la Carriera più viva, aggiunge qualche diversivo utile a spezzare la routine e, soprattutto, mette sul piatto un modello di guida finalmente più maturo e leggibile, capace di premiare chi ha voglia di impegnarsi. Non tutto funziona alla perfezione, con alcune idee che restano più abbozzate che realmente incisive, ma il quadro complessivo è quello di un episodio solido, curato e consapevole dei propri limiti. Per un brand annuale, non è affatto poco. E per chi vive di due ruote, è probabilmente abbastanza per tornare in pista con un certo entusiasmo.