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Recensione Marvel Tōkon: Fighting Souls

di: Francesco Pellizzari

Marvel Tōkon: Fighting Souls è un picchiaduro che arriva sul mercato con un’eredità pesante sulle spalle. Ogni nuovo gioco di combattimento dedicato ai supereroi di casa Marvel viene inevitabilmente confrontato con Marvel vs. Capcom, una serie capace di definire il genere dei beat ‘em up a squadre,  grazie a ritmo, spettacolarità e libertà nella costruzione delle combo. Arc System Works, però, non ha provato semplicemente a replicare quella formula. Con Marvel Tōkon: Fighting Souls, lo sviluppatore ha scelto di costruire un’esperienza più accessibile, ma non per questo priva di profondità. Basandosi su squadre composte da quattro personaggi, assist e un sistema di combattimento progettato per accompagnare il giocatore dai primi incontri fino alle competizioni online più impegnative. Il risultato è un titolo riuscito e dotato di una forte identità, soprattutto su PlayStation 5.

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Un 4 contro 4 apocrifo, per così dire

A prima vista, Marvel Tōkon: Fighting Souls sembra un classico picchiaduro a squadre con quattro combattenti per parte. In realtà, il suo funzionamento è piuttosto diverso. Ogni squadra dispone di un’unica barra della salute condivisa. Inoltre, all’inizio dell’incontro, non sono immediatamente disponibili tutti e quattro i membri del team: il combattimento parte con un personaggio attivo e un personaggio assist, mentre gli altri compagni vengono sbloccati progressivamente durante il match.

Questa struttura crea una vera e propria escalation; lo scontro comincia in modo relativamente leggibile, quasi come un tradizionale uno contro uno con possibilità di richiedere un assist, per poi trasformarsi gradualmente in una battaglia molto più affollata e spettacolare. I nuovi personaggi aumentano le possibilità tattiche e ampliano l’indicatore necessario per utilizzare gli assist e le tecniche Assemble. La scelta è interessante anche perché consente approcci molto diversi. Chi vuole giocare in modo semplice può concentrarsi quasi esclusivamente sul proprio personaggio principale, mentre i giocatori più esperti devono ragionare sulla composizione della squadra, sulla posizione dei combattenti e sulle sinergie tra i diversi assist.

In questo senso, la costruzione della propria squadra diventa quasi importante quanto la scelta del personaggio principale. Spider-Man, per esempio, può essere selezionato non soltanto perché si desidera controllarlo, ma anche per sfruttare le sue ragnatele come strumento di controllo dello spazio o come supporto per iniziare una combo.

Accessibile, ma profondo

Uno dei maggiori punti di forza del gioco è la capacità di rivolgersi a pubblici differenti. I comandi sono intuitivi e le mosse speciali possono essere eseguite senza ricorrere a input particolarmente complessi. Il sistema delle auto-combo permette anche ai neofiti di ottenere rapidamente risultati spettacolari, arrivando a chiudere le sequenze con Super e Ultimate molto scenografiche.

Questo non significa che il gioco sia superficiale. La profondità emerge quando si comincia a studiare il tempismo degli assist, l’Active Tag, le diverse funzioni dei compagni e le opportunità offerte dalle tecniche difensive. Tra queste spicca la tecnica Crossover, una schivata con risposta automatica che può interrompere la pressione dell’avversario, mentre l’Assemble Counter consente di assorbire determinati colpi grazie all’armatura. Sono strumenti potenti, ma il loro utilizzo richiede una buona lettura della situazione e un uso attento delle risorse.

Le combo, inoltre, non si limitano alle sequenze automatiche. Con la pratica è possibile concatenare più brevi combinazioni sfruttando gli assist, creando sequenze personalizzate e molto più elaborate. La posizione assegnata a ciascun personaggio nel roster iniziale determina infatti il tipo di supporto che fornirà, aggiungendo un ulteriore livello di pianificazione. Il sistema riesce quindi in un’impresa non semplice: permette al giocatore inesperto di divertirsi immediatamente, ma offre anche agli appassionati di picchiaduro numerosi elementi da studiare e perfezionare.

Un’arma a doppio taglio

La spettacolarità è uno degli elementi più riusciti di Marvel Tōkon: Fighting Souls, ma anche una delle sue principali criticità. Quando entrano in campo più personaggi, gli assist si susseguono e le super mosse riempiono lo schermo di effetti, l’azione può diventare difficile da leggere. Capire chi sta attaccando, da quale direzione arriverà il colpo e quando termina una sequenza offensiva non è sempre semplice. Il problema si avverte soprattutto negli scontri più intensi e contro giocatori esperti, quando un errore difensivo può determinare l’esaurimento di gran parte della barra della salute. Con il tempo si impara a riconoscere animazioni, effetti e segnali visivi, ma la curva di apprendimento può risultare ripida per chi non ha familiarità con il genere dei picchiaduro.

Anche l’equilibrio del roster richiederà probabilmente qualche intervento di bilanciamento in futuro. La maggior parte dei combattenti appare valida e variegata, ma alcuni personaggi sembrano più avvantaggiati di altri grazie a portata, velocità o capacità di attaccare senza freno. Per citarne solo qualcuno, se vuoi doveste scegliere Carnage, Magik, Doctor Doom e, in misura minore, Blade o Star-Lord, vi trovereste ad avere un vantaggio iniziale non indifferente. Non si tratta necessariamente di personaggi imbattibili, ma il loro potenziale potrebbe influenzare la formazione delle squadre e il futuro del gioco. Il rischio è che alcuni combattenti vengano scelti più per la loro forza nelle assistenze e negli attacchi Assemble che per il loro effettivo utilizzo sul campo di battaglia.

Un’autentica lettera d’amore Marvel

Dal punto di vista artistico, Marvel Tōkon: Fighting Souls è probabilmente uno dei progetti Marvel più ispirati degli ultimi anni. Arc System Works ha reinterpretato gli eroi ed i villain con uno stile anime molto riconoscibile, senza appiattirli sulle versioni cinematografiche del Marvel Cinematic Universe. Iron Man richiama l’estetica dei mecha giapponesi, Loki sembra uscito da un anime d’azione, mentre altri personaggi mantengono un aspetto più vicino alla tradizione fumettistica.

Modelli, animazioni, effetti particellari e transizioni di combattimento sono realizzati con grande cura. Le onomatopee, le vignette e gli elementi dello scenario contribuiscono a dare l’impressione di assistere a un fumetto Marvel animato in tempo reale. Anche il roster è costruito con attenzione particolare al fanservice e non ci si poteva aspettare altrimenti; accanto a personaggi prevedibili come Wolverine, Iron Man e Tempesta trovano spazio scelte più peculiari, tra cui Danger e Green Goblin. Ogni combattente possiede caratteristiche specifiche che richiamano i propri poteri ed il proprio stile di combattimento, evitando che la selezione dei personaggi sia soltanto una questione meramente estetica.

La modalità di gioco Episodio prosegue questa filosofia. La storia è raccontata attraverso tavole illustrate e parzialmente animate, con cinque squadre impegnate in un torneo organizzato dal Campione dell’universo. Non è una campagna cinematografica nel senso tradizionale del termine, ma la struttura da motion comic si adatta perfettamente al gioco. La scrittura è abbastanza semplice, ma efficace e spesso ironica. I dialoghi riescono a caratterizzare i protagonisti anche senza richiedere una conoscenza approfondita dei fumetti. Il doppiaggio italiano, inoltre, contribuisce in maniera positiva e si integra bene con l’atmosfera da anime del titolo.

Modalità e contenuti

La modalità Episodio offre diverse ore di combattimenti e dialoghi, ma non rappresenta da sola un motivo sufficiente per acquistare il gioco se si è interessati esclusivamente al single player. Troviamo infatti a completare l’offerta videoludica una modalità VS che permette di affrontare la CPU o un altro giocatore in locale; una modalità Arcade e Sopravvivenza, una serie di tutorial / allenamenti comprensivi di lezioni dedicate ad ogni singolo personaggio, una modalità sfida combo (utile a metabolizzare tutto il sistema di combinazioni manuali ed automatiche), l’immancabile modalità online con la possibilità di organizzare partite classificate oppure scontri veloci. E’ presente anche una modalità denominata Arcadia Rumble, una sorta di party game piuttosto divertente.

La parte didattica è particolarmente riuscita. I tutorial non si limitano a spiegare pedissequamente l’elenco dei comandi, ma mostrano anche come applicare le tecniche in situazioni concrete di gioco. È un aspetto importante per un titolo che vuole essere accessibile, ma che allo stesso tempo nasconde un sistema di combattimento piuttosto articolato. Il vero cuore dell’esperienza resta comunque il multiplayer. Il netcode si è dimostrato solido su PS5, anche se il matchmaking può talvolta impiegare troppo tempo per trovare un avversario. La qualità delle partite online dipende inoltre dalla piattaforma e dalla stabilità della connessione degli utenti coinvolti.

Considerazioni finali

Abbiamo testato il gioco su PlayStation 5 versione standard e abbiamo potuto constatare che Marvel Tōkon: Fighting Souls offre un’esperienza generalmente fluida e stabile a 60 fotogrammi al secondo, sia offline che online. La resa visiva è eccellente e non richiede la consueta scelta tra modalità Qualità e Prestazioni, una decisione comprensibile per un picchiaduro dove la costanza del frame rate è essenziale. Marvel Tōkon: Fighting Souls non è il nuovo Marvel vs. Capcom, e probabilmente non vuole nemmeno esserlo. Il gioco di Arc System Works prende quella tradizione come punto di partenza, ma sviluppa una formula autonoma basata su una struttura 4 contro 4 progressiva, una barra della salute condivisa e un sistema di assistenze estremamente importante. Il risultato è un picchiaduro spettacolare, accessibile e sorprendentemente profondo. I neofiti possono iniziare con comandi semplificati e auto-combo, mentre i giocatori più esperti trovano numerose possibilità nel team building, nelle sinergie e nella gestione del ritmo dello scontro. Le principali riserve riguardano la leggibilità dell’azione, alcuni possibili squilibri del roster ed una modalità single player che, pur essendo curata, non raggiunge il livello del combattimento online. Per concludere, Marvel Tōkon: Fighting Souls è un titolo difficile da ignorare i fan della Marvel e per chi ama i picchiaduro con una forte declinazione anime. È una produzione rispettosa del materiale originale, tecnicamente impressionante e capace di proporre una formula abbastanza semplice da capire, ma sufficientemente complessa da sostenere un’intera scena competitiva per un lungo periodo.