Xbox annuncia 3.200 licenziamenti e l’uscita di cinque studi: Double Fine, Compulsion, Ninja Theory, Arkane e Undead Labs
di: Luca SaatiXbox ha confermato un piano di ristrutturazione senza precedenti che prevede il licenziamento di circa 3.200 dipendenti nel corso dell’anno fiscale e la cessione o separazione di cinque studi: Double Fine, Compulsion, Ninja Theory, Arkane e Undead Labs.
La ristrutturazione e gli studi coinvolti
In una nota allo staff, la CEO Asha Sharma ha definito l’operazione “la più significativa ristrutturazione nella storia di Xbox”, spiegando che il business non è cresciuto al ritmo previsto dopo anni di acquisizioni di studi e che la divisione gaming “non è in una situazione sana”. Sharma ha dichiarato che Xbox ha imparato di non essere “la migliore casa per ogni tipo di studio” e che non è “né possibile né desiderabile possedere ogni grande studio indipendente”.
Double Fine, studio di Psychonauts, e Compulsion Games, sviluppatore di South of Midnight, vengono di fatto rilasciati da Xbox Game Studios e torneranno a operare come sviluppatori indipendenti, mantenendo le proprie IP e il catalogo esistente. Ninja Theory (Senua) e Undead Labs (State of Decay) sono invece stati venduti, ma i dettagli sui nuovi proprietari non sono stati resi pubblici perché le operazioni non sono ancora concluse. Arkane, studio di Dishonored e del futuro Marvel’s Blade, sarà a sua volta disinvestito dalla struttura Xbox, con opzioni strategiche in fase di consultazione secondo quanto richiesto dalla normativa francese.
L’impatto sui posti di lavoro e sulle divisioni
Il piano prevede 3.200 tagli distribuiti lungo l’intero anno fiscale, con circa 1.600 eliminazioni di ruolo immediate e altre riduzioni in arrivo, cifra che potrebbe rappresentare fino al 20% della forza lavoro di Xbox. I licenziamenti riguarderanno diversi reparti, con alcune aree, come la componente piattaforma, colpite più di altre, ma Sharma ha assicurato che “nessuno dei giochi o progetti first party già annunciati verrà cancellato” a causa di queste misure.
Le riduzioni interesseranno in misura variabile Activision, Bethesda/ZeniMax, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios, con una riallocazione degli investimenti verso progetti considerati prioritari. Secondo Bloomberg, Bethesda in particolare è destinata a una profonda riorganizzazione, con un focus maggiore sui suoi franchise più importanti: Fallout, The Elder Scrolls, Doom, Quake e Wolfenstein.
Reset del portfolio contenuti e della piattaforma
Sharma ha spiegato che dal 2018 Xbox ha ampliato in modo aggressivo il proprio portfolio di studi, mentre il numero di giochi prodotti ogni mese dall’industria ha superato quello dell’ultimo decennio complessivo, aumentando la pressione competitiva sia dai grandi publisher sia dai team indipendenti. In questo contesto, Xbox intende “resettare il portfolio contenuti”, supportando gli sviluppatori indipendenti con strumenti di sviluppo aperti e accesso al pubblico, invece di puntare a possederli tutti.
Parallelamente, la società vuole “semplificare la piattaforma”, riducendo gli strati di management (da un massimo di 14 a non più di 5, idealmente 3) e snellendo i processi, il codice, i servizi condivisi e la spesa in vendor esterni. L’obiettivo è creare una struttura più piatta, centrata su maker, player‑coach e figure direttamente responsabili (DRI) per accelerare le decisioni e chiarire le responsabilità.
Nuova governance e ruolo di Helen Chiang
Come parte del “reset” operativo, Xbox nomina per la prima volta un Chief Operating Officer, affidando il ruolo all’ex responsabile di Minecraft, Helen Chiang, con responsabilità end‑to‑end su contenuti, hardware, piattaforma e servizi. Mojang e King inizieranno a riportare direttamente a Sharma, riconosciuti come veri e propri piattaforme con i numeri più alti di giocatori attivi mensili e una forte importanza geografica e demografica per Xbox.
Sharma ha dichiarato che Chiang “riunirà le nostre attività sotto un unico modello operativo, assicurando che prendiamo decisioni di investimento chiare, impariamo dai successi e dai fallimenti, e ci teniamo responsabili dei risultati”. Contestualmente, è stato annunciato il ritiro di Dave McCarthy dopo 17 anni in Xbox, figura che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’infrastruttura di piattaforma su cui si basa l’esperienza di milioni di giocatori.
Prospettive future e obiettivo di crescita
Pur riconoscendo la durezza dei tagli, Sharma insiste sul fatto che queste scelte “riguardano un futuro più grande per Xbox, non uno più piccolo”, citando la crisi hardware più grave nella storia del settore e margini operativi da tre a dieci volte inferiori rispetto ad altri player di piattaforma e publishing. La CEO sostiene che Xbox continuerà a investire quanto in passato, ma con “maggiore focus, disciplina e chiarezza”, con l’obiettivo di rendere la piattaforma il luogo dove il mondo gioca e crea.
Sharma afferma inoltre di voler trasformare Xbox in una delle poche aziende capaci di intrattenere più di un miliardo di persone ogni giorno, offrendo a tutti l’opportunità di creare e connettersi, e prevede un ritorno alla crescita nel 2027. Conclude avvertendo che la storia è piena di aziende che hanno scambiato la longevità per inevitabilità, aggiungendo: “Non saremo una di loro”.
This is an important email I sent today to all employees at XBOX:
Team,
We are beginning the most significant restructure in XBOX history. After careful consideration, I've made the difficult decision to reduce our team by approximately 3,200 throughout FY27. This will include…
— ASHA (@asha_shar) July 6, 2026