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Yoshida: “Jim Ryan voleva rimuovermi dai first-party PlayStation”

di: Luca Saati

Shuhei Yoshida, ex responsabile dell’iniziativa per sviluppatori indipendenti di Sony Interactive Entertainment, ha rivelato nuovi dettagli sulla sua uscita dall’azienda, avvenuta nel gennaio 2025. In una recente intervista, Yoshida ha spiegato che alla base della separazione ci sarebbero stati contrasti con l’allora CEO di PlayStation, Jim Ryan.

Intervenuto all’ALT:GAMES festival in Australia, Yoshida ha ripercorso la sua lunga carriera in Sony, durata oltre un decennio, soffermandosi in particolare sul momento in cui fu rimosso dalla guida dello sviluppo first-party.

“Ho aiutato Santa Monica con God of War, Naughty Dog con Uncharted e The Last of Us, e Sucker Punch con il meraviglioso Ghost of Tsushima. Ghost of Tsushima è stato uno degli ultimi giochi su cui ho lavorato come presidente dei Worldwide Studios”.

Il cambio di ruolo risale al 2019, in concomitanza con l’inizio della leadership di Ryan.

“Dopo 11 anni alla guida dei first-party, sono stato rimosso dal ruolo. Jim Ryan voleva togliermi perché non lo ascoltavo. Mi chiedeva di fare cose ridicole, e io dicevo ‘No’.”

Durante la gestione Ryan (2019–2024), Sony ha intrapreso importanti cambiamenti strategici, tra cui l’acquisizione di studi come Insomniac Games, Housemarque, Bluepoint Games, Haven Studios e Bungie, oltre a una maggiore apertura verso il mercato PC per le produzioni first-party.

Yoshida ha anche sottolineato come il rapporto personale con Ryan abbia influito sulla situazione:

“Sono cresciuto con Jim fin dai tempi di PS1… non vuoi avere un tuo amico come subordinato”.

Dopo il cambio di ruolo, Yoshida si è dedicato alla promozione dei giochi indie, un ambito che sentiva particolarmente vicino:

“Tutti in azienda sapevano quanto amassi gli indie. Mi è piaciuto davvero promuoverli e sostenerli”.

Negli ultimi anni in Sony, Yoshida ha lavorato a stretto contatto con publisher e sviluppatori indipendenti, esperienza che oggi prosegue da freelance. Questo nuovo status gli ha garantito maggiore libertà:

“Ora posso partecipare a qualsiasi podcast, parlare di Nintendo, Xbox e Steam, e vedere come supportano gli indie. È davvero molto interessante”.