ZA/UM licenzia 32 dipendenti dopo il flop di Zero Parades: For Dead Spies
di: Luca SaatiLo studio ZA/UM, noto per Disco Elysium, ha annunciato il licenziamento di 32 dipendenti coinvolgendo tutti i reparti. La decisione arriva in seguito alle prestazioni commerciali deludenti del nuovo titolo Zero Parades: For Dead Spies, che secondo l’azienda “non ha consentito di sostenere uno studio delle dimensioni attuali”.
In un comunicato pubblicato sui social, il team ha dichiarato: “Questo cambia la forma di ZA/UM, ma non il suo scopo. I nostri standard artistici rimangono invariati: continueremo.”
Durante il processo di riduzione del personale, lo studio ha consultato i rappresentanti della ZA/UM Workers’ Alliance, il sindacato interno formato nel Regno Unito e affiliato all’Independent Workers Union of Great Britain (IWGB).
Già lo scorso anno, la marketing manager Poppy Ingham aveva sottolineato l’importanza del dialogo tra lavoratori e dirigenza: “Possiamo esercitare i nostri diritti legali se necessario, ma soprattutto vogliamo che lo studio funzioni come un progetto collaborativo tra lavoratori e management. Ci piace lavorare qui. Vogliamo continuare a farlo.”
Ingham aveva inoltre evidenziato l’apertura del sindacato anche ai team internazionali: “Le nostre riunioni sono completamente aperte ai colleghi di Porto o Tallinn. Anche se possiamo garantire tutela legale solo ai lavoratori UK, possiamo comunque coinvolgere persone da tutto il mondo.”
Non è la prima ondata di licenziamenti per ZA/UM. Nel 2024 circa 20 dipendenti furono colpiti dopo la cancellazione di tre progetti, tra cui un sequel e un’espansione di Disco Elysium. Il presidente Ed Tomaszewski aveva spiegato che, se inizialmente il personale era stato riassegnato, la cancellazione dell’espansione aveva reso inevitabili i tagli: “Date le realtà finanziarie di uno studio indipendente, non siamo stati in grado di mantenere una parte del team.”
Tomaszewski ha anche riflettuto sulle ambizioni post-successo dello studio: “Dopo il successo di Disco Elysium, il team pensava di poter fare qualsiasi cosa, anzi tutto e subito. È stata una lezione dolorosa, che ci ha aiutato a capire meglio cosa possiamo realmente realizzare, anche se ha comportato decisioni difficili.”