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Videogiochi digitali, scontro su proprietà e diritti: l’industria attacca la legge AB-1921

di: Luca Saati

La battaglia di Stop Killing Games entra in una nuova fase con la proposta di legge californiana AB-1921, nota come “Protect Our Games Act”. Il provvedimento, che presto sarà votato dai legislatori statali, obbligherebbe gli editori a garantire che i videogiochi restino giocabili anche dopo la fine del supporto ufficiale oppure, in alternativa, a offrire un rimborso agli utenti quando i titoli vengono chiusi.

A opporsi con forza è l’Entertainment Software Association (ESA), una delle principali organizzazioni del settore negli Stati Uniti, che in una lettera invita a bocciare la legge definendola “fondamentalmente sbagliata”. Secondo l’associazione, infatti, il disegno di legge si baserebbe su una “premessa falsa”, ovvero l’idea che i consumatori “possiedano” i giochi digitali con accesso permanente.

“Il disegno di legge si basa su una premessa falsa: che i consumatori ‘possiedano’ i giochi digitali con accesso permanente. Non è così che funziona il software: i giochi sono concessi in licenza, non venduti come proprietà senza restrizioni”.

Dal punto di vista tecnico, questa posizione riflette quanto stabilito nei contratti di licenza (EULA) che la maggior parte degli utenti accetta senza leggere. Tuttavia, resta aperta la questione su quanto questi accordi siano effettivamente vincolanti dal punto di vista legale, tema che proprio il movimento Stop Killing Games sta portando ora al centro del dibattito.

In California, il tema delle licenze digitali è già stato affrontato: una legge precedente ha imposto agli store online di chiarire esplicitamente che gli utenti stanno acquistando una licenza e non un prodotto. L’ESA considera questo precedente un punto a favore della propria tesi, sottolineando che “la California ha già riconosciuto i giochi digitali come licenze” con l’approvazione della legge AB 2426.

Resta però ai legislatori stabilire se questo argomento sia sufficiente. Per i sostenitori della nuova proposta, l’intervento normativo serve proprio a contrastare pratiche ritenute ingannevoli.

L’ESA ribadisce inoltre che le aziende non possono essere obbligate a mantenere indefinitamente infrastrutture e licenze per i giochi online, né sono favorevoli all’idea di rimborsi nel caso in cui non sia possibile rendere i titoli giocabili offline.

Di contro, gli organizzatori di Stop Killing Games sostengono che la proposta sia limitata e pragmatica: “AB 1921 è mirata. Si applica ai giochi a pagamento e offre alle aziende diverse opzioni: preservare l’uso normale, aggiornare il gioco o rimborsare l’acquirente”. Secondo il movimento, l’industria starebbe volutamente dipingendo il provvedimento come una richiesta di supporto eterno ai server, quando in realtà la questione sarebbe molto più semplice: se un’azienda vende un gioco, non dovrebbe poterlo rendere inutilizzabile senza preavviso o compensazione