Recensione LumenTale: Memories of Trey
di: Marco LicandroQuando vi dico le parole “mostri collezionabili”, qual è il primo titolo che vi viene in mente?
Era una domanda ovvia, in quanto sappiamo perfettamente quanto Pokémon abbia influenzato totalmente intere generazioni, ma non per questo smettono di uscire allo scoperto nuovi giochi ispirati (chi più, chi meno) alla sempre più amata e criticata saga di Nintendo.
Tra spudorati cloni e versioni tridimensionali con armi, abbiamo visto di tutto, ma oggi ci troviamo di fronte a una versione che ha un suo perché, nata da un team indie tutto italiano, che prende sì ispirazione da Game Freak, ma al contempo porta qualcosa che riesce a rendersi unico in questo panorama sempre più affollato.
Stiamo parlando di LumenTale: Memories of Trey. Varrà il vostro tempo e i soldi spesi? Vediamolo insieme.
accettare i cookie con finalità di marketing.
100% Italiano
Beehive Studios è un team indie b, famoso nel suo giro per aver creato una versione non ufficiale di Pokémon chiamata Xenoverse, e che oggi ci porta la propria e personale versione di mostri collezionabili, che potrebbe far contenti i fan del genere.
Risultato di una campagna Kickstarter di successo, il gioco giunge su Nintendo Switch venduto a prezzo budget. Come già anticipa lo stesso titolo, la storia girerà attorno a Trey, un ragazzo che si risveglia smarrito e senza alcun ricordo del suo passato. Vestendo i suoi panni, verremo accolti da Kaplan, uno scienziato che studia i mostri che popolano il mondo di Talea, chiamati Animon. Nonostante lo scarso interesse del nipote Ales verso gli Animon e la loro tecnologia di cattura, ci accompagnerà comunque nelle prime fasi di gioco, interessato ma soprattutto sorpreso dalle nostre abilità di lotta, che spingeranno il duo in un viaggio destinato alla scoperta, nella speranza che i ricordi tornino alla mente.
Nonostante l’espediente dell’amnesia non sia dei più originali, questo funziona bene come pretesto per immetterci in un mondo vasto e misterioso di cui non sappiamo nulla, empatizzando con il personaggio principale nella sua costante scoperta. Talea è un mondo grande, diviso tra conflitti politici e fenomeni legati agli Animon, e addentrarci al suo interno significherà lottare.
Tra Visual Novel e RPG
Il titolo sfoggia un comparto tecnico stabile e uno visivo direi anche piacevole, grazie a un mix di elementi 2D e 3D incastonati insieme in maniera da ricordare svariati titoli. L’ispirazione alla saga di Game Freak è abbastanza palese, in particolar modo durante le battaglie, sia in termini di UI che di gameplay, nonostante alcuni cambi alla struttura che si scostano fortunatamente da quanto già visto.
Visivamente mescola una pixel art assieme a una struttura 2.5D, che ricorda a tratti anche perle come Eastward, ma in maniera un po’ più goffa, specialmente per quanto riguarda le animazioni, punto oserei dire debole del team, che peccano di qualità e di eccessiva legnosità. Alle battaglie classiche, arricchite da un 4 contro 4 e mosse che beneficiano più Animon alla volta, si aggiunge comunque una narrazione dalla struttura interessante, molto simile alle graphic novel, con una sezione apposita per il testo e personaggi bidimensionali disegnati dietro di essa, arricchendo notevolmente l’immersione e aggiungendo una particolarità che personalmente ho trovato molto piacevole e fresca.
Potremo addirittura effettuare alcune scelte durante il viaggio, influenzando alcuni dialoghi e situazioni, nonostante queste non modifichino radicalmente la struttura dell’avventura. Questo costante cambio tra narrazione, esplorazione e lotte funziona abbastanza bene e dimostra l’esperienza del team nel campo dei monster collector, dando al titolo una identità propria. La scelta stilistica, oltre al vantaggio di differenziarsi dal genere, ha anche uno svantaggio che impatta il ritmo di gioco (del quale ne parleremo a breve), per via di fasi abbastanza dense di dialogo che obbligano in qualche modo a prenderci una pausa dall’azione, nonostante questo accada già con l’esplorazione.
Questa varietà si presenta anche nello stesso gameplay, che oltre alle lotte premia l’esplorazione e offre sin da subito un’apertura che spinge a perdersi. Missioni secondarie, Animon da catturare, nonché crafting di materiali, zone da abbellire a piacimento e persino carte collezionabili. C’è molta carne al fuoco, ma c’è anche molto fumo, e non tutto è curato allo stesso modo, dando una sensazione di contenuto superfluo che poteva essere invece dedicato alla rifinitura generale dell’avventura. Nonostante ciò, per essere un titolo a prezzo budget, non possiamo certo lamentarci della mancanza di varietà.
Lotte reinventate
Talea non è un mondo tranquillo e gli Animon che incontreremo saranno spesso feroci e ci attaccheranno a vista. Un modo per avere un vantaggio sarà quello di lanciare l’Holoken, che al contrario di quello che potreste pensare non è una mossa di Street Fighter bensì un dispositivo sferico. Gli utilizzi dell’Holoken sono svariati e serve infatti per catturare gli Animon, iniziare le battaglie con un piccolo vantaggio, ma a seconda dell’Animon al suo interno potremo anche utilizzarlo nell’ambiente circostante, come per rompere delle grandi rocce che ostacolano il passaggio.
Sin da subito capiremo che la lotta e la conseguente creazione di un team vincente sono essenziali per poter vincere. Le somiglianze tra Pokémon e LumenTale sono veramente forti, tanto che inizialmente ci sembrerà di aver già visto tutto, tuttavia le differenze arriveranno poco a poco, rivelando una struttura più complessa e variegata. Le battaglie fino a quattro Animon alla volta permettono una strategia più complessa per via delle varie abilità, statistiche e debolezze, sia per i nostri Animon che per quelli dell’avversario. Inizialmente è un po’ difficile capire tutto e servirà un po’ di tempo per assimilare le possibilità che il titolo offre, ma con il tempo alcune meccaniche risulteranno più semplici, integrandosi in maniera naturale nei nostri combattimenti.
Nonostante ciò, un 4 contro 4 porta con sé sicuramente un difetto sostanziale: la lentezza.
Complessità e ritmi lenti
Come già citato sopra, non è solamente la struttura della narrazione a rallentare i tempi. Nonostante la quantità di Animon presenti, averne fino a quattro in una battaglia ne allunga enormemente i tempi, in aggiunta senza premiare con la quantità di Exp, ottenuta rigorosamente a fine lotta. Queste possono estendersi facilmente nel caso il nemico sia molto forte o abbia la superiorità di tipo, abbattendo facilmente i nostri mostri. In tal caso, potremo scambiarli con un altro in panchina, tornando nuovamente alla situazione di partenza, aumentando le nostre chance di vincere la lotta oltre che il tempo totale necessario per una sola battaglia.
Per essere un titolo basato sulle lotte, attendere a lungo su una schermata nera non è certo il massimo, rompendo fortemente il ritmo di gioco. Nella nostra prova, abbiamo giocato il titolo su Switch 2, che in teoria dovrebbe aumentare leggermente le performance e velocizzare i caricamenti, misurando una media di 8-9 secondi di caricamento ogniqualvolta entreremo in battaglia.
Particolarità del titolo è la presenza dei boss: Animon particolarmente forti, con più barre della vita da esaurire per ottenere la vittoria, e con parecchi assi nella manica.
Non sono battaglie semplici, visto che sarà facile che sfruttino rapidamente i loro vantaggi, colpendo forte e usando i punti deboli, spesso obliterando il nostro team. L’agilità che permette di colpire ripetutamente, oltre ai bonus dati dallo sfruttare le debolezze, fa sì che questi siano particolarmente ostici da abbattere, portandoci spesso a livellare senza sosta.
Il titolo sfoggia una complessità strutturale che mostra l’impegno da parte degli sviluppatori nel fornire un titolo che abbia di tutto. Dai dungeon alla creazione, dagli scambi online alla cucina. C’è molto da fare in LumenTale, e non necessariamente è una cosa buona. Vista la semplicità della storia e del gameplay di base, non pensavo di trovare complicato qualcosa che dovrebbe invece essere strutturato in maniera più semplice. Ad esempio, è stato solo grazie a un consiglio di gioco, apparso durante i caricamenti, che ho scoperto che persino il meteo può influenzare sia le battaglie che gli Animon che incontreremo durante il percorso.
Nonostante questo possa essere una manna dal cielo per gli amanti del genere, non sono riuscito purtroppo ad apprezzare appieno questa grande varietà di elementi che, almeno personalmente, non sono riusciti ad arricchire l’esperienza di gioco.
La passione non basta
È impossibile non lodare il team nostrano per il lavoro effettuato verso un titolo semplice solo in apparenza, e che nasconde invece una complessità strutturale e una varietà generale oltre le aspettative.
Tuttavia, le belle grafiche, gli Animon unici con le loro evoluzioni e le tante attività a disposizione del titolo non riescono a nascondere completamente una struttura complessa del gameplay, che assieme a una trama che non sembra riuscire a decollare, rende vano lo scopo principale di un videogioco, che è quello di divertire e intrattenere.
Nonostante ciò, è sicuramente possibile che questa sia solo una valutazione dovuta anche al target, visto che il titolo punta certamente ai più giovani, che potrebbero invece lodare le possibilità offerte da LumenTale, a un prezzo budget di 25€.
Provatelo, e diteci cosa ne pensate.