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Unity cresce del 17% ma chiude il trimestre con una perdita di 347 milioni

di: Luca Saati

Unity ha pubblicato i risultati finanziari del primo trimestre concluso il 31 marzo 2026, registrando ricavi complessivi pari a 508 milioni di dollari, in crescita del 17% rispetto ai 435 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

L’azienda ha evidenziato un andamento positivo sia per Create Solutions che per Grow Solutions, con quest’ultima in aumento del 23% su base annua. Tuttavia, il trimestre si è chiuso con una perdita netta significativa di 347 milioni di dollari, rispetto ai 78 milioni del Q1 2025, in seguito alla chiusura di IronSource e alla cessione del publisher mobile Supersonic avvenuta all’inizio dell’anno.

Nel dettaglio, i ricavi di Create Solutions hanno raggiunto i 157 milioni di dollari, in crescita del 4%, trainati principalmente dall’aumento degli abbonamenti, ma parzialmente frenati dal calo dei servizi cloud e hosting dopo il riassetto del portafoglio avvenuto nel 2025. Grow Solutions ha invece generato 352 milioni di dollari, con un incremento del 23% grazie soprattutto alla crescita della Unity Ad Network e, in particolare, della piattaforma Unity Vector, lanciata nel 2025.

Unity ha spiegato che i risultati di questo segmento sono stati in parte compensati dal declino della IronSource Ad Network, chiusa a marzo 2026, e dalla vendita di Supersonic. La chiusura di IronSource rientra in una strategia più ampia volta a semplificare il business e concentrarsi su aree a maggiore crescita, come proprio Vector.

La perdita netta include 279 milioni di dollari di svalutazioni legate alla dismissione di IronSource e alla cessione di Supersonic. Un dato che pesa fortemente sul bilancio, soprattutto se confrontato con la perdita totale di 78 milioni registrata nello stesso trimestre del 2025.

Unity aveva acquisito IronSource nel 2022, una piattaforma pensata per aiutare gli sviluppatori a monetizzare le proprie app e far crescere il business. L’operazione è stata anche collegata alle controverse decisioni del 2023, quando l’azienda introdusse la Runtime Fee, una tariffa per installazione che avrebbe potuto essere evitata utilizzando la piattaforma di mediazione pubblicitaria di IronSource.

La misura scatenò forti proteste nella community, portando a un vero e proprio boicottaggio pubblico. Unity fece successivamente marcia indietro sulla Runtime Fee, mentre il CEO John Riccitiello lasciò il suo incarico poco dopo.

Prima della pubblicazione dei risultati, Unity ha inoltre lanciato una nuova suite di strumenti basati su intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo dei giochi. La piattaforma è entrata in open beta questa settimana ed è disponibile per tutti gli sviluppatori che utilizzano Unity 6 o versioni successive.