Recensione Goosebumps: Terror in Little Creek
di: Simone CantiniChi lo ha detto che l’orrore non è adatto ai più giovani? Il mondo si evolve, e convinzioni che potevano andare bene svariati anni fa possono tranquillamente essere sovvertite dall’attualità (più o meno recente). E che un simile concetto sia oramai desueto e fuori luogo lo conferma il clamoroso successo dei libri scritti dallo statunitense Robert Lawrence Stine, che grazie alla longeva e fortunatissima raccolta nota alle nostre latitudini come Piccoli Brividi (Goosebumps in originale) è riuscito a rendere la paura adatta anche ad un pubblico di giovanissimi. Non stupisce, pertanto, che una simile eredità letteraria sia riuscita a debordare anche nel mondo del gaming, terreno fertilissimo per la platea dei preadolescenti, che si prepara ad accogliere anche la new entry che risponde al nome di Goosebumps: Terror in Little Creek.
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Al calar della sera
Come ogni racconto di paura che si rispetti, anche Goosebumps: Terror in Little Creek prende il via nel bel mezzo della notte. A vagare per le oscure strade dell’omonima cittadina del titolo, soggetta ad un inquietante coprifuoco, troveremo la giovanissima studentessa Sloane Spencer, che assieme ad altri 3 amici decide di indagare in merito alle circostanze all’origine di questa situazione. Un plot originale, realizzato appositamente per il videogioco in questione, che ha tutti gli elementi tipici della serie di romanzi a cui si affianca, senza rinunciare ad alcuni dei più classici topoi dell’horror a 360°: tra sinistre società segrete, verità nascoste ed una buonissima dose di orribili creature e luoghi minacciosi, il racconto procede spedito per circa 5-6 ore, confezionando una storia convincente e tutto sommato ben orchestrata.
Ovviamente se non si è più grandi di 14 anni, o se non si è stati ampiamente svezzati da sceneggiature più audaci e truculente. Al netto di questi limiti virtuali, da ignorare bellamente visto il preciso target a cui il titolo sviluppato da PHL Collective, alterna con efficacia momenti di esplorazione, una piacevole spruzzata di enigmi e qualche combattimento, dando vita ad un oscuro quadretto che saprà convincere a dovere i fan dei lavori di Stine.
Il bignami della paura
L’azione di gioco alla base di Goosebumps: Terror in Little Creek si svolge all’interno di una serie di ambienti chiusi, collegati tra di loro tramite l’hub principale che corrisponde alle stradine della città. Sia che ci si muova chiusi tra le pareti di biblioteche o teatri, oppure liberamente all’aperto, il gameplay sarà quello di una classica avventura in chiave survival horror (ovviamente addolcita in quanto a complessità generale). Sloane avrà a disposizione una fionda, dotata di varie tipologie di proiettili (da rinvenire in-game) che potranno aiutarla sia a sbarazzarsi delle minacce che infestano la città (violentemente o meno), sia a risolvere parte degli enigmi. A ciò si aggiungeranno le sue doti stealth, che dovranno essere sfruttate in determinate situazioni per aggirare gli ostacoli e sfuggire così ad attenzioni indesiderate.
Tra una cosa e l’altra, una particolare enfasi sarà rivolta ai puzzle necessari ad avanzare lungo l’avventura, mai troppo complessi per un utente smaliziato, ma che nella maggior parte dei casi sono risultati essere ben calibrati. Interessante anche il meccanismo di backtracking, legato prevalentemente all’utilizzo di un mistico libro che, per mezzo di alcuni simboli da tracciare, ci permetterà di aprire nuovi percorsi all’interno della comunque generosa e ben strutturata mappa di gioco. In definitiva, pur non raggiungendo particolari vette di realismo e complessità, il mix di situazioni messe sul piatto da Goosebumps: Terror in Little Creek è quanto mai stuzzicante, in grado di tracciare un quadretto capace di andare oltre il prevedibile compitino che ci troviamo tra le mani quando ci approcciamo ad un titolo per giovanissimi.
Piccoli brividi (tecnici)
Anche sul fronte tecnico non ci possiamo lamentare più di tanto di quanto offerto da Goosebumps: Terror in Little Creek, che pur non avendo chiaramente budget e velleità tali da permettersi di sfidare i pesi massimi del settore, restituisce un colpo d’occhio tutto sommato coerente con le proprie ambizioni. La grafica, per quanto minimale e non certo all’avanguardia, è comunque pulita ed efficace, per quanto fiaccata da alcune animazioni non sempre bellissime da vedere. La modellazione generale è sufficiente, così come il livello di dettaglio generale ed il design di personaggi e creature. Certo, non manca qualche compenetrazione e qualche piccolo glitch visivo (ma si tratta davvero di un paio di episodi trascurabili), ma siamo comunque al cospetto di un codice sufficientemente pulito. Buono il sonoro, con un voice over in lingua inglese convincente, a cui si accompagna (fortunatamente) una completa localizzazione testuale in italiano). Fa piacere anche la presenza di finali multipli, così da incentivare un minimo la rigiocabilità.
Goosebumps: Terror in Little Creek è un titolo che, pur senza ambizioni rivoluzionarie, centra perfettamente il suo obiettivo. Il gioco riesce a catturare con successo lo spirito dei romanzi di R.L. Stine, offrendo un’avventura con una trama solida e un gameplay ben bilanciato tra esplorazione, enigmi e momenti d’azione. Sebbene il comparto tecnico non eccella e le animazioni manchino a tratti di fluidità, queste imperfezioni non compromettono l’esperienza complessiva, che risulta pulita e funzionale. Con una storia accessibile e ben supportata da una completa localizzazione in italiano, il titolo si conferma un’ottima porta d’ingresso per i giocatori più giovani che desiderano un primo assaggio del genere survival horror. È un gioco onesto, fedele al suo materiale d’origine e, soprattutto, capace di regalare le giuste dosi di “brividi” senza esagerare. Per i fan della serie o per chi cerca un’esperienza horror più leggera, è un acquisto che non deluderà.