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Recensione Guns, Gore & Cannoli

Il week end l’ho sempre atteso con ansia. Da ragazzo era il preludio alle bisboccia post scolare, il momento in cui era lecito riunirsi con gli amici per un sano e spensierato cazzeggio. Ora che sono, ahimè, più grandicello non ha comunque perso il suo fascino, visto che vuol comunque dire lasciarsi alle spalle per almeno un paio di giorni ogni bega lavorativa. Però (le cose belle ne nascondono sempre uno), da qualche settimana ho iniziato anche a temerlo, visto che il venerdì è il giorno in cui in redazione iniziano a proliferare le assegnazione per i soliti, maledetti titoli indipendenti. Non quelli buoni, però (again), bensì quelli misconosciuti, piccole produzioni sperimentali ignote forse anche ai loro stessi creatori e che, sin troppo spesso, si rivelano essere delle palle clamorose: e vi assicuro che trascorrere il week end in compagnia di giochi discutibili non è affatto piacevole.

di: Simone Cantini

Il week end l’ho sempre atteso con ansia. Da ragazzo era il preludio alle bisboccia post scolare, il momento in cui era lecito riunirsi con gli amici per un sano e spensierato cazzeggio. Ora che sono, ahimè, più grandicello non ha comunque perso il suo fascino, visto che vuol comunque dire lasciarsi alle spalle per almeno un paio di giorni ogni bega lavorativa. Però (le cose belle ne nascondono sempre uno), da qualche settimana ho iniziato anche a temerlo, visto che il venerdì è il giorno in cui in redazione iniziano a proliferare le assegnazione per i soliti, maledetti titoli indipendenti. Non quelli buoni, però (again), bensì quelli misconosciuti, piccole produzioni sperimentali ignote forse anche ai loro stessi creatori e che, sin troppo spesso, si rivelano essere delle palle clamorose: e vi assicuro che trascorrere il week end in compagnia di giochi discutibili non è affatto piacevole.

Morte di un sicario viaggiatore

Anche se disponibile già dalla scorsa primavera su PC, devo confessare che ignoravo bellamente l’esistenza di Guns, Gore & Cannoli. Sarà per questo motivo che non appena saputo del codice disponibile per la review, nonché dopo aver visto il trailer di accompagnamento, non ho minimamente esitato a candidarmi: come rimanere impassibili al cospetto di un clone di Metal Slug, ambientato durante il Proibizionismo e con protagonista un mafioso intento a falciare orde di zombi? La produzione di Crazy Monkey Studios, piccolo team indie belga, era riuscito a fare breccia nel mio cuore, facendo leva su di un mix, almeno sulla carta più che riuscito, di elementi di mio gusto. La storia, alquanto surreale e divertente, ruota attorno alla figura dell’implacabile Vinnie Cannoli, sicario della mafia che viene incaricato dal boss di recarsi a Thugtown per recuperare un informatore scomparso. Compito semplice per un killer del suo calibro, peccato che non appena attraccati il nostro antieroe venga accolto da un schiera di famelici zombi. E così, tra una sparatoria e l’altra, passeremo circa tre ore in compagnia di avversari morti e non, assistendo a simpatici siparietti in cui non mancheranno tutti gli stereotipi del genere.

Mafia Slug

Come detto in apertura è innegabile come Guns, Gore & Cannoli debba molto alla celebre saga di SNK Playmore: la struttura è quella classica da shooter a scorrimento orizzontale, che ci porterà a farci strada tra le file avversarie a suon di proiettili e granate. Peccato che, a causa delle risorse del team, non certo paragonabili a quelle della produzione nipponica, i punti di contatto terminino qua, finendo per impattare in maniera consistente sul gameplay. In primis si nota l’impossibilità di andare oltre lo sparo orizzontale, fattore che limita notevolmente la frenesia di gioco. Assenti, comunque giustificati visto il setting, veicoli e obiettivi secondari (quanto erano belli i prigionieri capelloni?). A pagare ulteriormente pegno è anche la stessa velocità di gioco, qua molto meno pronunciata, e minata da una certa legnosità di fondo che contraddistingue le movenze di Vinnie. Fortunatamente non mancano le bocche da fuoco, granate ed un nutrito numero di avversari, tutti ottimamente caratterizzati e dotati di abilità e pattern unici.

Killer animati

L’impatto visivo con Guns, Gore & Cannoli è decisamente piacevole, forse il vero punto di forza dell’intera produzione: la scena è quanto di più simile ad un fumetto in movimento. Piacevole il sonoro ed il doppiaggio in lingua inglese, volutamente caricaturale. Gradevole aggiunta, seppur limitata al solo ambito locale, la presenza di una modalità cooperativa a 4 giocatori, fattore che rende senza dubbio l’esperienza più divertente, anche se appare incomprensibili il suo escludere qualsiasi forma di interazione online.

Sarà colpa forse dei sempre più frequenti e temuti week end redazionali, ma onestamente non mi sento di consigliare senza riserve Guns, Gore & Cannoli a chiunque. Prendo atto delle limitate risorse del team, ma visto il prezzo a cui viene proposto (€ 9,90), sarebbe stato più opportuno fornire un prodotto che, data la palese fonte ispiratrice, fosse stato in grado di offrire un’esperienza ludica più frenetica, o comunque di altro spessore.