Un rinvio della next-gen sarebbe positivo, afferma il director di The Blood of Dawnwalker
di: Luca SaatiIl rinvio della prossima generazione di console potrebbe essere una buona notizia per gli sviluppatori. Ne è convinto Konrad Tomaszkiewicz, direttore del promettente RPG a tema vampiri The Blood of Dawnwalker ed ex director di The Witcher 3: Wild Hunt, che vede in uno slittamento del salto generazionale un vantaggio concreto per studi come Rebel Wolves.
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento critico per l’industria, con i prezzi dell’hardware ai massimi storici. Le console, per la prima volta, non stanno diminuendo di prezzo dopo il lancio, ma al contrario aumentano, spinte anche dalla carenza di componenti causata dalla forte domanda dei data center legati all’intelligenza artificiale. Secondo alcune indiscrezioni, la futura PlayStation 6 potrebbe costare a Sony fino a 1000 dollari solo per la produzione, mentre Xbox prevede ulteriori rincari dei componenti nel prossimo anno, con possibili ripercussioni sul progetto next-gen Helix.
In questo contesto, lanciare una nuova console potrebbe rivelarsi rischioso, portando i produttori a rallentare i propri piani in attesa di una stabilizzazione dei prezzi. Una generazione più lunga, però, non è necessariamente un problema.
“Non ci impatta affatto, anzi, è persino meglio per noi. Quando conosci bene le console e i loro limiti, sai esattamente cosa puoi fare. Ogni nuova piattaforma è una sfida: devi impararla, capire i confini e gestire build aggiuntive”.
Lo sviluppo multipiattaforma è già complesso: Rebel Wolves sta lavorando a quattro versioni di The Blood of Dawnwalker, Xbox Series X/S, PlayStation 5 e due build PC differenti per via delle restrizioni regionali. Ogni aggiornamento deve essere testato su tutte le varianti, moltiplicando tempi e costi.
“Con la next-gen aggiungi altre build e il lavoro cresce enormemente. Ogni piattaforma richiede test completi: bisogna verificare che il gioco sia finibile dall’inizio alla fine senza problemi. È uno sforzo enorme.”
Il gioco uscirà il 3 settembre ed è quindi pienamente un titolo di questa generazione, ma lo studio ha già ambizioni più ampie: trasformarlo in una serie. Un eventuale sequel potrebbe arrivare in era next-gen, anche se secondo Tomaszkiewicz l’impatto principale riguarderà soprattutto il comparto tecnico.
“Con hardware più potente puoi fare di più, più facilmente: più RAM, processori migliori, più animazioni. Alcuni sistemi avanzati sono troppo costosi oggi, ma potremmo implementarli nel prossimo gioco”.
Nonostante il fascino delle nuove console, esistono anche limiti pratici. Oltre alla necessità di aggiornare strumenti e pipeline, il pubblico iniziale è sempre ridotto rispetto a una piattaforma già diffusa: basti pensare agli oltre 90 milioni di PS5 già in circolazione. Per questo, sviluppare titoli cross-gen resta spesso la scelta più logica, salvo accordi di esclusività particolarmente vantaggiosi.